e-commerce_we-are-open

e-commerce? Oh Yes! We are open!

Mi è capitato proprio oggi di imbattermi in un post su Facebook di Cosimo Erede, un caro amico il quale, con molta cognizione di causa, sosteneva che la maggior parte degli e-commerce viene dismessa nel giro di qualche anno (di solito al massimo 3) per mancanza di guadagno e di una corretta gestione.

La sua citazione è questa:

Ti faccio il sito di ecommerce.

Questa frase qua, pronunciata da web agency e relative uebbàggensi di mio cuggino, ha creato nel tempo una cultura della vendita online assolutamente fuori dal mondo.

7,5 ecommerce su 10 nel giro di due anni chiudono baracca e burattini. I rimanenti 2,5 sono realizzati con una opportuna pianificazione strategica a monte.

E le web agency non sanno cosa sia la pianificazione strategica. Pensateci, imprenditori, quando arriva il fatidico momento del “dobbiamo vendere online, lo fanno tutti“.

Grazie al cielo (e forse anche a me) ho costruito nel corso dei miei 20 anni di avventura sul web solo 5 e-commerce. Il più vecchio ha più o meno 15 anni, il più giovane ne ha 6. Oggi ne prendo in gestione un altro che dovrò però rivoluzionare.

Nessuno di questi ha chiuso, il primo è diventato indipendente ed oggi vanta 15 punti vendita nel Triveneto più due in Austria ed è uno dei negozi sportivi più qualitativi in Italia. Non è più di mia gestione: io gli ho dato il “là” e poi hanno iniziato a camminare con le proprie gambe anche se tutt’ora sono consapevoli dell’importante e coraggioso passo fatto a quel tempo, quando a vendere ci guardavamo negli occhi.

Se fossi rimasto una uebbàggensi probabilmente in vent’anni ne avrei fatti 60 di e-commerce ma con la stessa probabilità ne sarebbero morti il 90%. Attenzione però: non tutte le web agency sono incapaci, lungi da me nell’affermare questo; sostengo semplicemente il fatto che per poter iniziare un percorso di vendita on line, non servono semplicemente dei grafici e dei programmatori ma un team di professionisti preparati sempre più rivolto alla capacità di percepire i modi con cui le persone si comportano all’interno della Rete.

Poniamo il caso di due negozi in due città diverse ma che vendono stesse le cose: se pensate che il modo di vendita sia simile, provate ad osservarli nei loro rispettivi negozi fatti di mattoni. Se non si tratta di un franchising, le due strutture saranno tipicamente diverse in base a località, posizione, personalità del titolare, esposizione dei prodotti, tipologia di offerte e modo di comunicare con il proprio pubblico.

Perché dovrebbe essere sostenibile il fatto che on line le cose siano diverse?

Ciò che è “personal branding” per noi stessi lo sarà altrettanto per la struttura e-commerce che vorremmo realizzare.

Cosa serve per fare un e-commerce?

Per fare un e-commerce, oggi, sono necessarie figure professionali di alto livello. La vendita on line così come il web in generale, si sa, funziona utilizzando un solo senso, la vista, ed attraverso tale senso si rende necessario far provare sensazioni uniche e intense al visitatore:  credete quindi che un buon programma di e-commerce sia sufficiente?

Vi elenco alcune delle figure necessarie per realizzare una buona struttura di e-commerce:

– un buon fotografo per realizzare immagini di qualità (in caso di vendita di prodotti)

– uno specialista in neuro marketing per intercettare, esaltare e comunicare le caratteristiche dei vostri prodotti

– un seo-copy per la stesura dei testi sia in funzione del prodotto sia in ambito SEO

– uno specialista analisi del traffico in grado di leggere i dati dei tools di tracciamento e di Google Analytics  (Google Analytics avanzato, non il codice standard di GA)

– un social media manager che sappia distribuire i contenuti nei Social più adeguati e nelle modalità più consone agli stessi

– un copy per scrivere contenuti di sostegno al progetto

– un programmatore web Asp.net aperto ai consigli degli specialisti della User Experience

– un programmatore web Php con conscenze in grafica aperto ai consigli degli specialisti Ux

– un web designer creativo ed aperto ai consigli degli specialisti della User Experience

– un Web Marketing Manager che indichi un obiettivo, una strategia, una tattica e sviluppi, prima di partire con l’e-commerce, un progetto a medio-lungo termine

– uno specialista SEO che guidi il mezzo all’interno dei motori sulle coordinate del Web Marketing Manager

Ho elencato 10 figure professionali indipendenti e uniche nel loro modo di lavorare, tutte unite e interconnesse tra loro. Non sono tutti miei collaboratori ma li ritengo tutti degli incredibili professionisti: cercateli on line e ve lo dimostreranno.

L’e-commerce nasce da una squadra! Il fotografo deve scattare in funzione delle direttive degli specialisti del neuro marketing e del web marketing; idem il copy che scriverà in funzione delle direttive del web marketer e del seo-copy, oltre che dare un occhio alle direttive dello specialista SEO su report dell’analista.

Per far decollare un aereo da una portaerei non serve solo una pilota ma un team perfettamente unito e rodato per non commettere nemmeno il più piccolo errore che in quel caso potrebbe essere fatale. Lo stesso vale per un progetto e-commerce.

Non sono molte le web agency che riescono mettere in campo persone di questo calibro, soprattutto perché non esiste ancora un’educazione nel campo dell’e-commerce da parte degli imprenditori che ancora ritengono possibile realizzare un negozio on line di successo spendendo 3-4.000 euro con risultati dall’oggi al domani. Di contro, esistono ancora degli pseudo professionisti che promettono mari e monti, riempiendosi la bocca di termini inglesi, ma di fatto non avendo la benché minima idea di cosa significhi avviare un’impresa on line. I cuggini sono il male! Sono gli stessi che convincono gli imprenditori che il web non funziona!

Ma “il web”… funziona?

Il web funziona eccome: in alcuni test effettuati per dimostrare al cliente che, se fatto bene, l’e-commerce genera ROI, ho dimostrato che con 30-50€ di investimento è stata raccolta una vendita per 1.300€ – Ora dimostratemi quale altro mezzo vi permette un ROI simile!

Dimostratemi anche che un imprenditore non è disposto ad investire se gli portate risultati concreti.

Non voglio più far parte di agenzie o gruppi che vendono progetti a pacchetto, o simili. Ho una certa esperienza che mi sono costruito attraverso lo studio, gli esperimenti, i test, i fallimenti ed i successi. Oggi sono ancora in prima linea, a studiare per imparare a capire e non per imparare il “come si fa”.

Investo parecchie migliaia di euro in formazione perché la ritengo la sola ed unica via che ci permette di crescere, ma nel frattempo ho iniziato a tenere qualche corso per piccoli imprenditori per condividere ciò che conosco e dare loro la possibilità di capire ed entrare in questo meraviglioso mondo che è la Rete e l’e-commerce. L’imprenditore ha bisogno di concretezza, di sfide che lo portino a nuovi mondi dove lui possa esprimere tutto il suo potenziale. Non ha paura di investire ma non ha bisogno di fuffologi e di effetti speciali.

Questo è ciò che voglio dare ad un imprenditore o un’imprenditrice, secondo la mia esperienza e liberandomi da vincoli dettati da regole di agenzia, da budget da raggiungere. Per tutto questo ho scelto di “camminare” da solo, circondato solo da persone di mia fiducia, dimostrando che il web e l’e-commerce sono un mercato in attivo.

Google_project_Sunroof

10 servizi Google che forse non conosci

Partiamo da qui:

Google è un motore di ricerca

Google è un’azienda che vende pubblicità

Google è una azienda “mobile

Google è un laboratorio di Ricerca e Sviluppo avanzato

e molto probabilmente è anche una Intelligenza Artificiale Avanzata.

Google è tutto questo e ancora di più, probabilmente: ci sono fior fior di cervelli che stanno continuando a partorire idee futuristiche investendo milioni di dollari. Se tu come me potessimo entrare nel mondo di Google credo che faremmo in un nano secondo un salto quantico. Oggi però voglio parlarti di ciò che già esiste, che Google ti offre, ed è perfettamente funzionante e soprattutto gratis!

In questo articolo ti propongo 10 servizi Google che forse non conosci

Google è una milionata di cose, è gigantesco, ha superato Apple nella graduatoria delle aziende più capitalizzate del mondo, diventandone la prima in assoluto. Essendo così grande, è molto probabile che tantissime cose ci sfuggano e magari si tratta di cose, o strumenti, che potrebbero esserci davvero utili per lo sviluppo del nostro lavoro o semplicemente per la nostra vita quotidiana.

Ci sono là dentro dozzine e dozzine di App e di altri prodotti che aspettano solo di essere utilizzati. Tutti conosciamo Gmail e Google Calendar ma esistono utility di Google, ad esempio, possono avvalorare molto di più anche questi due comuni prodotti.

Cominciamo a conoscerne qualcuno:

Chrome Remote Desktop

Un Desktop remoto può costare anche 100€ ed anche di più se necessiti di soluzioni di marca o particolarmente sicure, ma di queste probabilmente non conosci la soluzione gratuita che ti offre Google per chi utilizza il browser Chrome.

Chrome Remote Desktop permette di connetterti al tuo computer da uno smartphone o da un Tablet. In questo modo potrai connetterti alla scrivania del tuo computer e operare attraverso  il tuo apparecchio mobile da qualsiasi parte del mondo ti trovi

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per Andorid

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per iOS

Panoramio

Moltissime persone non conoscono Panoramio eppure si tratta di una delle più curiose ed utili cose che Google ha realizzato: esso mostra una foto da una mappa del mondo offrendoti poi una incredibile prospettiva della cosa. È possibile implementare la mappatura del mondo se in possesso di un account Google che può a sua volta esser collegato a Panoramio

Qui puoi accedere a Panoramoio

Google Sky

Se Panoramio offre una moltitudine di immagini per la scoperta del mondo, Google Sky fa altrettanto per esplorare lo spazio. È utilizzabile anche con l’ausilio di Google Earth.

Qui puoi accedere a Google Sky

Who’s Down

Chi conosce una App chiamata who’s down? Probabilmente molto pochi.

Questa app è inizialmente solo su invito ed è un nuovo modo per amici della stessa area di stare insieme spontaneamente. La descrizione della app dice: “ Guarda all’istante quale dei tuoi amici è libero per un Hang Out proprio quando lo sei anche tu. Oppure con il cursore fai sapere che al momento non sei disponibile.

Who’s Down è una app free per mobile sia Android ch iPhone

Qui trovi il download Who’s Down per Android

Qui trovi il download Who’s Down per iOS

Project Sunroof

Questa è proprio bella: Project Sunroof è un magnifico strumento che ti permette di capire che sa tua casa è potenzialmente adatta per installare dei pannelli solari sul proprio tetto. Lo fa utilizzando  le immagini di Google Earth.

Al momento sembra sia disponibile solo per alcune Nazioni (esempio gli Stati Uniti, ovviamente) ma senz’altro avrà seguito anche per nazioni come la nostra.

Se sei curioso, qui trovi l’indirizzo per provare Project Suroof

One Today

Questa rasenta l’incredibile: One Today è una app che supporta una vasta varietà di enti di beneficienza. Attraverso questa App è possibile visualizzare ogni giorno diverse associazioni benefiche e fare per loro delle piccole donazioni.

Qui trovi i download della app One Today per Android

Qui trovi i download della app One Today per iOS

Google Translate

No dai questo lo conoscete! Non mi soffermo più di tanto su questa utilissima app per tradurre frasi o parole in un momento di difficoltà ed in qualsiasi lingua (non sempre al meglio) ma se volete l’indirizzo per poterla scaricare facilmente eccoli qui:

Download Google Translate per Android

Download Google Translate per iOS

Google Scholar

Se devi fare una ricerca approfondita per qualcosa di davvero importante, forse non è una bellissima idea affidarsi esclusivamente a Wikipedia o prendere notizie generalità qua e là sul web. In tuo aiuto arriva Google Scholar che abiliterà la tua ricerca esclusivamente cercando tra i più autorevoli siti e con una reputazione quasi certificata, tipo riviste mediche o siti con documentazione legale certificata. Ognuno deve fare le proprie valutazioni ed essere consapevole che la ricerca è qualcosa di veramente serio. Personalmente, e sottolineo personalmente, cerco sempre diverse fonti che riportino la notizia o la ricerca che sto effettuando e qualche volta valuto informazioni che esulano dalle cosiddette fonti ufficiali spesso guidate da interessi di parte violando così la regola fondamentale della imparzialità

Qui trovate l’indirizzo di Google Scholar

Build with Chrome

ok ok! Qui entriamo nelle passioni ma è un fenomenale e divertentissimo progetto di Google per utilizzare delle LEGO® virtuali e costruire qualsiasi cosa tu immagini. Inoltre, è possibile esplorare altri oggetti che altre persone hanno costruito. Non male, proprio non male!

Qui trovi l’indirizzo a Build with Chrome

Gmail

ehm…. va bene dai! Mi serviva la decima app e che diamine!

Però… c’è un però!

Nonostante chiunque su questo pianeta che abbia avuto a che fare con un computer ha sentito parlare di Gmail, non tutti conoscono tutte le possibilità e le utilità che Gmail può offrire come client di posta elettronica. Nonostante io abbia un dominio e delle mail personali che utilizzo (ne ho ben 20), la mia Gmail personale rimane comunque la mail più utilizzata in assoluto, più di tutte le altre.

Gmail è su mobile, su desktop e su qualsiasi cosa abbia una connessione internet fruibile inoltre, se utilizzate Google Chrome, troverete una infinita possibilità di settore come meglio credete il vostro client di posta Gmail. Provare per credere.

Qui trovi Gmail per Andorid

Qui trovi Gmail per iOS

Bene: oltre a queste bellissime cose che Google ci offre gratis, ricordiamoci di Google plus e ricordiamoci anche che Google è un Universo che comprende la Rete, Google ingloba tutto e tutti e per questo va sfruttato ed utilizzato nel migliore dei modi, soprattutto per chi, come me, gestisce o collabora con le aziende sia a livello di web marketing sia a livello SEO. Mai come oggi i contenuti che gestirai su Google diventeranno importanti per il posizionamento e la ricerca all’interno del più incredibile motore di ricerca della Rete. Sempre di più questi contenuti saranno valorizzati nel momento in cui li scriverai per il tuo target e non per Google. Non dimenticarlo mai!

Google lavora costantemente per darti la possibilità di usufruire al meglio di tutte le opportunità che la Rete oggi può offrire già pensando al domani. Come dico sempre: Google ci vuole bene! Sei d’accordo con me?

Shutterstock_Riconoscimento_Visivo

Shutterstock inserisce la ricerca per immagini

Ovvero: inizia l’era del riconoscimento visivo?

Sembra una piccolezza ma questo potrebbe cambiare, e di molto, le nostre valutazioni anche in campo seo.

Mi spiego:
Oltre che gestire i contenuti ed i tag relativi alle immagini cercando di cogliere sia le frasi che le parole chiavi più attinenti al contesto che andiamo a realizzare, per poter essere meglio indicizzati molto probabilmente sarà necessario anche dare un occhio di riguardo al soggetto visivo dell’immagine che andremo a proporre nei nostri contenuti.

Se infatti da un po’ di tempo include nella ricerca di immagini anche con la possibilità di associare per affinità le stesse, viene logico pensare che questo algoritmo sia in grado anche di correlare gli “alt – tag” relativi, calcolandone poi la pertinenza con i contenuti nei quali sono state inserite, leggendo successivamente il grado di coinvolgimento che sono state in grado di creare per associare infine alla nostra immagine un valore di importanza.

Sarà un altro fattore di calcolo per scalare le SERP? molto probabile!

Lo sostengo anche per il fatto che la comunicazione si sta spostando velocemente verso i contenuti video, orientandosi in questo modo sempre più verso una valutazione visiva e che non può di conseguenza contenere testi, o non più di tanto.
A detta di molti i contenuti con più di 5/600 parole sono meglio indicizzati e posizionati dai motori rispetto a quelli con minor testo; se però viene presa in considerazione anche la parte visiva, ecco che viene a cadere un altro “dogma”, dando così un po’ di respiro a tutti quei contenuti che non sono e non possono elargire testi per più di 200 o 300 parole (pensate agli articoli e-commerce, alle notizie news, agli istant moments, etc..).

Il mondo dei motori è in continua evoluzione ed a parte qualche falla gli stessi diventano ogni giorno sempre più sofisticati nonostante rimangano ancora dei processi matematici. In conclusione, a meno che non siate dei programmatori pionieri del calibro di +Ivano Di Biasi vi consiglio vivamente di “pensare” a realizzare i vostri contenuti in funzione e per vantaggio di chi ne usufruirà, di questi contenuti, e non semplicemente per essere primi sui motori di ricerca.

Microprocessor_quantum_Google-NASA

Il Computer Quantico di Google

Ho letto proprio qualche giorno fa un bell’articolo di Davide Pozzi alias “Tagliaerbe”, il quale esprime alcune considerazioni sul nuovo computer quantico di Google e su un video, in particolare, del caro Rudy Bandiera.

L’argomento principale è rivolto al supercomputerquantico di Google (e della NASA) ma poi si scivola ovviamente sull’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca, la famigerata SEO, che a quanto pare dovrebbe fare un salto (sempre quantico) verso un nuovo modo di analizzare, e quindi di mostrare, i contenuti.

I due esperti danno la loro opinione sul modo in cui gli algoritmi di Google si comporteranno in futuro, dove da una parte viene sconsacrata in modo ironico la funzione professionale dei SEO, dall’altra viene invece fortemente rivalutata.

A mio modesto avviso il ragionamento non fa una piega né da una parte né dall’altra.

Chi sostiene che la SEO (come è intesa oggi) non avrà più senso di esistere ha ragione.

Chi sostiene che la SEO continuerà a fare la propria importante figura ha altrettanto ragione.

La risposta è scritta proprio in un pezzo di questo bellissimo articolo di Davide:

….”Il punto è però quello che se da una parte c’è un contenuto, dall’altra parte ci sono decine, centinaia, migliaia di persone profondamente diverse fra loro per interessi, cultura, capacità di comprensione.

Ecco perché Google non può dare delle risposte univoche, ed ecco perché le SERP del motore sono sempre più personalizzate (e sempre meno uguali per tutti).” …..

Lì dentro sta probabilmente la verità: se per SEO intendiamo posizionare un contenuto nelle prime posizioni in base alla parola chiave, allora la SEO è pressoché defunta; se invece si intende la ricerca nell’ottimizzare al meglio i contenuti attraverso tecniche e scrittura, ma soprattutto target di ascolto, allora il professionista SEO avrà da dire ancora molto.

Sempre secondo il mio personale punto di vista dovrà esserci una trasformazione radicale in ambito professionale, dovuto proprio al fatto che il motore per antonomasia, proprio grazie alla infinita capacità di calcolo, saprà “capire” cosa far vedere prima ad ogni singola persona, grazie alla molteplicità di azioni svolte dalla stessa sul web e di conseguenza registrate metodicamente da Mr Google.

Non finisce qui: sono anche convinto che oltre alle azioni effettuate via web, questa “Intelligenza Artificiale” saprà catalogare anche molto di più, come ad esempio gli spostamenti, gli acquisti, e tutto quello che è possibile memorizzare di una persona… sì… anche il carrello della spesa del supermercato, probabilmente. Waze, ad esempio, vi dice niente…?

Questo è il vero salto quantico nella ricerca: conoscere ogni singolo essere umano e fornirgli ciò di cui lui e solo lui ha davvero bisogno.

Sarà per cui impossibile dimostrare con metodi obsoleti il risultato al cliente (quante volte vi sarà capitato di ascoltare domande del tipo: “perché se digito la parola chiave non compaio nei primi posti?”) – Da oggi non sarà più così quasi certamente.

Finalmente (e lo ripeto: finalmente!) verranno a galla esclusivamente quei professionisti che saranno in grado di dimostrare risultati concreti: risultati trasformati in “lead” e “vendite” . Questo è da far capire con i numeri al cliente finale!

Non si tratterà più, infatti, di “arrivare primi su Google” ma si tratterà di come arrivare primi su Google per le persone che contano in riferimento al settore di appartenenza.

Il professionista SEO inizierà a trasformarsi in qualcosa di più: diventerà anche uno scrittore di contenuti e analista di emozioni; in pratica si umanizzerà e si specializzerà in qualcosa che ancora non esiste professionalmente, rimanendo sempre e soprattutto un tecnico.

Per chi lavora nel web diventerà sempre più importante avere una conoscenza di base molto ampia ed avere come plus il proprio bagaglio culturale nel quale si sarà specializzato (musica, grafica, sport, cucina, etc…) e che darà l’impronta al lavoro svolto.

Come accadde tempo fa nel settore grafico, in cui ogni singola professione del processo di stampa era ben distinta (composizione, fotolito, formatura, stampa, confezione) il mondo sta aggregandosi, ed anche nel web tutto si amalgamerà in qualcosa di molto più evoluto (come i Pokemon) in grado di far fronte alla nuova prospettiva che ci riserveranno sia il nostro caro Google sia l’Intelligenza Artificiale che è sempre più parte della nostra vita, perché non dimenticate mai che Google è “colui che È”… e Google vi vuole bene! 🙂

Codici e motori di ricerca - non è così somplesso

SEO: difficile o facile?

Ti ricordi la vecchia ottimizzazione dei siti per la prima, primitiva, SEO?

Ne è passato di tempo, ma non poi così tanto. Se sei della mia generazione, ricorderai che le “tattiche” erano basate sulla concentrazione delle parole chiave, sulle door page, sui back link e tutti quegli escamotage che servivano per il rudimentale algoritmo dei vari motori ( Altavista, Lycos, Yahoo, Virgilio, Arianna, etc…)

Oggi quelle strategie si sono affinate, talmente affinate che quasi è obsoleta la stessa definizione SEO per il reale significato dello stesso acronimo. Molte aziende, hanno capito quanto sia importante questa pratica e questa tecnologia, gli stessi imprenditori sono attratti da parole quali “social marketing”, “web marketing”, “SEO”, “SEM” e varianti. Non va però di pari passo la reale conoscenza in materia, non che si voglia che ogni imprenditore capisca di codice e di strategia, ma per lo meno sia a conoscenza di come questo mondo si stia evolvendo.

In pratica, più che di SEO, è necessario parlare di user experience, e di coinvolgimento. “Certo” direbbe il manager di turno, “e come faccio, se non mi trovano su Google?”

Vedi, caro imprenditore, il problema non è Google: Google è lo specchio di ciò che sei.

La SEO, oggi, si basa su un lavoro paziente, costante, certosino, in cui una giusta mentalità e l’impegno quotidiano, portano a dei risultati basati sulla reputazione, la condivisione, il coinvolgimento dei tuoi seguaci/clienti/fan.

Non si fa altro che parlare di questo famigerato algoritmo di Google (prendo Google ma vale anche per tutti gli altri), così complesso che spesso ti fa quasi soggezione; giusto?

Così, questi imprenditori, deducono che per scalare un algoritmo così complesso, sia necessaria un’opera ingegneristica altrettanto complessa. NO! Si tratta di un equivoco. #sapevatelo

Nonostante la complessità dell’algoritmo, i principi che stanno dietro allo stesso sono molto semplici: l’obiettivo del motore di ricerca non è altro che quello di offrire ai propri utenti, il risultato migliore per la ricerca correlata; significa risultati adeguati, pertinenti, preziosi per l’utente finale.

Quindi…. Ti voglio svelare le basi SEO che tutti possono conoscere

Google utilizza un algoritmo sempre più complesso per affinare sempre di più la propria capacità di essere performante per la ricerca effettuata: verosimilmente si può parlare di semantica (vi consiglio il libro di Rudy Bandiera Web 3.0 che parla di futuro del web, di semantica e di Big Data). Questo complesso calcolo deve dare come risultato un valore recepito con due aggettivi:

1) Autorità del risultato

2) Valore del risultato

E per soddisfare questi due importanti riconoscimenti non sono necessari master o lauree: serve intuito, intelligenza, strategia, costanza. Con queste caratteristiche il risultato è certo.

Ora passiamo a contenuti e struttura:

1) assicurati che la struttura (o mappa)  del tuo sito sia ottimizzata per garantire che il robot di Google riconosca per quale motivo hai costruito il tuo sito e a chi è rivolto.

2) Caratterizza le pagine più importanti, con titoli “H1” che contengano le frasi con cui puoi essere riconosciuto dalla tua nicchia di mercato. Scrivi contenuti unici e di valore (non fare pubblicità) scrivi in modo naturale.

3) Ottimizza i <tag> ed i <meta tag> in modo semplice ed aiutati con i consigli dettati da schema.org

4) Utilizza una strategia di Blogging scrivendo almeno 1000 parole sul tuo post, ogni settimana. Cerca di coinvolgere il tuo pubblico con domande e rispondi sempre nel modo più dettagliato possibile (ti aiuterà ad essere una risorsa per i tuoi visitatori che aumenteranno il tuo valore agli occhi del robot) – Tante più domande rispondi, tante più query stai generando…

5) Il punto numero 4) ti porta dritto qui: se saprai essere esauriente ti guadagnerai link in entrata che puntano al tuo sito o al tuo blog. Costruire questi collegamenti può essere facile se saprai scrivere contenuti coinvolgenti.

Costruisci (con moderazione e non come spam) link che puntano all’argomento scritto sul tuo sito o sul tuo blog da siti esterni che parlano del tema di cui sei specialista. Utilizza anche fonti esterne su pagine di altri siti per dare valore alla tua conversazione ed al tuo contenuto.

6) Posso secondo te dimenticarmi dei “Social” ? La presenza sui Social Network è molto importante, e non è detto che la tua presenza debba passare per forza da Facebook – Cerca di valorizzare le piattaforme che più sono consone al tuo business (Linkedin, Twitter, StumbleUpon, Scoop.it, Paper.li, tanto per citarne alcuni) – Se hai un locale o un’attività pubblica non dimenticare le directory quali Yelp e preoccupati di compilare dettagliatamente ogni parte che fa riferimento ai tuoi contatti. Le recensioni positive in questo caso sono fondamentali per salire di grado agli occhi dei motori di ricerca.

Come costruire la comunicazione digitale

Ed eccoci alla vera sfida SEO

Quanto ho scritto sopra è relativamente facile da realizzare, basta avere coerenza. Però… c’è un però!… tutto ciò che è scritto qui sopra risulta inutile se non si identificano le vere strategie ed i veri obiettivi, oltre che il giusto target.

Fattore Tempo:

il fattore tempo è forse l’ostacolo più difficile da superare, soprattutto per i piccoli e nuovi imprenditori oberati da mille impegni e su innumerevoli fronti. E’ sempre possibile però, affidarsi a professionisti esterni che possono aiutarti in questo difficile compito. Fondamentale per capire se il professionista non è un “socialmediacoso” è la verifica costante dei risultati ottenuti. Il ROI, una volta definite le KPI, ti darà la sicurezza di non perdere il tuo tempo ed il tuo denaro.

Strategia:

Sapersi muovere all’interno del web non è cosa semplice; la strategia necessita di controllo e misurazione dei dati ricevuti sulla campagna. La ricerca ed i test sono essenziali per capire se la strada intrapresa è quella corretta per poter eventualmente correggere e regolare la strategia in atto.

Aggiornamento:

– Leggi notizie relative alla SEO, iscriviti a blog o feed basati su notizie SEO (Giorgio Taverniti è uno specialista in questo campo e sa parlare in modo semplice e di valore)

– Leggi notizie relative ai comportamenti sui Social Network ricordandoti che non esiste il TotalGuru ma ognuno saprà darti consigli utili nel proprio settore ( ti indico Veronica Gentili, Riccardo Scandellari, Cinzia Di Martino, Riccardo Esposito, Dario Vignali, Salvatore Russo )

Concorrenti:

controlla cosa fanno i tuoi concorrenti perché di ciò che fanno forse non tutto è sbagliato, e se lo fosse, puoi evitare di fare gli stessi errori. Utilizza Tool come SEMRush per vedere che tipo di legami si costruiscono valutando così la possibilità di realizzare la tua campagna migliorando rispetto le loro azioni.

Analisi dei risultati:

utilizza i tool come Google Analytics per capire se sei performance e quali sono le caratteristiche che i motori di ricerca e gli utenti riconoscono in te, attraverso quali parole chiave sei trovato o in quali query di ricerca sei riconosciuto.

Infine non dimenticare che per tutto ci vuole tempo, passione, costanza: te lo  ripeterò sino allo sfinimento! Una buona costruzione non si fa in pochi minuti al giorno o per un periodo limitato di tempo.

Perché spenderesti decine di migliaia di euro per preparare un ufficio o un negozio mentre non dai la stessa importanza ad una corretta strategia on line?

…o sbaglio?

Un’altra magia di Google?

Questa sì che è una fantasticheria !!!

Quando ho letto il post di +cinziadimartino ho pensato proprio questo!

Avete presente tutte le seghe mentali per fare un sito performante?
Ecco, visto che la maggior parte dei socialmediacosi e delle webequalcosa non ne vengono fuori, ci pensa Google come sempre.

Qui trovi un supermegatool che ti permetterà di verificare il come e perché il tuo sito zoppica e non è performante secondo le caratteristiche antropoioniche di Google Teacher.

Google Multi-Screen Resources ti risolve un sacco di grattacapi e darà a qualche sprovveduto la possibilità di fare un sitino “un po’ più” tecnologicamente avanzato. La cosa va vista non tanto come una livellazione verso il basso, dando la possibilità anche a chi è un po’ così di fare qualcosa di buono, ma di permettere a tanti di avanzare verso un qualcosa che deve essere sempre più funzionale per il mondo intero.

Anche Google si è avvicinato alla filosofia “Beauty will save the World” ?

http://www.google.com/think/multiscreen/

Content Marketing, SEO, Gestione contenuti.

SEO o Content Marketing?

Il Tempo è un dilemma perenne per chi si occupa di webmarketing. Ci sono così tante cose da fare ma sono poche le cose che realmente si riescono a fare.

Le due macro categorie dell’attività del webmarkettaro sono le tecniche SEO (o SEO tradizionale) e la creazione di contenuti (o Content Marketing).

In cosa si deve investire il maggior tempo con un periodo così limitato a disposizione? Chi ha un ROI maggiore?

Io non ho dubbi: SEO e contenuti sono entrambi estremamente preziosi e se il tuo business dipende dal traffico web, entrambi sono elementi critici.

Il valore del SEO

l’ottimizzazione del sito è necessaria per essere visibili agli occhi virtuali dei motori di ricerca: ogni contenuto posizionato non deve essere penalizzato dai motori di ricerca.

Alcuni anni fa, con un sito tecnicamente ottimizzato si poteva sostenere di aver raggiunto l’obiettivo del successo.

Oggi questo non funziona più. Oggi è abbastanza facile avere un sito ottimizzato dal lato SEO, ci sono aziende in grado di metterti nelle condizioni di avere un sito posizionato attraverso gli strumenti di ottimizzazione.

In sostanza però, non è di fatto possibile avere un sito posizionato nei primi posti delle SERP solo perché è stato tecnicamente ottimizzato. Qual’è allora il vantaggio del SEO? Nessuno: lo standard di base è stato definito dai motori stessi e tu non hai fatto altro che adeguarti al minimo indispensabile.

Praticamente la tecnica SEO ti permette di costruire la strada sulla quale viaggerà il tuo traffico. Il SEO non ti porterà traffico, ma farà in modo che il traffico utilizzi la tua strada SEO. Chiaro il concetto e la sottile ma fondamentale differenza?

In definitiva la tecnica SEO non ti porta maggior traffico.

La realizzazione di una sitemap xml. la scrittura dei titoli con meno di 65 caratteri, il tuo robot.txt non ti porteranno fiumi di link di valore, nè la condivisione virale e nemmeno percentuali di clic a doppia cifra.

Se tu stai facendo tutto questo va molto bene! il tuo sito ne ha bisogno per sostenere il traffico, e per farlo deve rispettare le regole SEO e gli standard del web moderno.

Ho visto siti con errori di codifica, link interrotti, titoli non ottimizzati e metadati scadenti eppure hanno molto traffico, ascesa nelle SERP e conversioni  maggiori rispetto alla concorrenza.

ti chiederai:

COOOSA??!!!    PERCHE? ????!!

Due parole

CONTENT MARKETING

Content Marketing, Web 3.0,

Il valore del Content Marketing

Eccoci arrivati al punto: questa è la vera, unica, valida fonte di traffico!

Dal momento che quasi tutti stano seguendo le regole della tecnica SEO, si deve fare qualcosa di diverso per differenziarsi dalla concorrenza ed ottenere traffico, giusto?

Ecco: questo si chiama Content Marketing, ovvero generazione di contenuti di valore.

La possibilità che il tuo sito generi traffico senza la qualità dei contenuti è paragonabile al rapporto di uno su tre miliardi.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Anche qui c’è l’altra faccia della medaglia.

Quasi tutte le aziende stanno generando contenuti, anche le piccole B2B.   Molti di loro lo fanno a lo stanno facendo anche bene.

Sempre più budget si stanno spostando nella voce “content marketing” ed io personalmente ne ho la prova dato che il mio lavoro sta aumentando costantemente.

Allora anche questa potrebbe essere una notizia scoraggiante, come per le tecniche SEO.

No! Ecco la differenza:

1) Non è possibile attirare più traffico dalla tecnica SEO; c’è un livello standard a cui si può arrivare. Non è possibile avere un redirect 301 migliore; Si può avere una strategia di redirect migliore ma un 301 rimane un 301. Lo stesso dicasi per una strategia di parole chiave, una volta individuate le migliori. Si può sempre migliorare ma non si può arrivare ad avere un incremento sostanziale.

2) Si può fare del content marketing migliore; anche se ognuno lo sta facendo, non esiste uno standard di contenuti e non esiste lo stesso livello di eccellenza. Visto che il Content Marketing è il percorso con il maggior successo, se si migliora questo aspetto rispetto alla concorrenza, si vince.

Quindi: Il Content Marketing è al momento la miglior arma per raggiungere il successo. Sino al momento in cui qualche nuovo algoritmo nascerà e cambi radicalmente le regole del gioco, il content marketing si dimostra la miglior strategia.

La frase “CONTENT IS THE KING” compie 17 anni lo sapevate?

Questa frase l’ha pronunciata Bill Gates nel lontano 1996 (pensa: erano solo due anni che mi affacciavo al web), ed è sorprendente come le sue parole siano ad oggi ancora valide e non solo: sono le più rilevanti nel contesto della Rete

Avete idea di quanto tempo sia 17 anni nel web? Stiamo parlando di ere geologiche, capite?

Ecco alcuni passaggi del suo discorso:

– I contenuti sono il luogo in cui mi aspetto che molto denaro venga generato, proprio come era nelle trasmissioni televisive

– Le grandi opportunità saranno guidate dalla fornitura di informazioni o di intrattenimento

– Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare

– Una delle cose più interessanti consiste nel fatto che, chiunque con un PC ed un modem può generare contenuti per Internet

– Se le persone sono intenzionate ad accendere un PC per leggere uno schermo, esse devono essere ricompensate con contenuti di valore per essere coinvolte a livello personale.

– Nel corso del tempo la disponibilità delle informazioni in Rete sarà enorme e la renderà sempre più avvincente.

– Coloro che avranno successo saranno quelle persone che sapranno spingere in avanti lo sviluppo della Rete con idee innovative, esperienze e con una disponibilità di contenuti condivisibili.

Ciò che era vero agli albori del web Marketing risulta essere di rande valore oggi, nel vertice della crescita del marketing digitale.

Il Content Marketing è prezioso.

Come puoi trascorrere il tuo tempo?

Mi sono dilungato per gettare i concetti su cui dimostro che SEO e Content Marketing viaggiano a braccetto e non sono concorrenti.

Pertanto non è questione di dove passi il tui tempo ma piuttosto COME passare il tuo tempo.

1) Imposta la Tecnica SEO per ottimizzare il tuo sito

Se desideri che i tuoi contenuti viaggino su una strada sicura e veloce, abbi cura della tecnica SEO seguendo i parametri che i motori stessi ti consigliano.

2) Costruisci i contenuti

Arriva il momento in cui hai dato tutto in termini di tecnica SEO: tutte le norme sono rispettate. Questo è il momento di generare i contenuti più importanti e interessanti del mondo!

Avrai sempre bisogno di generare contenuti ed avrai sempre bisogno di una moderata quantità di SEO (tipo verifica, miglioramento titoli, cambio parole chiavi, etc..)

Dove si deve investire più tempo?

All’inizio dell’articolo ho fatto una domanda: quale ha un ROI maggiore?

La risposta è entrambi! Ma ora puoi capire il valore reale di ognuno ed hai un modo più strategico per valutare la domanda ed applicare le tue conoscenze.

PS

Scusa per l’articolo troppo lungo  🙂