Alibaba è… è più forte di E-Bay

Alibaba è più avanti di E-bay!

In Cina il boom degli e-commerce è un affare enorme ed Alibaba ne è la sua immagine. La sua valutazione è di 200 miliardi di dollari: più di Facebook (150 Mld $) e più di Amazon (137 Mld $)

La Società dovrebbe pubblicare i suoi dati ufficiali tra meno di un mese.

Sulla base dei dati tracciati da Business Insider, Alibaba nello scorso anno ha registrato il 76% delle vendite di tutti i telefoni di telefonia mobile della Cina; ognuno poi dei 230 milioni di utenti attivi ha fatto circa 49 acquisti di media.

Alibaba and E-Bay, Webmarketingitaliano

Ed ecco la chicca:

il valore di tutte le merci vendute sui siti di Alibaba è stato circa 4 volte superiore a quelle di Ebay, e come mostra il grafico, un terzo di quegli acquisti è avvenuto su dispositivi mobili. Se pensiamo che solo il 27% degli acquisti del Nord America (dati Nielsen)  avviene su telefonia mobile, lascio a voi le dovute conclusioni. Il 6% di differenza per il 4 volte di valore superiore fa un numero da mettere i brividi, non credete?

In definitiva, Alibaba ha un’impressionante crescita di presenza mobile che continuerà a crescere nel futuro e che sarà di buon auspicio per la sua imminente IPO.

Il mercato Orientale è di sicuro un’area appetibile per le industrie che si affacciano nell’e-commerce, ma molte di loro non sono ancora preparate a gestire la vendita attraverso la piattaforma Mobile. Questa è la mia opinione analizzando molti siti di e-commerce che mi capita di analizzare o di seguire.

Spero che a voi vada meglio, ma non ne sono  molto sicuro…

Drone, Amazon, Spedizioni, E-Commerce

Amazon prepara il test sui Droni

Amazon ha riferito che entro fine ottobre di quest’anno inizierà a testare i Droni per le consegne merce. Lo dicono fonti dell’ Economic Times of India

L’azienda ha subito dei blocchi negli Stati Uniti dovuti alla legge che impedisce l’uso dei droni a livello commerciale ma consentiti esclusivamente per uso amatoriale per volere della Federal Aviation Administration (FAA). La stessa dovrebbe in ogni caso revocare tale divieto entro il 2015 anche se il Washington Post riferisce che tale termine dovrebbe slittare ancora causa “ostacoli tecnici e normativi”.

Per evitare quindi questi vincoli nazionali, Amazon ha riferito che inizierà la sperimentazione dei dreni sul territorio indiano che non ha nessuna legge relativa all’uso del drone. The Economic Time ha individuato die città su tutte: Mumbai e Bangalore, dove Amazon ha già due magazzini.

Il Test probabilmente porterà notevole pubblicità ad Amazon in India, tutto a beneficio della lotta commerciale contro Flipkart, società di e-commerce che ha recentemente raccolto 1 miliardo di dollari. Il giorno successivo alla notizia, Jeff Bezos, annunciò che avrebbe investito 2 miliardi di dollari nelle sue attività in India, ed ora si prepara al lancio dei corrieri robot.

Amazon non commenta i rumors… al momento.

Nuove prospettive per l’e-commerce ed il web marketing?

Sentinel, Webmarketingitaliano, webmarketing

Online – Offline – Inline ?

Se non sono davanti al mio fedele Mac, il mio lavoro mi porta a controllare il cellulare ogni 5 minuti, tanti sono gli alert che arrivano, sia per un sms che per una mail.

Mi sono chiesto: “ma gli altri, sono sempre collegati come me?” – Cioè, mi chiedo, è un problema solo mio, o sono tutti così per un motivo o per un altro?

Allora ho cercato in Rete qualche informazione ed ho trovato dei risultati interessanti. La nostra vita sta lentamente ma radicalmente e pericolosamente cambiando. Vi espongo il mio pensiero.

La statistica riguarda gli Stati Uniti ma credo che da noi, riferendomi alle persone che usufruiscono di un collegamento internet attraverso Tablet, smartphone o computer, credo che la cosa sia pressoché simile se non addirittura superiore. In pratica non ci scolleghiamo mai.

Online, Offline, Inline, Webmarketing

Le persone non sono più “off line” oppure “online” ma sono sempre di più “in line“, termine che utilizzo personalmente già da qualche anno svolgendo da tempo il lavoro che più mi piace.

Si fa sempre più fatica a staccare la spina dal collegamento con la Rete, le applicazioni che vengono utilizzate quotidianamente sono davvero tantissime: da what’s up a Facebook passando da Twitter, Blog e Mail, sorvolando Pinterest Instagram e Tumblr, ma solo per citarne alcune; per questo motivo, o di qua o di là, il nostro account (noi) è sempre collegato. Capisci bene che per un webmarkettaro non esiste un orario di lavoro definito ma in base al contenuto digitale che deve condividere sulle varie piattaforme utilizzerà un  orario di lavoro che pragmaticamente significa “sempre”. Un webmarkettaro non stacca praticamente mai. Nemmeno in vacanza. Diffidate da chi vi lascia a piedi 10 o 15 gg, anche se di Agosto o Dicembre. Può “alleggerire” la presa oppure la può incentivare a seconda dell’argomento e del target ma non può assolutamente staccare la spina. A meno che non passi la palla ad un cambio guardia, un sostituto temporaneo (nooo, non ce la farà mai…).

Scrivevo sopra che la vita di ognuno di noi sta cambiando, accettando o soccombendo al dictat digitale. Sono davvero poche le persone che non ne sono coinvolte. Questo porta ad un radicale e pericoloso cambiamento delle nostre abitudini. Si vedono sempre più bambini utilizzare con facilità gli strumenti digitali, anche se non hanno la benché minima capacità di analizzare e separare la realtà dal virtuale. Crescendo troppo presto con il digitale diventeranno digitali nel cervello, nel senso che non sapranno essere indipendenti ed autosufficienti ragionando e vivendo in esperienza e manualità che significa intelligenza, che è molto diverso dalla logica del digitale.

Mi spiego meglio.

Chi di noi non utilizza un navigatore?

Ed ancora:

…ma chi di noi è in grado di saper leggere e utilizzare una cartina topografica (sai cos’è vero?)

Chiara la metafora?

Va benissimo saper utilizzare la tecnologia per facilitare la nostra vita, ma non va bene affidare la nostra vita alla tecnologia. (caspita mi è uscita bella questa frase!)

Purtroppo è quello che sta accadendo nella maggior parte dei casi. La gente inconsapevolmente utilizza i mezzi , gratificandosi per ciò che ottiene, ma non sapendo a quale prezzo. Ho letto qualche giorno fa di un esperimento fatto da Wired in cui decise di mettere il “mi piace” su qualsiasi cosa capitasse a tiro sulla sua bacheca di Facebook. Ebbene, Facebook si mise piano piano a mostrare tutto quello che più piaceva a Wired, togliendo tutto quello che non era di suo interesse. Lo fece ad esempio anche sui gusti politici e ideologici, creando un’area esclusiva cancellando tutto quello che era contrario alle proprie idee. Sai cosa significa?

Significa eliminare la possibilità di confronto, eliminare il dialogo e di conseguenza la crescita. Significa che hai inconsapevolmente messo nelle mani di un algoritmo la tua esistenza. Questo significa. Credi che la maggior parte delle persone sia cosciente di quanto accade?

Sono felicissimo che Google o chi per esso mi dia infinite possibilità di agevolarmi, ma sono ben cosciente che non sempre lo fa per il mio bene; lo fa per agevolarmi e per togliermi il pensiero: ecco, io non voglio che mi tolga il pensiero ma voglio che il mio pensiero arrivi a Google.

Cosa c’entra con il web marketing?

C’entra eccome!

Siamo dei professionisti, dobbiamo essere consapevoli di ciò che stiamo cercando, costruendo, organizzando, condividendo.

Qualsiasi cosa tu cerchi ti darà come risposta un risultato di un algoritmo che sarà condizionato da ciò che avrai fatto fino a quel momento. Chiediti sempre tante cose, prima di accettare una qualsiasi risposta digitale.

Qualsiasi cosa tu metta in Rete lo fai con la responsabilità di chi poco o tanto possiede un grande bacino di utenza e risonanza. Sii consapevole di questo.

Sii il faro per chi si affida alla tua professionalità: vestiti pure di digitale ma rimani vivo e divino nell’anima.

Amazon, e-commerce, global commerce

Amazon prepara il global-commerce

Amazon ha appena lanciato un nuovo servizio di lettura delle carte di credito, chiamato Local Register, facendo concorrenza diretta ai vari Square ed altre società di lettori schede come PayPal e Intuit.
Amazon, ovviamente,  si prefigge di schiacciare i competitors grazie al suo credo: un servizio eccellente al prezzo più basso.

Per poter spiazzare la concorrenza Amazon ha studiato la concorrenza. Quando fu lanciato Square fu un disastro dato che il servizio clienti si dimostrò pessimo non funzionando nemmeno l’assistenza telefonica che parti solo all’inizio del 2014.
Amazon, invece, mette come primo obiettivo la completa assistenza al cliente e la completa soddisfazione di quest’ultimo (ed Amazon in questo è proprio brava).
Se non bastasse Amazon offrirà ai primi venditori che adotteranno il suo sistema una tariffa del 1,75% fino a gennaio 2016 mentre la sua tariffa normale sarà del 2,5% ed in ogni caso risulta essere già inferiore al 2,75% di Square e al 2,70% di PayPal.

Nonostante si prevedano arrivi copiosi di clienti in Amazon, sarà comunque difficile fare dei guadagni dalle transazioni con carta di credito.  Square infatti, da tempo sul mercato,  guadagna solo delle piccole cifre e qualche volta arriva addirittura a perdere soldi nelle transazioni minime. Così, anche se Amazon risulta essere così grande da dominare il mercato, e trovare accordi migliori con le società di gestione delle carte di credito, nelle piccole transazioni sarà molto probabile che il suo guadagno non si dimostri così allettante.

Quale sarà allora la strategia di Amazon?

Amazon guarda molto più in là dei lettori di carte di credito… ehhh sì!
Amazon venderà anche i lettori di cassa, le stampanti per ricevute, i lettori ottici, e gli stand. Offrirà anche piazzole locali targate Amazon, piccoli stand, ed un servizio che aiuterà le aziende a gestire e realizzare le offerte giornaliere, promuovendo le azioni quali “paga con Amazon”. In sostanza, si potrà acquistare un prodotto e pagare con il proprio account Amazon e chiudere così il cerchio dell’e-commerce. Il suo ecosistema si estenderà ai negozi materiali oltre alla già ben presidiata area dell’e-commerce.
A questo punto capite bene che, anche se un servizio singolo non risultasse proprio redditizio, tutto il sistema diventerà una miniera d’oro.

Tom Taylor, il responsabile pagamenti di Amazon, ha dichiarato di essere vittima di una costante pressione da parte di Bezos per accelerare nella direzione descritta qui sopra.
E’ importante ricordare che Amazon ha una visione a lungo termine delle cose: in questo momento sembra che Amazon stia lanciando una serie di piccoli pezzi di un puzzle molto complesso e nel momento in cui saranno posizionati uno accanto all’altro (si pensi ad un tempo paragonabile a sette anni) daranno una visione grandiosa di ciò che Amazon ha in mente in termini di commercio e vendita al dettaglio.

E noi webmarkettari dovremo tener conto anche di queste realtà (come Amazon intendo) perché saranno in grado di stravolgere completamente quello che oggi viene inteso come sistema di gestione e-commerce. Il nostro compito sarà quello di monitorare costantemente le evoluzioni dei sistemi di gestione e pagamenti, i programmi gestiti su mobile e probabilmente sui wearable device che non tarderanno a presentarsi sul mercato. Assisteremo ad un’evoluzione radicale del modo di fare e proporre e-commerce. …E 7 anni in fondo passano molto velocemente.

Che bel lavoro ci siamo scelti, non credete?

 

 

 

SnapChat sta esplodendo in popolarità

Per lungo tempo ci siamo abituati all’idea che le 3 reti sociali dominanti fossero Facebook, Twitter e Linkedin; ma in questo momento non c’è una app più coinvolgente di SnapChat!

La società che ha rifiutato ben 3 miliardi di dollari come offerta di acquisizione, oggi viene stimata a 10 miliardi di dollari.
Lo dimostrano i dati:
Secondo le ultime analisi di ComScore e tracciate da Statista, Facebook e Instagram rimangono le piattaforme più popolari tra gli utenti 18-34 anni, ma Snaphat sta facendo sentire il proprio fiato sul collo a questi due: è posizionato addirittura prima di Twitter!
In nove mesi il popolo di SnapChat è quasi raddoppiato.

Cari webmarkettari…: “Chi si ferma è perduto!”

 

SnapChat, Webmarketing, Strategia

Social Media, Social Network, Misurare i Social.

Come misurare i risultati sui Social Media

Utilizzare i Social Media è diventata quasi una regola di business, anche se spesso non se ne conoscono a fondo le peculiarità e le caratteristiche principali per far sì che l’utilizzo ne diventi soprattutto uno strumento di coinvolgimento e condivisione e non solo una mera presenza sterile, spesso unidirezionale.

I Social Media, intendendo anche i Social Network, si dimostrano oggi la più potente forma di comunicazione bidirezionale: capire questo meccanismo significa portare all’interno della propria azienda e del proprio Brand la miglior strategia pubblicitaria con il minor costo possibile in rapporto al risultato ottenuto.
Si tratta di trovare la giusta forma ed il giusto impegno per far sì che tutto questo si trasformi in risorsa.

Ti mostro alcune regole ed un metodo di misurazione del successo che potrebbe rivelarsi utile nella scelta della Tua prossima strategia legata alla comunicazione sui Social Media.

Non esiste una formula applicabile su tutte le forme di comunicazione, ma questa vuole essere una traccia sulla quale puoi basare tutte le tue analisi di partenza. Ricordando che ogni lungo cammino inizia sempre con il primo passo, beh, ecco, consideralo come tale.

Come ben sappiamo tutti e due, questa forma di comunicazione cambia in men che non si dica; personalmente però, sostengo che delle buone basi di conoscenza ti permettono di superare qualsiasi evoluzione accada. Come disse Darwin “Non è il più forte che sopravvive ai cambiamenti, ma chi sa adeguarsi agli stessi”.

Ecco: tienilo sempre presente in questo fantastico mondo.

 

Lo Slide lo trovi qui

Marketing, Solution, Antistress

7 strategie marketing durante la crisi

Mio caro markettaro b2b, come puoi cambiare la tua strategia in questo duro periodo? Di solito ti viene chiesto di trovare il modo di aumentare la domanda con meno risorse… Bravi eh? quelli della scrivania!  Come puoi quindi creare opportunità lavorando intelligentemente? Fuori dagli schemi tradizionali?

Se facciamo un’analisi della situazione economica attuale, ci viene da piangere, per cui lasciamo stare, non cerchino colpe a destra e a sinistra ma concentriamoci su cosa possiamo fare.
La gente, la maggior parte di essa, diminuisce i consumi sia per il clima di sfiducia e preoccupazione sia per le tasse che sono sempre più insistenti (e lo saranno sempre di più, tranquilli)

Cosa significa questo in termini di b2b e di pubblicità?
Meno consumatori significa meno domanda, meno domanda vuol dire che gli sforzi per stimolare la domanda (il marketing appunto) diventa meno efficace in generale. Più semplicemente quando la gente compra meno gli inserzionisti spendono meno. Siamo davanti ad un calo considerevole degli investimenti in pubblicità?

Uhmmm… Tuttavia vi sono degli elementi da considerare:

Le marche stanno cambiando strategia: vengono tagliati i fondi per i canali con minor capacità di misurare il ROI e spostano le loro azioni in canali più misurabili. Negli ultimi anni questa tendenza è sempre più individuabile nei budget destinati al marketing: i CEO vogliono vedere i risultati tangibili.

Così, mentre i canali tradizionali sono in caduta libera (ho visto proprio ieri un trend aziendale che ha perso 10 milioni di euro in 3 anni passando da 70 a 60 Mln), il marketing on line sta salendo seppur con un ritmo più lento rispetto ad altri paesi. La recessione sta portando ad individuare i canali più remunerativi per le aziende, ed il web marketing è proprio uno di questi.

Le mie 7 strategie marketing durante la crisi

#1  Gestione dei contatti per massimizzare ogni contatto
in una fase difficile chi compra è molto più attento per avere la certezza di fare un buon acquisto; così, nel momento in cui generi un contatto ( indipendentemente se attraverso un download di un’offerta, da una landing page o chissà cos’altro), non pretendere che questo sia già pronto per affrontare il tuo reparto di vendita, si solito il 95% di loro non è ancora pronto ad acquistare. Il contatto generato è un bene incalcolabile: genera relazione prima che una vendita.

#2 Concentrati su chi è già tuo cliente
Quando hai meno soldi da spendere hai anche meno opportunità di generare contatti: concentrati su quelli che già hai e genera relazioni per saldare il tuo rapporto: io ho sempre sostenuto che il miglior cliente è il cliente già acquisito, concentrati sul CRM prima che sulla nuova domanda.

#3 Costruisci ed ottimizza la tua pubblicità on line
Quando hai i denari contati, non puoi permetterti di perdere soldi (neanche nei periodi di vacche grasse vero?!); se stai attuando campagne di promozione su Google o su qualsiasi altra piattaforma e mezzo, la pagina di atterraggio (la landing page) deve essere il più performante possibile: leggiti il mio post su questo argomento. Se hai una pagina performante puoi aumentare la conversione del doppio. Ho scoperto che ancora oggi quasi il 44% degli annunci portano alla home page dell’azienda: qui potremmo aprire un argomento del tipo “come perdere soldi investendo on line”, sei d’accordo?
Spendi il tuo tempo sull’ottimizzazione delle tue pagine e soprattutto chiediti sempre due cose:
– cosa vuoi ottenere
– applica la regola WIIFM (What’s In It For Me?)

#4 Identifica il vero cliente
Durante il calo delle vendite, è fondamentale cercare realmente chi vuole effettivamente comprare da te: rallenta e identifica molto bene questo tipo di richiesta, applica la regola 3 molto bene, metti a fuoco le tue offerte per fare in modo che siano chiare a chi sta cercando la tua soluzione. Non spendere soldi su clic inutili.

#5 Conquista il cliente indeciso
I potenziali clienti son più difficili da conquistare devi rassicurare e costruire fiducia. Se puoi utilizza i feedback dei clienti, opinioni di esperti, recensioni, premi e tutto ciò che può sostenere la tua offerta. Non inventarti niente ma sii entusiasmante e convincente.

#6 Allinea i reparti vendite con i reparti di marketing.
Oggi più che mai “siamo tutti sulla stessa barca” – Permetti al marketing di parlare con i venditori: chi più di loro conosce cosa vogliono i clienti? Questo significa che i due reparti vanno integrati e devono trovare supporto l’uno dall’altro. Basta con le competizioni e la scarsa comunicazione: devi costruire sinergia!

#7 Non sei un centro di costo
Molti dei vecchi imprenditori, quelli che non hanno capito come funziona il mondo oggi, credono ancora che il reparto marketing sia un centro di costo. Con il sistema moderno, che mira a realizzare un costo per lead generata, il marketing so è trasformato da un centro di costo ad un investimento. Oggi non si deve più parlare di budget per il marketing ma di investimento per il marketing,.. “che è meglio!” (come diceva il puffo nel cartone animato)
Il marketing dal canto suo deve saper aumentare la propria responsabilità dimostrando il tipo di impatto generato per ogni tipologia di azione svolta e deve saper ammortizzare il proprio costo su tutta la vita utile dell’investimento stesso con un rigoroso planning ed un report costante di quanto e come ha generato domanda (cosa impossibile con i vecchi media).

Concludo scrivendo che, nonostante il tempo di difficoltà economica, c’è ancora spazio per creare opportunità ed accelerare la propria crescita rispetto alla concorrenza. E’ il momento migliore per intensificare le azioni di marketing in termini di qualità. Concentratevi su come ottenere il massimo per ogni euro speso dimostrando l’impatto del marketing sulle entrate: sarete così pronti a decollare non appena ritornerà l’occasione. “nessuna notte è così lunga da impedire al sole di risorgere”.

#sapevatelo