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Come costruire una clientela fidelizzata

Ovvero: qual è il modo per farti amare dai clienti tutta la vita

Uno dei problemi più grandi da risolvere per un Web Marketer consiste nel trovare la soluzione, o il modo, per rendere i clienti più fidelizzati possibile verso un Brand e/o un’azienda.

Per fare questo si studiano campagne, si mettono in atto strategie editoriali per tenere l’attenzione sempre attiva, e si cercano prodotti sempre più innovativi.Tutto giusto!

A patto che tutto questo sia indirizzato verso un solo vero, unico, obiettivo: il cliente.

Spesso infatti, mi trovo a dover correggere la strategia aziendale di qualche azienda perché incentrata troppo su se stessa e non sul cliente finale. È il cliente che deve convincersi di acquistare il miglior prodotto nel momento in cui decide di fare “il passo”. Per ottenere la sua preferenza non è mostrando quanto siamo belli che convinceremo quest’ultimo ad acquistare ma ci riusciremo nel momento in cui arriveremo a catturare la sua attenzione coinvolgendolo in prima persona. L’azienda deve concentrarsi su questo e solo su questo: mettere al centro di tutto il cliente è una condizione che non può e non deve essere sottovalutata.

Il Cliente è tutto! È la vita stessa dell’azienda! Ce lo insegna Amazon, mica uno qualunque…

Un esempio di sicuro coinvolgimento è quello realizzato da Atomic: la famosa casa austriaca costruttrice di sci tra i più performanti al mondo.

Nel suo sito è possibile trovare una sezione ( https://goo.gl/gB6Sw2 ) in cui il cliente può personalizzare i propri sci, trovarne la giusta altezza, scegliere il tipo ed il modello in base alle proprie capacità tecniche, vederli in anteprima, correggerne la grafica e successivamente acquistarli. Il tutto a portata di clic senza doversi spostare dal proprio Device.

Un video molto curato ( https://goo.gl/vkc6Sq ) mostra la semplicità dell’operazione in modo tale che il cliente abbia da subito una percezione user friendly nel momento in cui decidesse di optare per la soluzione Atomic (e chi ne sa di questo sport non può che esserne attratto).

PS [il sottoscritto non ha nulla a che fare con Atomic Ski (alias: il mio contenuto non è una marchetta)] 🙂

Periscope e la strategia di webmarketing

Come utilizzare Periscope: 6 consigli

Ai tempi in cui Guerre Stellari era il film del futuro con tecnologie che a quel tempo sembravano solo fantasia, e ci lasciava a bocca aperta nel vedere una spada Jedi o un ologramma che si interconnetteva a distanze siderali per comunicare, non avrei mai e poi mai pensato di intraprendere la strada del web marketer socialmediacoso.

Ragazzi stiamo parlando del 1980: a quel tempo facevo la scuola grafica per poi intraprendere la strada della fotolito (oggi scomparsa)!

Chi non ha vissuto questa evoluzione non può rendersi conto di cosa e come si sia trasformata la vita: non vi è momento antropologico simile a questo in tutta l’esistenza umana. Non esiste una tale velocità di trasformazione da quando esiste la forma Homo Sapiens sul Pianeta Terra fino alle circa 40.000 generazioni successive. I nostri nonni sarebbero impazziti se li avessimo portati qui da allora con un salto spazio temporale immediato. Tutto ciò è paragonabile ad un salto quantico!

Questo per farvi capire quale periodo storico stiamo vivendo.

Tra i mezzi di comunicazione è arrivato il “live streaming” o  la ”diretta video” (per chi come me vuole mantenere il proprio lessico nazionale). “Diretta” che non viene trasmessa in tv o in video-chiamata ma viene condivisa attraverso una app dedicata e messa in  condivisione con Twitter.  Si chiama Periscope! il Live streaming per eccellenza

Lasciando da parte Meerkat, in quanto non performante,  mi rivolgo esclusivamente a Periscope.

Periscope è l’ultima grande piattaforma utile al vostro piano strategico in Rete. Nonostante in Italia sia ancora poco conosciuto ed utilizzato solo da alcuni ragazzini o da pionieri che stanno tentando di capirne le effettive funzionalità, trattasi di una potente arma di condivisione sociale. Purtroppo nel nostro Paese la maggior parte di noi è ancora alle prese con la assimilazione dei Social Network, non avendo ancora piena padronanza delle varie piattaforme e non sapendo cosa farne in modo serio e soprattutto remunerativo. Nel frattempo il mondo va avanti e mette in campo altre possibilità quali Periscope, appunto.

Cosa fa Periscope

Periscope connette, in modalità video, ciò che state facendo direttamente con il mondo della Rete che sta utilizzando la app suddividendola in due grandi gruppi:

– quello che vi segue su Twitter

– quello che è connesso nel mondo

Gli utenti attivi possono in questo modo mettere un “segui” al vostro profilo nel momento in cui anche voi siete attivi su Periscope e se mostrate di essere in grado di suscitare il loro interesse con le vostre interazioni.

Come si utilizza Periscope

Periscope permette di vedere chi è on line dei vostri contatti (e sta trasmettendo) lasciando per 24 ore il contenuto a vostra disposizione nel momento in cui decide di terminare il proprio collegamento. È possibile anche registrarlo sul vostro telefono o tablet.  Inoltre, è possibile consultare la Top list in funzione dei seguaci e dei cuoricini guadagnati (i “mi piace”) che potete lanciare anche voi a tonnellate semplicemente toccando lo schermo durante la trasmissione di chi state guardando.

Periscope_network

lista globale periscope

È possibile infine selezionare la modalità “trasmissione” abilitando le funzioni di microfono, fotocamera e posizione per iniziare la vostra sessione video condividendola nel mondo.

come attivare Periscope

Quando si utilizza Periscope

Dipende dalla vostra strategia e da quali contenuti volete condividere. Potete semplicemente essere spaparanzati sul divano o testimoni di un evento importante; potete condividere paesaggi, storie, situazioni e qualsiasi cosa vi passi per la mente.

Il successo o meno del vostro video dipenderà esclusivamente da come vi sarete presentati al pubblico. A tutti gli effetti non è altro che l’ennesimo Social Network e come tale utilizza le strategie necessarie e richieste per il coinvolgimento del pubblico.

Il vostro grado di successo dipenderà dalla costanza e dall’interesse che susciterete tra il pubblico in Rete e voi.

Ci sono ovviamente alcuni accorgimenti che vi faranno risaltare sulla moltitudine di connessioni provenienti da tutto il mondo, ed è di queste che vi voglio parlare.

Ecco i 6 suggerimenti per essere vincenti su Periscope

1) Costruisci un Frame

Mentre sarai connesso e starai trasmettendo, gli utenti che esaminano i vari collegamenti sono attratti in primo luogo dall’immagine che il tuo account sta trasmettendo: questa immagine viene recuperata nell’istante in cui hai dato l’ok alla trasmissione. Assicurati quindi di inquadrare un elemento dominante nell’interesse generale del pubblico.

2) Utilizza un titolo coinvolgente

Funziona esattamente come per le DEM: il primo filtro che segnerà il futuro della lettura della tua DEM è proprio l’oggetto della mail; anche qui!

Se hai un ottimo oggetto, le persone saranno incuriosite da quanto scrivi loro ed anche solo per curiosità accetteranno di guardare la tua diretta video (live streaming) – Ti accorgerai che avrai attivato un effetto dominio: quando le persone vedono un numero crescente di utenti collegati, per magnetismo si collegheranno anche loro. Non importa se poi se ne andranno, nel frattempo potresti aver trovato un nuovo seguace (follower).

3) Guarda la telecamera

Inizia guardando la telecamera. Inizia come se stessi parlando con delle persone davanti a te (attiva il collegamento per il frame e poi vira subito la videocamera verso di te). Guarda la telecamera come se stessi guardando negli occhi chi ti sta ascoltando, fallo anche se necessiti di mostrare ciò che ti accade intorno e devi mostrare al mondo ciò che vedi: ogni “tot” tempo torna a guardare chi ti sta ascoltando.

4) Non elemosinare i cuoricini

Quando seguite una diretta, all’interno della diretta stessa, se siete fortunati e non vi sono tantissimi seguaci potete, oltre che mettere i cuoricini utilizzando il tocco della superficie del vostro telefono o tablet, scrivere direttamente all’autore attivando così una vera e propria conversazione a cui cercheranno sempre di rispondervi. Potete anche interagire con gli altri seguaci che stanno guardando la diretta semplicemente toccando il post che vi scorrerà davanti.

Tante persone, che mi capita di osservare durante le mie escursioni sul Social del Live Streaming per eccellenza, sembrano stiano anelando l’arrivo di quei “cuoricini” che corrispondono ai “Like” di Facebook ai “+1” di Google plus al “preferito/ retweet” di Twitter. Niente di più sbagliato! Lo fareste mai su qualsiasi altro Social? Io no! Anzi, la prima cosa che faccio quando arrivo su una pagina o un post in cui mi viene chiesto il “premio” la abbandono quasi sempre. Il Premio te lo do se ritengo che te lo meriti, chiaro?  Non perché me lo chiedi tu…

Cerca di meritarti la fiducia dei tuoi spettatori, guadagnali quei cuoricini  non cercare di costruirteli.

5) Fai una pausa mentre cambi inquadratura

non c’è niente di più fastidioso in Periscope di guardare un video e vedersi interrompere ciò che stavi seguendo (voce e video) solo perché l’autore ha deciso di cambiare l’inquadratura dal suo volto verso ciò che lo circonda. In quel preciso istante in cui fate lo “switch”, Periscope interrompe l’audio e il video causando allo spettatore un’interruzione nella fruizione del servizio.

Quando fate un cambio immagine, interrompete ciò che state dicendo, avvisate della vostra intenzione e subito dopo riprendete ciò che stavate presentando. Sembra una cosa inutile ma pensate a quanto provate voi quando ne siete vittime inconsapevoli. Periscope non è altro che un momento di vita condivisa, in cui chi ti osserva è un invitato speciale e sta cercando di capire se il tuo invito vale la pena di essere accolto oppure no. Nel momento in cui lo distrai o gli dai fastidio in un certo modo, stai attivando con successo l’abbandono del tuo profilo.

6) Fai domande interessanti

questo punto rimane sempre un focus su cui fare molta attenzione: come in tutti gli altri social e come in tutti gli altri spazi in cui state costruendo una comunicazione uno degli obiettivi da raggiungere rimane sempre il “coinvolgimento”. Mi hanno sempre insegnato che esistono alcune regole che permettono che questo avvenga più facilmente: una di queste regole corrisponde proprio nel fare delle domande.

Gli psicologi sanno bene che nel momento in cui viene percepita la domanda, il nostro cervello mette in atto una serie di azioni che cercano di soddisfare la richiesta con una risposta adeguata. Fate in modo che queste risposte finiscano nella vostra schermata!

Chi sono i più bravi?

Come in tutte le cose c’è sempre qualcuno che eccelle in ciò che sta facendo e merita di essere seguito per imparare e migliorare continuamente. Da quello che ho potuto vedere e analizzare nei vari live che seguo posso aggiungere, oltre ai consigli di cui sopra, che i profili che hanno molto seguito sul Social Live Streaming utilizzano molto bene la capacità di coinvolgere le persone con un colloquio sempre molto attivo, non sono mai mezze addormentate e sanno molto bene quello che devono comunicare. Vi segnalo un paio di persone che ritengo interessanti per capire come utilizzare al meglio questa piattaforma:

– Mark Kaye

– Liz Kotalik

Mark è un Radio Dj e lo trovate al mattino (ma durante la giornata spesso attiva dei live). Forse uno dei più attivi all’interno di Periscope, a tal punto che ha attivato anche dei corsi veri e propri (a pagamento) in cui potete iscrivervi per capire al meglio l’utilizzo del mezzo e convogliarvi al meglio all’interno della Rete “Periscope”.

Mark Kaye su Periscope

Liz Kotalik, invece, si connette verso le 14/14,30 ora locale; è una giornalista di Tucson News e trasmette mentre è in onda con le notizie del mattino (le 6 circa per lei) – ogni tanto mi capita di acquisire interessanti notizie che qui nemmeno arrivano. Lei è davvero brava perché sa gestire sia la sua trasmissione che tutti i seguaci di Periscope che sono tantissimi.

Liz Kotalik Tucson News on Periscope

Periscope è ancora agli albori, soprattutto qui in Italia, ma qualcuno ne ha già capito le potenzialità.

Immaginatevi cosa possono fare le aziende nel momento in cui riusciranno ad utilizzare questa piattaforma nel modo adeguato, ed immaginatevi quando questa piattaforma potrà essere collegata ad una videocam di un elmetto, un casco o un braccio o un manubrio (penso alla RedBull ad esempio).

Il mio consiglio è di seguire attentamente l’evoluzione di questo Social, non tanto per fare gli streaming dei bimbominkia (e ce ne sono tanti), ma per capire come utilizzare sempre al meglio quanto la tecnologia sta mettendoci a disposizione ogni giorno di più.

Non sono le idee che mancano ma la capacità di saperle cogliere.

Siete convinti di questo?

Twitter lo fa meglio!

Twitter sembra avere un grande vantaggio rispetto a Google e Facebook in termini di ROI per gli inserzionisti. E’ forse per questo motivo che gli investimenti sono maggiori?

A novembre Twitter aveva appena 60.000 inserzionisti: una quisquilia rispetto a Google con 4 milioni di advertiser e di Facebook che ne vanta circa 2 milioni.

Il mercato di Twitter sta crescendo ma non è ancora ai livelli dei due concorrenti essendo arrivato “ultimo” in questo grande oceano. Questo fatto, però, non incide molto sul successo che sta riscontrando Twitter a favore delle proprie campagne sponsorizzate rivolte ai propri inserzionisti. L’uccellino si sta muovendo molto bene e sta spingendo in mondo incisivo la sua presenza come alternativa pubblicitaria, grazie anche a molti webinar che sta organizzando per farsi conoscere.

Io stesso ho già assistito ad un paio di webinar in cui vengono spiegati molto bene alcuni passaggi su come costruire tutti gli aspetti delle campagne sul social azzurro. Webinar che catturano l’interesse di parecchi utenti dediti al webmarketing e di aziende che cercano spazi alternativi per diffondere il loro messaggio (anche perché quest’ultime fanno molta fatica a capire il meccanismo legato al mondo Social Network e rimangono ancorate su vecchi schemi del “pushing” tipico dei mass media).

A Twitter va riconosciuto un grande vantaggio: mantiene un ROI molto più altro rispetto ai giganti della pubblicità. Il suo rendimento infatti supera di gran lunga quello dei due colossi a parità di investimento.

Sulla base dei dati di Macqurie il fatturato medio di Twitter per inserzionista relativo allo scorso anno era pari a 21mila dollari, circa tre volte superiore a quello di Facebook (7mila) e più alto anche rispetto a Google (16mila). Sempre secondo Macqurie Twitter risulta essere così efficace perché si concentra sugli investimenti delle grandi aziende, in controtendenza rispetto agli altri che spaziano su opportunità anche per le piccole imprese.

investimento pubblicitario medio su Google, Facebook, Twitter

Foto di Business Insider

Non so se lo avete notato ma le campagne di Twitter, infatti, hanno dei prezzi di entrata molto alti e sono sicuro che distraggono molti degli investimenti di chi può permettersi solo cifre contenute. Di contro, se il ROI è maggiore, sarebbe forse il caso di fare un’analisi di quanto possa essere utile spostare dei capitali di investimento su questa piattaforma.

Personalmente non ho fatto grandi esperimenti sulle campagne Twitter ma sono propenso a provare più in profondità l’effettiva risposta e nel prossimo periodo mi prometto che lo farò.

Al momento ho ricevuto i ringraziamenti di Zacky e di Larry. Cercherò di conquistarmi anche quelli di Dick 🙂

[fonte dati: Business Insider]

La via della comunicazione

Strada facendo…

Se tu che leggi hai qualche anno come me, ricorderai certamente questa canzone di Claudio Baglioni che ancora oggi ascoltiamo piacevolemente.

Quando penso a questa canzone, ricordo un periodo molto particolare esattamente a Massalubrense, d’estate, un bungalow ed i miei 16/17 anni. Ma allo stesso momento, ricordo molto bene come si presentava il mondo della comunicazione a quel tempo, non poi così lontano come sembra.

Per cui ti chiedo: pensa per un attimo, non a 30 anni fa, ma a 15 anni fa: Google era appena nato e solo una piccolissima parte delle persone conosceva il significato di SEM o SEO. L’iPhone era ancora nel grembo di Steve Jobs e Facebook stava ancora studiando al campus universitario come un nerd qualsiasi. Oggi sembra impossibile pensare ad un mondo senza di loro, vero?

Ora fai un’altra riflessione: pensa a quanto è cambiato il marketing negli ultimi 5 anni; in questi 5 anni ha fatto rivoluzioni che non sono state fatte nemmeno nei precedenti 500 anni!

Di sicuro nei prossimi 5 anni vedremo cambiamenti 10 volte superiori agli ultimi 5 anni. (ti ho stordito con tutti questi numeri? beh, immagina a cosa dovrai prepararti…)

Se vuoi essere più preciso, e guardi all’interno di questi 10 anni, potrai constatare di aver vissuto in una comunicazione di massa, quella comunicazione in cui è stato sviluppato un “messaggio rivolto a tutti”, seppur suddiviso per “tipologia di massa” (penso al marketing delle compagnie telefoniche, ad esempio).

Da allora, sempre più velocemente, ci stiamo spostando verso un messaggio diretto, personale, specifico.

Quando si presentò internet iniziò questa nuova era: attraverso un “clic” siamo passati dal marketing di massa (ed unidirezionale) ad un marketing transazionale in cui iniziava un rapporto con il cliente che si stava trasformando sempre di più in un viaggio da fare insieme. Strada facendo, questo viaggio tese a diventare sempre più personale.

La velocità e lo sviluppo di questo nuovo modo di comunicare dipenderà dalla capacità delle organizzazioni di saper coinvolgere le persone nel tempo, in tutti i canali ed in tutte le loro esperienze.

Questa sarà la base su cui combatterà la concorrenza!  …e la sopravvivenza delle aziende!

Il Marketing sarà sempre di più al centro della strategia di comunicazione, si metterà sempre più al posto di guida per dirigere le aziende verso il proprio target di riferimento.

Non sono un indovino e non posso con certezza dire “come” e “quando” tutto questo succederà definitivamente, ma so di sicuro che questo sistema cambierà radicalmente e completamente il modo di interagire tra clienti, persone e aziende. Chi non sarà pronto subirà pesanti perdite.

Il mio personale studio ed i miei metodi sono rivolti verso questa via, traghettando le aziende come un piccolo rimorchiatore, verso la consapevolezza e l’umiltà di sapersi confrontare con i propri clienti; saranno proprio quei clienti che diventeranno sempre di più attori in questo mercato pieno di potenzialità (e possibilità) per tutti quelli che lo sapranno comprendere.

Sai monitorare le conversioni telefoniche?

Da un ottimo articolo di motoridiricerca ho scoperto che si possono tracciare le conversioni telefoniche attraverso Google Adwords.

In effetti il dato marketing mancava: chissà quanti dei tuoi clienti, dopo aver visitato il sito grazie ad un bel salto dalla google ads alla landing page (…perché TU FAI le landing page… VERO !!??  non mandi i tuoi potenziali clienti da Google ads sulla home page del sito… VERO !!?? )  al posto di compilare un form di richiesta hanno digitato sul cell il tuo numero di telefono.

Ovviamente questi personaggi non sono tracciati nella CTR della pubblicità, storpiando più o meno quel numerino così importante che determina il successo della tua campagna on line,

Ma da oggi c’è lui, sempre lui e quasi soltanto lui: Google!

Big G permette agli inserzionisti di tracciare le conversioni telefoniche nel momento stesso in cui un utente decide di chiamare quel numero telefonico che compare sul tuo sito.

conversioni telefoniche Google

Non si tratta del “click to call” ma di un nuovo modo per tracciare la conversione di chi ha visitato il tuo sito.

Questa azione funziona perché sul sito viene visualizzato un particolare numero di telefono, che risulta univoco per ogni inserzionista, così che un’eventuale chiamata da quel numero significhi immediatamente una conversione bella e buona.

Questa è una funzione che io trovo meravigliosa!

Unico neo?

Al momento funziona solo in Australia, Francia, Germania, Spagna, Regno Unito e USA.

Ecco cosa ti dice Google in merito   🙂

Un’altra magia di Google?

Questa sì che è una fantasticheria !!!

Quando ho letto il post di +cinziadimartino ho pensato proprio questo!

Avete presente tutte le seghe mentali per fare un sito performante?
Ecco, visto che la maggior parte dei socialmediacosi e delle webequalcosa non ne vengono fuori, ci pensa Google come sempre.

Qui trovi un supermegatool che ti permetterà di verificare il come e perché il tuo sito zoppica e non è performante secondo le caratteristiche antropoioniche di Google Teacher.

Google Multi-Screen Resources ti risolve un sacco di grattacapi e darà a qualche sprovveduto la possibilità di fare un sitino “un po’ più” tecnologicamente avanzato. La cosa va vista non tanto come una livellazione verso il basso, dando la possibilità anche a chi è un po’ così di fare qualcosa di buono, ma di permettere a tanti di avanzare verso un qualcosa che deve essere sempre più funzionale per il mondo intero.

Anche Google si è avvicinato alla filosofia “Beauty will save the World” ?

http://www.google.com/think/multiscreen/

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