Google_project_Sunroof

10 servizi Google che forse non conosci

Partiamo da qui:

Google è un motore di ricerca

Google è un’azienda che vende pubblicità

Google è una azienda “mobile

Google è un laboratorio di Ricerca e Sviluppo avanzato

e molto probabilmente è anche una Intelligenza Artificiale Avanzata.

Google è tutto questo e ancora di più, probabilmente: ci sono fior fior di cervelli che stanno continuando a partorire idee futuristiche investendo milioni di dollari. Se tu come me potessimo entrare nel mondo di Google credo che faremmo in un nano secondo un salto quantico. Oggi però voglio parlarti di ciò che già esiste, che Google ti offre, ed è perfettamente funzionante e soprattutto gratis!

In questo articolo ti propongo 10 servizi Google che forse non conosci

Google è una milionata di cose, è gigantesco, ha superato Apple nella graduatoria delle aziende più capitalizzate del mondo, diventandone la prima in assoluto. Essendo così grande, è molto probabile che tantissime cose ci sfuggano e magari si tratta di cose, o strumenti, che potrebbero esserci davvero utili per lo sviluppo del nostro lavoro o semplicemente per la nostra vita quotidiana.

Ci sono là dentro dozzine e dozzine di App e di altri prodotti che aspettano solo di essere utilizzati. Tutti conosciamo Gmail e Google Calendar ma esistono utility di Google, ad esempio, possono avvalorare molto di più anche questi due comuni prodotti.

Cominciamo a conoscerne qualcuno:

Chrome Remote Desktop

Un Desktop remoto può costare anche 100€ ed anche di più se necessiti di soluzioni di marca o particolarmente sicure, ma di queste probabilmente non conosci la soluzione gratuita che ti offre Google per chi utilizza il browser Chrome.

Chrome Remote Desktop permette di connetterti al tuo computer da uno smartphone o da un Tablet. In questo modo potrai connetterti alla scrivania del tuo computer e operare attraverso  il tuo apparecchio mobile da qualsiasi parte del mondo ti trovi

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per Andorid

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per iOS

Panoramio

Moltissime persone non conoscono Panoramio eppure si tratta di una delle più curiose ed utili cose che Google ha realizzato: esso mostra una foto da una mappa del mondo offrendoti poi una incredibile prospettiva della cosa. È possibile implementare la mappatura del mondo se in possesso di un account Google che può a sua volta esser collegato a Panoramio

Qui puoi accedere a Panoramoio

Google Sky

Se Panoramio offre una moltitudine di immagini per la scoperta del mondo, Google Sky fa altrettanto per esplorare lo spazio. È utilizzabile anche con l’ausilio di Google Earth.

Qui puoi accedere a Google Sky

Who’s Down

Chi conosce una App chiamata who’s down? Probabilmente molto pochi.

Questa app è inizialmente solo su invito ed è un nuovo modo per amici della stessa area di stare insieme spontaneamente. La descrizione della app dice: “ Guarda all’istante quale dei tuoi amici è libero per un Hang Out proprio quando lo sei anche tu. Oppure con il cursore fai sapere che al momento non sei disponibile.

Who’s Down è una app free per mobile sia Android ch iPhone

Qui trovi il download Who’s Down per Android

Qui trovi il download Who’s Down per iOS

Project Sunroof

Questa è proprio bella: Project Sunroof è un magnifico strumento che ti permette di capire che sa tua casa è potenzialmente adatta per installare dei pannelli solari sul proprio tetto. Lo fa utilizzando  le immagini di Google Earth.

Al momento sembra sia disponibile solo per alcune Nazioni (esempio gli Stati Uniti, ovviamente) ma senz’altro avrà seguito anche per nazioni come la nostra.

Se sei curioso, qui trovi l’indirizzo per provare Project Suroof

One Today

Questa rasenta l’incredibile: One Today è una app che supporta una vasta varietà di enti di beneficienza. Attraverso questa App è possibile visualizzare ogni giorno diverse associazioni benefiche e fare per loro delle piccole donazioni.

Qui trovi i download della app One Today per Android

Qui trovi i download della app One Today per iOS

Google Translate

No dai questo lo conoscete! Non mi soffermo più di tanto su questa utilissima app per tradurre frasi o parole in un momento di difficoltà ed in qualsiasi lingua (non sempre al meglio) ma se volete l’indirizzo per poterla scaricare facilmente eccoli qui:

Download Google Translate per Android

Download Google Translate per iOS

Google Scholar

Se devi fare una ricerca approfondita per qualcosa di davvero importante, forse non è una bellissima idea affidarsi esclusivamente a Wikipedia o prendere notizie generalità qua e là sul web. In tuo aiuto arriva Google Scholar che abiliterà la tua ricerca esclusivamente cercando tra i più autorevoli siti e con una reputazione quasi certificata, tipo riviste mediche o siti con documentazione legale certificata. Ognuno deve fare le proprie valutazioni ed essere consapevole che la ricerca è qualcosa di veramente serio. Personalmente, e sottolineo personalmente, cerco sempre diverse fonti che riportino la notizia o la ricerca che sto effettuando e qualche volta valuto informazioni che esulano dalle cosiddette fonti ufficiali spesso guidate da interessi di parte violando così la regola fondamentale della imparzialità

Qui trovate l’indirizzo di Google Scholar

Build with Chrome

ok ok! Qui entriamo nelle passioni ma è un fenomenale e divertentissimo progetto di Google per utilizzare delle LEGO® virtuali e costruire qualsiasi cosa tu immagini. Inoltre, è possibile esplorare altri oggetti che altre persone hanno costruito. Non male, proprio non male!

Qui trovi l’indirizzo a Build with Chrome

Gmail

ehm…. va bene dai! Mi serviva la decima app e che diamine!

Però… c’è un però!

Nonostante chiunque su questo pianeta che abbia avuto a che fare con un computer ha sentito parlare di Gmail, non tutti conoscono tutte le possibilità e le utilità che Gmail può offrire come client di posta elettronica. Nonostante io abbia un dominio e delle mail personali che utilizzo (ne ho ben 20), la mia Gmail personale rimane comunque la mail più utilizzata in assoluto, più di tutte le altre.

Gmail è su mobile, su desktop e su qualsiasi cosa abbia una connessione internet fruibile inoltre, se utilizzate Google Chrome, troverete una infinita possibilità di settore come meglio credete il vostro client di posta Gmail. Provare per credere.

Qui trovi Gmail per Andorid

Qui trovi Gmail per iOS

Bene: oltre a queste bellissime cose che Google ci offre gratis, ricordiamoci di Google plus e ricordiamoci anche che Google è un Universo che comprende la Rete, Google ingloba tutto e tutti e per questo va sfruttato ed utilizzato nel migliore dei modi, soprattutto per chi, come me, gestisce o collabora con le aziende sia a livello di web marketing sia a livello SEO. Mai come oggi i contenuti che gestirai su Google diventeranno importanti per il posizionamento e la ricerca all’interno del più incredibile motore di ricerca della Rete. Sempre di più questi contenuti saranno valorizzati nel momento in cui li scriverai per il tuo target e non per Google. Non dimenticarlo mai!

Google lavora costantemente per darti la possibilità di usufruire al meglio di tutte le opportunità che la Rete oggi può offrire già pensando al domani. Come dico sempre: Google ci vuole bene! Sei d’accordo con me?

Realtà_aumentata_Time_for_change_world

Realtà Aumentata nei piani di Marketing

Siamo entrati velocemente nel 2016: un nuovo anno ed una nuova sfida per tutti i marchettari (web e non).

Mai come in questo periodo temporale ci troviamo tra l’incudine ed il martello visualizzando in questo modo, in senso metaforico, il cliente finale e il committente del nostro lavoro …od il Ceo di turno.

Questi ultimi poi, non so se capita anche a voi, si aspettano soluzioni sempre più incisive verso il pubblico ed il consumatore finale, attraverso campagne on line e quelle off line tra cui la stampa, i POP, i prodotti e quanto altro sia possibile inventare con l’obbligo che sia di impatto, che coinvolga e che costi poco (non sempre, ma spesso).

Come scrivo sopra, sono tutte soluzioni e proposte che hanno un comune denominatore: devono coinvolgere e convincere il consumatore finale a fidelizzarsi al brand e/o acquistare il prodotto presente sul mercato.

Tutte cose fattibili, tutte belle intenzioni, ma: come fare? Cosa ci inventiamo di nuovo? Che mezzi utilizziamo?

Ed ecco entrare in gioco a piè pari la Realtà Aumentata che può ricoprire un ruolo determinante nel prossimo futuro (oggi), portando così il marketing tradizionale a piè pari nell’era digitale. Si tratta in effetti di una tecnologia che al momento risulta ancora poco conosciuta o poco utilizzata e questo le fornisce un enorme vantaggio se utilizzata nel modo corretto e soprattutto può godere della possibilità di diventare funzionale ad un obiettivo purché pianificato con una strategia di marketing.

Cos’é la Realtà Aumentata?

“Per realtà aumentata (o realtà mediata dall’elaboratore in inglese augmented reality, abbreviato “AR”), si intende l’arricchimento della percezione sensoriale umana mediante informazioni, in genere manipolate e convogliate elettronicamente, che non sarebbero percepibili con i cinque sensi.” [fonte: Wikipedia

Tra i vantaggi della AR (Augmented Reality) possiamo subito toccare con mano

– Creazione di stampa interattiva (rivalorizzando così la carta stampata finita ormai quasi in cantina)

– Una reale e concreta misurazione del marketing tradizionale grazie all’interazione digitale associata (e quindi misurabile)

– Un coinvolgimento diretto dei clienti verso l’area di vendita ( o la leading place)

– Una miglior transizione all’interno del Connection Funnel®

Alcuni esempi di Realtà Aumentata applicabile a diversi supporti e mezzi di comunicazione

Realtà Aumentata su Carta Stampata

digitalizzando le immagini è possibile ottenere un valore aggiunto che arricchisce il contenuto: ecco un bell’esempio di Realtà Aumentata di Experenti

Realtà_Aumentata_Experenti

Esempi di realtà aumentata realizzata da Experenti

Realtà Aumentata in Proiezione virtuale

come visualizzare prodotti ed informazioni ulteriori rispetto alla semplice presentazione statica

Realtà Aumentata Futuro Prossimo

Ricordate i Google Glass? Come ogni invenzione il primo passo è l’inizio di un nuovo e lungo cammino…

La Realtà Aumentata offre infinite possibilità nel rendere la comunicazione off line qualcosa di straordinario ma soprattutto rendere la comunicazione off line misurabile, fino ad oggi pressoché impossibile da pensare e controllare concretamente.

Creare comunicazione attraverso la Realtà Aumentata è molto più facile di quello che sembra ed è sicuramente un’alternativa che non può e non deve essere sottovalutata nelle proiezioni di investimento per l’anno in corso e per il futuro.

Oggi più che mai è necessario distinguersi ma non con effetti speciali, bensì ottimizzando tutti gli strumenti ed i mezzi che abbiamo a disposizione con una strategia pianificata, con nuove idee e proposte che trasformino il target un prospect il più in fretta possibile ottenendo così, con altrettanta velocità, un cliente fidelizzato.

“Perché il webmarketing è una scienza, non un’accozzaglia di strumenti” [cit. Alessandro Sportelli]

Microprocessor_quantum_Google-NASA

Il Computer Quantico di Google

Ho letto proprio qualche giorno fa un bell’articolo di Davide Pozzi alias “Tagliaerbe”, il quale esprime alcune considerazioni sul nuovo computer quantico di Google e su un video, in particolare, del caro Rudy Bandiera.

L’argomento principale è rivolto al supercomputerquantico di Google (e della NASA) ma poi si scivola ovviamente sull’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca, la famigerata SEO, che a quanto pare dovrebbe fare un salto (sempre quantico) verso un nuovo modo di analizzare, e quindi di mostrare, i contenuti.

I due esperti danno la loro opinione sul modo in cui gli algoritmi di Google si comporteranno in futuro, dove da una parte viene sconsacrata in modo ironico la funzione professionale dei SEO, dall’altra viene invece fortemente rivalutata.

A mio modesto avviso il ragionamento non fa una piega né da una parte né dall’altra.

Chi sostiene che la SEO (come è intesa oggi) non avrà più senso di esistere ha ragione.

Chi sostiene che la SEO continuerà a fare la propria importante figura ha altrettanto ragione.

La risposta è scritta proprio in un pezzo di questo bellissimo articolo di Davide:

….”Il punto è però quello che se da una parte c’è un contenuto, dall’altra parte ci sono decine, centinaia, migliaia di persone profondamente diverse fra loro per interessi, cultura, capacità di comprensione.

Ecco perché Google non può dare delle risposte univoche, ed ecco perché le SERP del motore sono sempre più personalizzate (e sempre meno uguali per tutti).” …..

Lì dentro sta probabilmente la verità: se per SEO intendiamo posizionare un contenuto nelle prime posizioni in base alla parola chiave, allora la SEO è pressoché defunta; se invece si intende la ricerca nell’ottimizzare al meglio i contenuti attraverso tecniche e scrittura, ma soprattutto target di ascolto, allora il professionista SEO avrà da dire ancora molto.

Sempre secondo il mio personale punto di vista dovrà esserci una trasformazione radicale in ambito professionale, dovuto proprio al fatto che il motore per antonomasia, proprio grazie alla infinita capacità di calcolo, saprà “capire” cosa far vedere prima ad ogni singola persona, grazie alla molteplicità di azioni svolte dalla stessa sul web e di conseguenza registrate metodicamente da Mr Google.

Non finisce qui: sono anche convinto che oltre alle azioni effettuate via web, questa “Intelligenza Artificiale” saprà catalogare anche molto di più, come ad esempio gli spostamenti, gli acquisti, e tutto quello che è possibile memorizzare di una persona… sì… anche il carrello della spesa del supermercato, probabilmente. Waze, ad esempio, vi dice niente…?

Questo è il vero salto quantico nella ricerca: conoscere ogni singolo essere umano e fornirgli ciò di cui lui e solo lui ha davvero bisogno.

Sarà per cui impossibile dimostrare con metodi obsoleti il risultato al cliente (quante volte vi sarà capitato di ascoltare domande del tipo: “perché se digito la parola chiave non compaio nei primi posti?”) – Da oggi non sarà più così quasi certamente.

Finalmente (e lo ripeto: finalmente!) verranno a galla esclusivamente quei professionisti che saranno in grado di dimostrare risultati concreti: risultati trasformati in “lead” e “vendite” . Questo è da far capire con i numeri al cliente finale!

Non si tratterà più, infatti, di “arrivare primi su Google” ma si tratterà di come arrivare primi su Google per le persone che contano in riferimento al settore di appartenenza.

Il professionista SEO inizierà a trasformarsi in qualcosa di più: diventerà anche uno scrittore di contenuti e analista di emozioni; in pratica si umanizzerà e si specializzerà in qualcosa che ancora non esiste professionalmente, rimanendo sempre e soprattutto un tecnico.

Per chi lavora nel web diventerà sempre più importante avere una conoscenza di base molto ampia ed avere come plus il proprio bagaglio culturale nel quale si sarà specializzato (musica, grafica, sport, cucina, etc…) e che darà l’impronta al lavoro svolto.

Come accadde tempo fa nel settore grafico, in cui ogni singola professione del processo di stampa era ben distinta (composizione, fotolito, formatura, stampa, confezione) il mondo sta aggregandosi, ed anche nel web tutto si amalgamerà in qualcosa di molto più evoluto (come i Pokemon) in grado di far fronte alla nuova prospettiva che ci riserveranno sia il nostro caro Google sia l’Intelligenza Artificiale che è sempre più parte della nostra vita, perché non dimenticate mai che Google è “colui che È”… e Google vi vuole bene! 🙂

DWave_Computer_quantico_Google

La SEO è morta! (1580ma puntata)

Ieri, 8 Dicembre 2015, un evento storico ha varcato i portoni dell’Esistenza Umana su questo Pianeta. Non mi sto riferendo al Giubileo ed all’apertura della Porta Santa ma alla messa in funzione di D-Wave: il computer quantico di Google finanziato da Google, la NASA e sponsor del calibro di Amazon.

Di cosa si tratta?

Come riferito da Rudy Bandiera nel suo articolo, si tratta di un computer che elabora in un secondo quanto un normale computer farebbe in 10.000 anni. Sì sì avete compreso bene: diecimila anni!

Intelligenza Artificiale? Beh, io credo che ci siamo!

Sto cercando articoli credibili sul fatto che la NASA sia sull’orlo del burrone nel perdere il controllo proprio della capacità di auto apprendimento dei nuovissimi processori che auto imparano. Si tratta un momento molto delicato per l’umanità, perché ci avviciniamo pericolosamente a ciò che si prospettava nei film quali Terminator e simili.

Ma torniamo a noi!

Cosa potrebbe significare in termini concreti un’evoluzione di calcolo di queste dimensioni?

A prescindere dalla realtà virtuale applicata ai giochi, io mi concentro sui risultati di ricerca che Google sarà in grado di offrirci nel momento in cui cercheremo determinati argomenti e contenuti.

Forse non sarà più necessario di inserire una semplice parola chiave o una long tail (frase) ma si potrebbe arrivare a risolvere la domanda con una vera e propria comunicazione con il motore di ricerca.

Google potrebbe utilizzare il suo D-Wave per trovare i risultati “one-to-one” e non più per parola chiave; per cui diventerebbe inutile pensare alla vecchia maniera SEO ma risulterebbe necessario e fondamentale codificare i contenuti in base al significato degli stessi (schema.org potrebbe essere solo l’embrione di partenza). Ho sempre sostenuto che la SEO tecnica comprende il 20% della strategia di indicizzazione e questa evoluzione ne è la conferma: bisogna lavorare per gli utenti e non per Google. 

Una velocità di calcolo così elevata è in grado di “vedere” tutto il Big Data disponibile: è in grado di associare, confrontare, interagire e mostrare i contenuti più utili ad ognuno di noi in modo assolutamente personale, arrivando a far diventare Google il nostro consulente di fiducia.

Inoltre: Android potrebbe fare un salto di qualità ancora inimmaginabile spazzando via letteralmente sistemi operativi del calibro di iOS.

Siamo davanti ad una evoluzione di grandezza astronomica? Probabilmente sì!

Il prossimo futuro (cioè oggi pomeriggio!) è pronto ad invadere la nostra esistenza. Ad ogni modo tenete bene a mente una cosa: Google ci vuole bene!

La SEO è morta? No! Si evolve… come l’Universo.

Intelligenza artificiale dove arriverà Google

L’Alieno tra noi…

un nuovo alieno tecnologico

Vi  racconto una storia:

c’era una volta Yahoo! la più grande directory del mondo ed un serie di satelliti chiamati motori di ricerca: WebCrawler, Lycos, Altavista, Virgilio, Arianna, HotBot, Excite, etc,..  Questo sistema funzionava abbastanza bene per quel tempo, era un agglomerato più o meno in ordine di dati dove tutti (tutti quelli che lo sapevano) potevano entrare in Rete e cercare quello di cui avevano bisogno.

Un giorno, nel cielo, comparve una cometa che decise di lasciare sulla Terra un alieno di nome Google. Questo alieno venne qui per imparare tutto sul Pianeta: come era composto, come si chiamava, chi erano i suoi abitanti, come parlavano, quali dati si scambiavano e perfino di quante molecole era composto. Il lavoro da fare era immenso, grandissimo quasi come tutto l’Universo! Inoltre, ogni giorno questi dati crescevano sempre di più e sempre più veloci: c’era un essere vivente che sembrava essere il più interessato a questa evoluzione di dati; quindi Google decise di dedicarsi proprio a lui. Per farlo nel più breve tempo possibile, decise di inghiottire tutti i motori di ricerca di quel tempo, e mangiandoli si nutrì di tutte le loro informazioni.

L’alieno Google divenne così pieno di dati che intuì l’insorgere di un nuovo problema: i dati bisognava metterli in ordine e soprattutto interpretarli per far sì che l’essere vivente, nel momento in cui fosse venuto a cercarli, li potesse trovare precisi e rispondenti alle sue aspettative.

Google capì velocemente che più esseri venivano ad interrogarlo, più lui diventava grande e informato. Si concentrò su come fare per riuscire ad avere sempre più informazioni e decise di muoversi in due direzioni: la prima fu la ricerca spasmodica di “capire” la lingua degli esseri viventi, la seconda di portarli da lui attraverso quella strana cosa che quegli esseri chiamavano pubblicità. Ebbe ragione! Tutti gli esseri di quel pianeta nel momento in cui sentivano l’esigenza di sapere qualcosa, la prima cosa che fecero era “andare su Google”. Gli stessi esseri adottarono google come la piattaforma per far conoscere i loro prodotti assecondando così la seconda direzione scelta da Google per il suo obiettivo finale: la pubblicità, appunto.

Oggi Google, nel quarto trimestre, ha registrato un utile di 14,8 Miliardi di dollari ma gli introiti di Google iniziano a rallentare. Gli esseri viventi del pianeta analizzando la crescita di Google si sono accorti che nonostante la netta ascesa del 14% rispetto all’anno precedente, già da metà dello scorso anno ha iniziato a rallentare. Il bello è che il pubblico pagante cresce ma il costo per clic è in netto calo, facendo sì che gli inserzionisti paghino meno e di conseguenza il fatturato, al momento.

A cosa è dovuto?

Nella mia analisi sostengo che Google ha generato una scia di altri come lui, con un dna diverso ma che stanno raccogliendo notevoli flussi di esseri viventi portando così l’attenzione verso di loro (pubblicità compresa).

Ora le strade che l’Alieno prenderà possono essere varie ma già una traccia è ben visibile e delineata:

Google rimane il motore di ricerca per eccellenza nella maggior parte del mondo e per rimanere tale, sta acquisendo tutta una serie di piattaforme che lo stanno rendendo onnipresente: è dentro a qualsiasi tecnologia che utilizziamo per geolocalizzare, informare, vedere, analizzare. La sua sfera di gestione delle informazioni ormai va a 360°: pensate a Drive, G+, YouTube, Documents, Social Business, Maps, Earth, Traduttore, Foto, Market, AdWords, ed altro ancora. Sta acquisendo satelliti per coprire l’intero pianeta, connettendolo in ogni angolo, e con il quale può gestire il più grande Big Data di tutti i tempi. Una volta che avrà catturato ed interpretato sufficienti dati, potrà arrivare a “ragionare”.

Sì, mi sto riferendo alla Intelligenza Artificiale.

Non sto parlando di una visione alla “2001 Odissea nello spazio” in cui HAL prende il sopravvento, o almeno non in quel modo. Di sicuro, però, ci troveremo di fronte ad un’entità capace di “prevedere”, “soddisfare” ma soprattutto “guidare” le nostre volontà.

Sarà un gioco molto pericoloso combattuto da due gruppi di esseri umani:

i mutanti (quelli che saranno in balia della macchina) che saranno “consigliati” dal Big G, rapiti da qualsiasi caxxata tecnologica del momento, dallo smartphone sempre connesso e pronti ad immergersi nell’oceano virtuale.

i guardiani, quelli che la tecnologia e l’intelligenza artificiale la controlleranno.

State attenti a non finire nel gruppo sbagliato.

l'esercito di umani mutanti

Alibaba è… è più forte di E-Bay

Alibaba è più avanti di E-bay!

In Cina il boom degli e-commerce è un affare enorme ed Alibaba ne è la sua immagine. La sua valutazione è di 200 miliardi di dollari: più di Facebook (150 Mld $) e più di Amazon (137 Mld $)

La Società dovrebbe pubblicare i suoi dati ufficiali tra meno di un mese.

Sulla base dei dati tracciati da Business Insider, Alibaba nello scorso anno ha registrato il 76% delle vendite di tutti i telefoni di telefonia mobile della Cina; ognuno poi dei 230 milioni di utenti attivi ha fatto circa 49 acquisti di media.

Alibaba and E-Bay, Webmarketingitaliano

Ed ecco la chicca:

il valore di tutte le merci vendute sui siti di Alibaba è stato circa 4 volte superiore a quelle di Ebay, e come mostra il grafico, un terzo di quegli acquisti è avvenuto su dispositivi mobili. Se pensiamo che solo il 27% degli acquisti del Nord America (dati Nielsen)  avviene su telefonia mobile, lascio a voi le dovute conclusioni. Il 6% di differenza per il 4 volte di valore superiore fa un numero da mettere i brividi, non credete?

In definitiva, Alibaba ha un’impressionante crescita di presenza mobile che continuerà a crescere nel futuro e che sarà di buon auspicio per la sua imminente IPO.

Il mercato Orientale è di sicuro un’area appetibile per le industrie che si affacciano nell’e-commerce, ma molte di loro non sono ancora preparate a gestire la vendita attraverso la piattaforma Mobile. Questa è la mia opinione analizzando molti siti di e-commerce che mi capita di analizzare o di seguire.

Spero che a voi vada meglio, ma non ne sono  molto sicuro…

Drone, Amazon, Spedizioni, E-Commerce

Amazon prepara il test sui Droni

Amazon ha riferito che entro fine ottobre di quest’anno inizierà a testare i Droni per le consegne merce. Lo dicono fonti dell’ Economic Times of India

L’azienda ha subito dei blocchi negli Stati Uniti dovuti alla legge che impedisce l’uso dei droni a livello commerciale ma consentiti esclusivamente per uso amatoriale per volere della Federal Aviation Administration (FAA). La stessa dovrebbe in ogni caso revocare tale divieto entro il 2015 anche se il Washington Post riferisce che tale termine dovrebbe slittare ancora causa “ostacoli tecnici e normativi”.

Per evitare quindi questi vincoli nazionali, Amazon ha riferito che inizierà la sperimentazione dei dreni sul territorio indiano che non ha nessuna legge relativa all’uso del drone. The Economic Time ha individuato die città su tutte: Mumbai e Bangalore, dove Amazon ha già due magazzini.

Il Test probabilmente porterà notevole pubblicità ad Amazon in India, tutto a beneficio della lotta commerciale contro Flipkart, società di e-commerce che ha recentemente raccolto 1 miliardo di dollari. Il giorno successivo alla notizia, Jeff Bezos, annunciò che avrebbe investito 2 miliardi di dollari nelle sue attività in India, ed ora si prepara al lancio dei corrieri robot.

Amazon non commenta i rumors… al momento.

Nuove prospettive per l’e-commerce ed il web marketing?

Content Marketing, SEO, Gestione contenuti.

SEO o Content Marketing?

Il Tempo è un dilemma perenne per chi si occupa di webmarketing. Ci sono così tante cose da fare ma sono poche le cose che realmente si riescono a fare.

Le due macro categorie dell’attività del webmarkettaro sono le tecniche SEO (o SEO tradizionale) e la creazione di contenuti (o Content Marketing).

In cosa si deve investire il maggior tempo con un periodo così limitato a disposizione? Chi ha un ROI maggiore?

Io non ho dubbi: SEO e contenuti sono entrambi estremamente preziosi e se il tuo business dipende dal traffico web, entrambi sono elementi critici.

Il valore del SEO

l’ottimizzazione del sito è necessaria per essere visibili agli occhi virtuali dei motori di ricerca: ogni contenuto posizionato non deve essere penalizzato dai motori di ricerca.

Alcuni anni fa, con un sito tecnicamente ottimizzato si poteva sostenere di aver raggiunto l’obiettivo del successo.

Oggi questo non funziona più. Oggi è abbastanza facile avere un sito ottimizzato dal lato SEO, ci sono aziende in grado di metterti nelle condizioni di avere un sito posizionato attraverso gli strumenti di ottimizzazione.

In sostanza però, non è di fatto possibile avere un sito posizionato nei primi posti delle SERP solo perché è stato tecnicamente ottimizzato. Qual’è allora il vantaggio del SEO? Nessuno: lo standard di base è stato definito dai motori stessi e tu non hai fatto altro che adeguarti al minimo indispensabile.

Praticamente la tecnica SEO ti permette di costruire la strada sulla quale viaggerà il tuo traffico. Il SEO non ti porterà traffico, ma farà in modo che il traffico utilizzi la tua strada SEO. Chiaro il concetto e la sottile ma fondamentale differenza?

In definitiva la tecnica SEO non ti porta maggior traffico.

La realizzazione di una sitemap xml. la scrittura dei titoli con meno di 65 caratteri, il tuo robot.txt non ti porteranno fiumi di link di valore, nè la condivisione virale e nemmeno percentuali di clic a doppia cifra.

Se tu stai facendo tutto questo va molto bene! il tuo sito ne ha bisogno per sostenere il traffico, e per farlo deve rispettare le regole SEO e gli standard del web moderno.

Ho visto siti con errori di codifica, link interrotti, titoli non ottimizzati e metadati scadenti eppure hanno molto traffico, ascesa nelle SERP e conversioni  maggiori rispetto alla concorrenza.

ti chiederai:

COOOSA??!!!    PERCHE? ????!!

Due parole

CONTENT MARKETING

Content Marketing, Web 3.0,

Il valore del Content Marketing

Eccoci arrivati al punto: questa è la vera, unica, valida fonte di traffico!

Dal momento che quasi tutti stano seguendo le regole della tecnica SEO, si deve fare qualcosa di diverso per differenziarsi dalla concorrenza ed ottenere traffico, giusto?

Ecco: questo si chiama Content Marketing, ovvero generazione di contenuti di valore.

La possibilità che il tuo sito generi traffico senza la qualità dei contenuti è paragonabile al rapporto di uno su tre miliardi.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Anche qui c’è l’altra faccia della medaglia.

Quasi tutte le aziende stanno generando contenuti, anche le piccole B2B.   Molti di loro lo fanno a lo stanno facendo anche bene.

Sempre più budget si stanno spostando nella voce “content marketing” ed io personalmente ne ho la prova dato che il mio lavoro sta aumentando costantemente.

Allora anche questa potrebbe essere una notizia scoraggiante, come per le tecniche SEO.

No! Ecco la differenza:

1) Non è possibile attirare più traffico dalla tecnica SEO; c’è un livello standard a cui si può arrivare. Non è possibile avere un redirect 301 migliore; Si può avere una strategia di redirect migliore ma un 301 rimane un 301. Lo stesso dicasi per una strategia di parole chiave, una volta individuate le migliori. Si può sempre migliorare ma non si può arrivare ad avere un incremento sostanziale.

2) Si può fare del content marketing migliore; anche se ognuno lo sta facendo, non esiste uno standard di contenuti e non esiste lo stesso livello di eccellenza. Visto che il Content Marketing è il percorso con il maggior successo, se si migliora questo aspetto rispetto alla concorrenza, si vince.

Quindi: Il Content Marketing è al momento la miglior arma per raggiungere il successo. Sino al momento in cui qualche nuovo algoritmo nascerà e cambi radicalmente le regole del gioco, il content marketing si dimostra la miglior strategia.

La frase “CONTENT IS THE KING” compie 17 anni lo sapevate?

Questa frase l’ha pronunciata Bill Gates nel lontano 1996 (pensa: erano solo due anni che mi affacciavo al web), ed è sorprendente come le sue parole siano ad oggi ancora valide e non solo: sono le più rilevanti nel contesto della Rete

Avete idea di quanto tempo sia 17 anni nel web? Stiamo parlando di ere geologiche, capite?

Ecco alcuni passaggi del suo discorso:

– I contenuti sono il luogo in cui mi aspetto che molto denaro venga generato, proprio come era nelle trasmissioni televisive

– Le grandi opportunità saranno guidate dalla fornitura di informazioni o di intrattenimento

– Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare

– Una delle cose più interessanti consiste nel fatto che, chiunque con un PC ed un modem può generare contenuti per Internet

– Se le persone sono intenzionate ad accendere un PC per leggere uno schermo, esse devono essere ricompensate con contenuti di valore per essere coinvolte a livello personale.

– Nel corso del tempo la disponibilità delle informazioni in Rete sarà enorme e la renderà sempre più avvincente.

– Coloro che avranno successo saranno quelle persone che sapranno spingere in avanti lo sviluppo della Rete con idee innovative, esperienze e con una disponibilità di contenuti condivisibili.

Ciò che era vero agli albori del web Marketing risulta essere di rande valore oggi, nel vertice della crescita del marketing digitale.

Il Content Marketing è prezioso.

Come puoi trascorrere il tuo tempo?

Mi sono dilungato per gettare i concetti su cui dimostro che SEO e Content Marketing viaggiano a braccetto e non sono concorrenti.

Pertanto non è questione di dove passi il tui tempo ma piuttosto COME passare il tuo tempo.

1) Imposta la Tecnica SEO per ottimizzare il tuo sito

Se desideri che i tuoi contenuti viaggino su una strada sicura e veloce, abbi cura della tecnica SEO seguendo i parametri che i motori stessi ti consigliano.

2) Costruisci i contenuti

Arriva il momento in cui hai dato tutto in termini di tecnica SEO: tutte le norme sono rispettate. Questo è il momento di generare i contenuti più importanti e interessanti del mondo!

Avrai sempre bisogno di generare contenuti ed avrai sempre bisogno di una moderata quantità di SEO (tipo verifica, miglioramento titoli, cambio parole chiavi, etc..)

Dove si deve investire più tempo?

All’inizio dell’articolo ho fatto una domanda: quale ha un ROI maggiore?

La risposta è entrambi! Ma ora puoi capire il valore reale di ognuno ed hai un modo più strategico per valutare la domanda ed applicare le tue conoscenze.

PS

Scusa per l’articolo troppo lungo  🙂

Amazon, e-commerce, global commerce

Amazon prepara il global-commerce

Amazon ha appena lanciato un nuovo servizio di lettura delle carte di credito, chiamato Local Register, facendo concorrenza diretta ai vari Square ed altre società di lettori schede come PayPal e Intuit.
Amazon, ovviamente,  si prefigge di schiacciare i competitors grazie al suo credo: un servizio eccellente al prezzo più basso.

Per poter spiazzare la concorrenza Amazon ha studiato la concorrenza. Quando fu lanciato Square fu un disastro dato che il servizio clienti si dimostrò pessimo non funzionando nemmeno l’assistenza telefonica che parti solo all’inizio del 2014.
Amazon, invece, mette come primo obiettivo la completa assistenza al cliente e la completa soddisfazione di quest’ultimo (ed Amazon in questo è proprio brava).
Se non bastasse Amazon offrirà ai primi venditori che adotteranno il suo sistema una tariffa del 1,75% fino a gennaio 2016 mentre la sua tariffa normale sarà del 2,5% ed in ogni caso risulta essere già inferiore al 2,75% di Square e al 2,70% di PayPal.

Nonostante si prevedano arrivi copiosi di clienti in Amazon, sarà comunque difficile fare dei guadagni dalle transazioni con carta di credito.  Square infatti, da tempo sul mercato,  guadagna solo delle piccole cifre e qualche volta arriva addirittura a perdere soldi nelle transazioni minime. Così, anche se Amazon risulta essere così grande da dominare il mercato, e trovare accordi migliori con le società di gestione delle carte di credito, nelle piccole transazioni sarà molto probabile che il suo guadagno non si dimostri così allettante.

Quale sarà allora la strategia di Amazon?

Amazon guarda molto più in là dei lettori di carte di credito… ehhh sì!
Amazon venderà anche i lettori di cassa, le stampanti per ricevute, i lettori ottici, e gli stand. Offrirà anche piazzole locali targate Amazon, piccoli stand, ed un servizio che aiuterà le aziende a gestire e realizzare le offerte giornaliere, promuovendo le azioni quali “paga con Amazon”. In sostanza, si potrà acquistare un prodotto e pagare con il proprio account Amazon e chiudere così il cerchio dell’e-commerce. Il suo ecosistema si estenderà ai negozi materiali oltre alla già ben presidiata area dell’e-commerce.
A questo punto capite bene che, anche se un servizio singolo non risultasse proprio redditizio, tutto il sistema diventerà una miniera d’oro.

Tom Taylor, il responsabile pagamenti di Amazon, ha dichiarato di essere vittima di una costante pressione da parte di Bezos per accelerare nella direzione descritta qui sopra.
E’ importante ricordare che Amazon ha una visione a lungo termine delle cose: in questo momento sembra che Amazon stia lanciando una serie di piccoli pezzi di un puzzle molto complesso e nel momento in cui saranno posizionati uno accanto all’altro (si pensi ad un tempo paragonabile a sette anni) daranno una visione grandiosa di ciò che Amazon ha in mente in termini di commercio e vendita al dettaglio.

E noi webmarkettari dovremo tener conto anche di queste realtà (come Amazon intendo) perché saranno in grado di stravolgere completamente quello che oggi viene inteso come sistema di gestione e-commerce. Il nostro compito sarà quello di monitorare costantemente le evoluzioni dei sistemi di gestione e pagamenti, i programmi gestiti su mobile e probabilmente sui wearable device che non tarderanno a presentarsi sul mercato. Assisteremo ad un’evoluzione radicale del modo di fare e proporre e-commerce. …E 7 anni in fondo passano molto velocemente.

Che bel lavoro ci siamo scelti, non credete?

 

 

 

Follow me, DEM

Perché la DEM non converte?

Spesso mi chiedo cosa sia a spingere un lettore a partecipare ad una proposta che legge via web.  Mi chiedo anche cosa in quel messaggio l’ha colpito particolarmente per far sì che scatti quella molla che lo convince ad accettare la proposta che gli viene fatta.

Ne ho dedotto quanto segue:

Ci sono due tipi di DEM che chiedono sostanzialmente due tipi di cose:
1) Conversione
2) Generazione di Lead (contatti)
Vediamo di capire un po’ più a fondo di cosa si tratta, altrimenti nella prossima DEM ti ritroverai punto e a capo con lo stesso dubbio amletico di prima.

La Conversione è un accordo tra due parti. Viene eseguita da una proposta e da un assenso; tipi di conversioni sono:
visitare un sito, scaricare un prodotto, e soprattutto fare un acquisto.

La Generazione di contatti (o lead generation) invece, è qualcosa di diverso anche se molto simile. Si tratta in effetti di realizzare un contenuto caratterizzato da una serie di informazioni che portano a generare in un secondo momento delle possibili conversioni. Troppo difficile? allora mi spiego meglio:  se ti faccio una domanda del tipo “ti piace di più il dolce o il salato?”  in base a ciò che mi sceglierai ti metterò all’interno di una lista di profili a cui invierò SOLO ciò che piace a loro per ottenere in un secondo momento un CTR più alto ed una possibile conversione.
La stessa strada che porta ad una conversione (es. un acquisto) può rivelarsi una lead generation nel momento in cui rilasci l’assenso al trattamento dei dati preceduto magari da una o due domande profilanti.

Quando è che una DEM non riesce a coinvolgere?
Potrebbero esserci svariati motivi, ad esempio:  la comunicazione è molto blanda, o il messaggio non coinvolge, o l’argomento non è quello  indicato per il destinatario, troppe informazioni tutte diverse tra loro.

Cosa fare?
Se si ha chiaro il senso di ciò che si vuole dire ed a quale pubblico lo si vuole dire, allora si dovrebbe riuscire anche a costruire un messaggio che li coinvolgerà. E’ fondamentale distinguersi in un mare sovraffollato di messaggi dove anche il tuo atterrerà.

Ci potrebbe essere bisogno di interpellare qualche bravo copy per realizzare una DEM e far sì che il cliente dopo essersi convinto ad aprire il messaggio riesca anche ad esserne catturato.
Se ci pensi bene, anche per le pubblicità sui vecchi media funziona così: gli spot non devono durare più di 15 o 30″ (30″ costa il doppio!) e dentro a quei secondi devi dire tutto. Perché credi che abbiano ingaggiato dei registi di fama mondiale per fare quegli “stupidi” spot?

Quindi riassumo su cosa si deve e cosa non si deve fare quando pensi di realizzare una DEM

Alcuni consigli di come NON deve essere fatta una DEM

1) Troppi link a troppe azioni si trasformeranno in dubbi o confusione e quindi in un abbandono della mail stessa

2) Troppi messaggi distolgono l’attenzione su quello principale

3) Non avere una chiara visione di “cosa fare” disorienta chi legge (una sola call to action)

4) Non evidenziare i vantaggi che si otterranno

5) Non essere chiari su quello che offri

Alcune indicazioni su COME DEVE ESSERE UNA DEM

A) Non cercare di creare eccitazione ma sii davvero eccitante in ciò che dici

B) Allinea le tue offerte con le richieste del cliente (identifica il target giusto)

C) Sii chiaro ed elimina tutto ciò che disturba  (non mettere i gattini di facebook! Qui non farlo, chiaro!!?)

D) Invita all’azione: sii chiaro su cosa il lettore deve fare e perché deve farlo

E) Applica la regola WIIFM (What’s In It For Me?)  ..sarà ciò che il tuo lettore si chiederà quando gli arriverà la tua DEM…

F) Tieni traccia delle reazioni e del bouncing

 

Dem, Emailing

 

 

 

Fammi sapere come è andata…  😉