e-commerce_we-are-open

e-commerce? Oh Yes! We are open!

Mi è capitato proprio oggi di imbattermi in un post su Facebook di Cosimo Erede, un caro amico il quale, con molta cognizione di causa, sosteneva che la maggior parte degli e-commerce viene dismessa nel giro di qualche anno (di solito al massimo 3) per mancanza di guadagno e di una corretta gestione.

La sua citazione è questa:

Ti faccio il sito di ecommerce.

Questa frase qua, pronunciata da web agency e relative uebbàggensi di mio cuggino, ha creato nel tempo una cultura della vendita online assolutamente fuori dal mondo.

7,5 ecommerce su 10 nel giro di due anni chiudono baracca e burattini. I rimanenti 2,5 sono realizzati con una opportuna pianificazione strategica a monte.

E le web agency non sanno cosa sia la pianificazione strategica. Pensateci, imprenditori, quando arriva il fatidico momento del “dobbiamo vendere online, lo fanno tutti“.

Grazie al cielo (e forse anche a me) ho costruito nel corso dei miei 20 anni di avventura sul web solo 5 e-commerce. Il più vecchio ha più o meno 15 anni, il più giovane ne ha 6. Oggi ne prendo in gestione un altro che dovrò però rivoluzionare.

Nessuno di questi ha chiuso, il primo è diventato indipendente ed oggi vanta 15 punti vendita nel Triveneto più due in Austria ed è uno dei negozi sportivi più qualitativi in Italia. Non è più di mia gestione: io gli ho dato il “là” e poi hanno iniziato a camminare con le proprie gambe anche se tutt’ora sono consapevoli dell’importante e coraggioso passo fatto a quel tempo, quando a vendere ci guardavamo negli occhi.

Se fossi rimasto una uebbàggensi probabilmente in vent’anni ne avrei fatti 60 di e-commerce ma con la stessa probabilità ne sarebbero morti il 90%. Attenzione però: non tutte le web agency sono incapaci, lungi da me nell’affermare questo; sostengo semplicemente il fatto che per poter iniziare un percorso di vendita on line, non servono semplicemente dei grafici e dei programmatori ma un team di professionisti preparati sempre più rivolto alla capacità di percepire i modi con cui le persone si comportano all’interno della Rete.

Poniamo il caso di due negozi in due città diverse ma che vendono stesse le cose: se pensate che il modo di vendita sia simile, provate ad osservarli nei loro rispettivi negozi fatti di mattoni. Se non si tratta di un franchising, le due strutture saranno tipicamente diverse in base a località, posizione, personalità del titolare, esposizione dei prodotti, tipologia di offerte e modo di comunicare con il proprio pubblico.

Perché dovrebbe essere sostenibile il fatto che on line le cose siano diverse?

Ciò che è “personal branding” per noi stessi lo sarà altrettanto per la struttura e-commerce che vorremmo realizzare.

Cosa serve per fare un e-commerce?

Per fare un e-commerce, oggi, sono necessarie figure professionali di alto livello. La vendita on line così come il web in generale, si sa, funziona utilizzando un solo senso, la vista, ed attraverso tale senso si rende necessario far provare sensazioni uniche e intense al visitatore:  credete quindi che un buon programma di e-commerce sia sufficiente?

Vi elenco alcune delle figure necessarie per realizzare una buona struttura di e-commerce:

– un buon fotografo per realizzare immagini di qualità (in caso di vendita di prodotti)

– uno specialista in neuro marketing per intercettare, esaltare e comunicare le caratteristiche dei vostri prodotti

– un seo-copy per la stesura dei testi sia in funzione del prodotto sia in ambito SEO

– uno specialista analisi del traffico in grado di leggere i dati dei tools di tracciamento e di Google Analytics  (Google Analytics avanzato, non il codice standard di GA)

– un social media manager che sappia distribuire i contenuti nei Social più adeguati e nelle modalità più consone agli stessi

– un copy per scrivere contenuti di sostegno al progetto

– un programmatore web Asp.net aperto ai consigli degli specialisti della User Experience

– un programmatore web Php con conscenze in grafica aperto ai consigli degli specialisti Ux

– un web designer creativo ed aperto ai consigli degli specialisti della User Experience

– un Web Marketing Manager che indichi un obiettivo, una strategia, una tattica e sviluppi, prima di partire con l’e-commerce, un progetto a medio-lungo termine

– uno specialista SEO che guidi il mezzo all’interno dei motori sulle coordinate del Web Marketing Manager

Ho elencato 10 figure professionali indipendenti e uniche nel loro modo di lavorare, tutte unite e interconnesse tra loro. Non sono tutti miei collaboratori ma li ritengo tutti degli incredibili professionisti: cercateli on line e ve lo dimostreranno.

L’e-commerce nasce da una squadra! Il fotografo deve scattare in funzione delle direttive degli specialisti del neuro marketing e del web marketing; idem il copy che scriverà in funzione delle direttive del web marketer e del seo-copy, oltre che dare un occhio alle direttive dello specialista SEO su report dell’analista.

Per far decollare un aereo da una portaerei non serve solo una pilota ma un team perfettamente unito e rodato per non commettere nemmeno il più piccolo errore che in quel caso potrebbe essere fatale. Lo stesso vale per un progetto e-commerce.

Non sono molte le web agency che riescono mettere in campo persone di questo calibro, soprattutto perché non esiste ancora un’educazione nel campo dell’e-commerce da parte degli imprenditori che ancora ritengono possibile realizzare un negozio on line di successo spendendo 3-4.000 euro con risultati dall’oggi al domani. Di contro, esistono ancora degli pseudo professionisti che promettono mari e monti, riempiendosi la bocca di termini inglesi, ma di fatto non avendo la benché minima idea di cosa significhi avviare un’impresa on line. I cuggini sono il male! Sono gli stessi che convincono gli imprenditori che il web non funziona!

Ma “il web”… funziona?

Il web funziona eccome: in alcuni test effettuati per dimostrare al cliente che, se fatto bene, l’e-commerce genera ROI, ho dimostrato che con 30-50€ di investimento è stata raccolta una vendita per 1.300€ – Ora dimostratemi quale altro mezzo vi permette un ROI simile!

Dimostratemi anche che un imprenditore non è disposto ad investire se gli portate risultati concreti.

Non voglio più far parte di agenzie o gruppi che vendono progetti a pacchetto, o simili. Ho una certa esperienza che mi sono costruito attraverso lo studio, gli esperimenti, i test, i fallimenti ed i successi. Oggi sono ancora in prima linea, a studiare per imparare a capire e non per imparare il “come si fa”.

Investo parecchie migliaia di euro in formazione perché la ritengo la sola ed unica via che ci permette di crescere, ma nel frattempo ho iniziato a tenere qualche corso per piccoli imprenditori per condividere ciò che conosco e dare loro la possibilità di capire ed entrare in questo meraviglioso mondo che è la Rete e l’e-commerce. L’imprenditore ha bisogno di concretezza, di sfide che lo portino a nuovi mondi dove lui possa esprimere tutto il suo potenziale. Non ha paura di investire ma non ha bisogno di fuffologi e di effetti speciali.

Questo è ciò che voglio dare ad un imprenditore o un’imprenditrice, secondo la mia esperienza e liberandomi da vincoli dettati da regole di agenzia, da budget da raggiungere. Per tutto questo ho scelto di “camminare” da solo, circondato solo da persone di mia fiducia, dimostrando che il web e l’e-commerce sono un mercato in attivo.

Google_project_Sunroof

10 servizi Google che forse non conosci

Partiamo da qui:

Google è un motore di ricerca

Google è un’azienda che vende pubblicità

Google è una azienda “mobile

Google è un laboratorio di Ricerca e Sviluppo avanzato

e molto probabilmente è anche una Intelligenza Artificiale Avanzata.

Google è tutto questo e ancora di più, probabilmente: ci sono fior fior di cervelli che stanno continuando a partorire idee futuristiche investendo milioni di dollari. Se tu come me potessimo entrare nel mondo di Google credo che faremmo in un nano secondo un salto quantico. Oggi però voglio parlarti di ciò che già esiste, che Google ti offre, ed è perfettamente funzionante e soprattutto gratis!

In questo articolo ti propongo 10 servizi Google che forse non conosci

Google è una milionata di cose, è gigantesco, ha superato Apple nella graduatoria delle aziende più capitalizzate del mondo, diventandone la prima in assoluto. Essendo così grande, è molto probabile che tantissime cose ci sfuggano e magari si tratta di cose, o strumenti, che potrebbero esserci davvero utili per lo sviluppo del nostro lavoro o semplicemente per la nostra vita quotidiana.

Ci sono là dentro dozzine e dozzine di App e di altri prodotti che aspettano solo di essere utilizzati. Tutti conosciamo Gmail e Google Calendar ma esistono utility di Google, ad esempio, possono avvalorare molto di più anche questi due comuni prodotti.

Cominciamo a conoscerne qualcuno:

Chrome Remote Desktop

Un Desktop remoto può costare anche 100€ ed anche di più se necessiti di soluzioni di marca o particolarmente sicure, ma di queste probabilmente non conosci la soluzione gratuita che ti offre Google per chi utilizza il browser Chrome.

Chrome Remote Desktop permette di connetterti al tuo computer da uno smartphone o da un Tablet. In questo modo potrai connetterti alla scrivania del tuo computer e operare attraverso  il tuo apparecchio mobile da qualsiasi parte del mondo ti trovi

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per Andorid

Qui trovi il download di Chrome Remote Desktop per iOS

Panoramio

Moltissime persone non conoscono Panoramio eppure si tratta di una delle più curiose ed utili cose che Google ha realizzato: esso mostra una foto da una mappa del mondo offrendoti poi una incredibile prospettiva della cosa. È possibile implementare la mappatura del mondo se in possesso di un account Google che può a sua volta esser collegato a Panoramio

Qui puoi accedere a Panoramoio

Google Sky

Se Panoramio offre una moltitudine di immagini per la scoperta del mondo, Google Sky fa altrettanto per esplorare lo spazio. È utilizzabile anche con l’ausilio di Google Earth.

Qui puoi accedere a Google Sky

Who’s Down

Chi conosce una App chiamata who’s down? Probabilmente molto pochi.

Questa app è inizialmente solo su invito ed è un nuovo modo per amici della stessa area di stare insieme spontaneamente. La descrizione della app dice: “ Guarda all’istante quale dei tuoi amici è libero per un Hang Out proprio quando lo sei anche tu. Oppure con il cursore fai sapere che al momento non sei disponibile.

Who’s Down è una app free per mobile sia Android ch iPhone

Qui trovi il download Who’s Down per Android

Qui trovi il download Who’s Down per iOS

Project Sunroof

Questa è proprio bella: Project Sunroof è un magnifico strumento che ti permette di capire che sa tua casa è potenzialmente adatta per installare dei pannelli solari sul proprio tetto. Lo fa utilizzando  le immagini di Google Earth.

Al momento sembra sia disponibile solo per alcune Nazioni (esempio gli Stati Uniti, ovviamente) ma senz’altro avrà seguito anche per nazioni come la nostra.

Se sei curioso, qui trovi l’indirizzo per provare Project Suroof

One Today

Questa rasenta l’incredibile: One Today è una app che supporta una vasta varietà di enti di beneficienza. Attraverso questa App è possibile visualizzare ogni giorno diverse associazioni benefiche e fare per loro delle piccole donazioni.

Qui trovi i download della app One Today per Android

Qui trovi i download della app One Today per iOS

Google Translate

No dai questo lo conoscete! Non mi soffermo più di tanto su questa utilissima app per tradurre frasi o parole in un momento di difficoltà ed in qualsiasi lingua (non sempre al meglio) ma se volete l’indirizzo per poterla scaricare facilmente eccoli qui:

Download Google Translate per Android

Download Google Translate per iOS

Google Scholar

Se devi fare una ricerca approfondita per qualcosa di davvero importante, forse non è una bellissima idea affidarsi esclusivamente a Wikipedia o prendere notizie generalità qua e là sul web. In tuo aiuto arriva Google Scholar che abiliterà la tua ricerca esclusivamente cercando tra i più autorevoli siti e con una reputazione quasi certificata, tipo riviste mediche o siti con documentazione legale certificata. Ognuno deve fare le proprie valutazioni ed essere consapevole che la ricerca è qualcosa di veramente serio. Personalmente, e sottolineo personalmente, cerco sempre diverse fonti che riportino la notizia o la ricerca che sto effettuando e qualche volta valuto informazioni che esulano dalle cosiddette fonti ufficiali spesso guidate da interessi di parte violando così la regola fondamentale della imparzialità

Qui trovate l’indirizzo di Google Scholar

Build with Chrome

ok ok! Qui entriamo nelle passioni ma è un fenomenale e divertentissimo progetto di Google per utilizzare delle LEGO® virtuali e costruire qualsiasi cosa tu immagini. Inoltre, è possibile esplorare altri oggetti che altre persone hanno costruito. Non male, proprio non male!

Qui trovi l’indirizzo a Build with Chrome

Gmail

ehm…. va bene dai! Mi serviva la decima app e che diamine!

Però… c’è un però!

Nonostante chiunque su questo pianeta che abbia avuto a che fare con un computer ha sentito parlare di Gmail, non tutti conoscono tutte le possibilità e le utilità che Gmail può offrire come client di posta elettronica. Nonostante io abbia un dominio e delle mail personali che utilizzo (ne ho ben 20), la mia Gmail personale rimane comunque la mail più utilizzata in assoluto, più di tutte le altre.

Gmail è su mobile, su desktop e su qualsiasi cosa abbia una connessione internet fruibile inoltre, se utilizzate Google Chrome, troverete una infinita possibilità di settore come meglio credete il vostro client di posta Gmail. Provare per credere.

Qui trovi Gmail per Andorid

Qui trovi Gmail per iOS

Bene: oltre a queste bellissime cose che Google ci offre gratis, ricordiamoci di Google plus e ricordiamoci anche che Google è un Universo che comprende la Rete, Google ingloba tutto e tutti e per questo va sfruttato ed utilizzato nel migliore dei modi, soprattutto per chi, come me, gestisce o collabora con le aziende sia a livello di web marketing sia a livello SEO. Mai come oggi i contenuti che gestirai su Google diventeranno importanti per il posizionamento e la ricerca all’interno del più incredibile motore di ricerca della Rete. Sempre di più questi contenuti saranno valorizzati nel momento in cui li scriverai per il tuo target e non per Google. Non dimenticarlo mai!

Google lavora costantemente per darti la possibilità di usufruire al meglio di tutte le opportunità che la Rete oggi può offrire già pensando al domani. Come dico sempre: Google ci vuole bene! Sei d’accordo con me?

Shutterstock_Riconoscimento_Visivo

Shutterstock inserisce la ricerca per immagini

Ovvero: inizia l’era del riconoscimento visivo?

Sembra una piccolezza ma questo potrebbe cambiare, e di molto, le nostre valutazioni anche in campo seo.

Mi spiego:
Oltre che gestire i contenuti ed i tag relativi alle immagini cercando di cogliere sia le frasi che le parole chiavi più attinenti al contesto che andiamo a realizzare, per poter essere meglio indicizzati molto probabilmente sarà necessario anche dare un occhio di riguardo al soggetto visivo dell’immagine che andremo a proporre nei nostri contenuti.

Se infatti da un po’ di tempo include nella ricerca di immagini anche con la possibilità di associare per affinità le stesse, viene logico pensare che questo algoritmo sia in grado anche di correlare gli “alt – tag” relativi, calcolandone poi la pertinenza con i contenuti nei quali sono state inserite, leggendo successivamente il grado di coinvolgimento che sono state in grado di creare per associare infine alla nostra immagine un valore di importanza.

Sarà un altro fattore di calcolo per scalare le SERP? molto probabile!

Lo sostengo anche per il fatto che la comunicazione si sta spostando velocemente verso i contenuti video, orientandosi in questo modo sempre più verso una valutazione visiva e che non può di conseguenza contenere testi, o non più di tanto.
A detta di molti i contenuti con più di 5/600 parole sono meglio indicizzati e posizionati dai motori rispetto a quelli con minor testo; se però viene presa in considerazione anche la parte visiva, ecco che viene a cadere un altro “dogma”, dando così un po’ di respiro a tutti quei contenuti che non sono e non possono elargire testi per più di 200 o 300 parole (pensate agli articoli e-commerce, alle notizie news, agli istant moments, etc..).

Il mondo dei motori è in continua evoluzione ed a parte qualche falla gli stessi diventano ogni giorno sempre più sofisticati nonostante rimangano ancora dei processi matematici. In conclusione, a meno che non siate dei programmatori pionieri del calibro di +Ivano Di Biasi vi consiglio vivamente di “pensare” a realizzare i vostri contenuti in funzione e per vantaggio di chi ne usufruirà, di questi contenuti, e non semplicemente per essere primi sui motori di ricerca.

Microprocessor_quantum_Google-NASA

Il Computer Quantico di Google

Ho letto proprio qualche giorno fa un bell’articolo di Davide Pozzi alias “Tagliaerbe”, il quale esprime alcune considerazioni sul nuovo computer quantico di Google e su un video, in particolare, del caro Rudy Bandiera.

L’argomento principale è rivolto al supercomputerquantico di Google (e della NASA) ma poi si scivola ovviamente sull’ottimizzazione dei contenuti per i motori di ricerca, la famigerata SEO, che a quanto pare dovrebbe fare un salto (sempre quantico) verso un nuovo modo di analizzare, e quindi di mostrare, i contenuti.

I due esperti danno la loro opinione sul modo in cui gli algoritmi di Google si comporteranno in futuro, dove da una parte viene sconsacrata in modo ironico la funzione professionale dei SEO, dall’altra viene invece fortemente rivalutata.

A mio modesto avviso il ragionamento non fa una piega né da una parte né dall’altra.

Chi sostiene che la SEO (come è intesa oggi) non avrà più senso di esistere ha ragione.

Chi sostiene che la SEO continuerà a fare la propria importante figura ha altrettanto ragione.

La risposta è scritta proprio in un pezzo di questo bellissimo articolo di Davide:

….”Il punto è però quello che se da una parte c’è un contenuto, dall’altra parte ci sono decine, centinaia, migliaia di persone profondamente diverse fra loro per interessi, cultura, capacità di comprensione.

Ecco perché Google non può dare delle risposte univoche, ed ecco perché le SERP del motore sono sempre più personalizzate (e sempre meno uguali per tutti).” …..

Lì dentro sta probabilmente la verità: se per SEO intendiamo posizionare un contenuto nelle prime posizioni in base alla parola chiave, allora la SEO è pressoché defunta; se invece si intende la ricerca nell’ottimizzare al meglio i contenuti attraverso tecniche e scrittura, ma soprattutto target di ascolto, allora il professionista SEO avrà da dire ancora molto.

Sempre secondo il mio personale punto di vista dovrà esserci una trasformazione radicale in ambito professionale, dovuto proprio al fatto che il motore per antonomasia, proprio grazie alla infinita capacità di calcolo, saprà “capire” cosa far vedere prima ad ogni singola persona, grazie alla molteplicità di azioni svolte dalla stessa sul web e di conseguenza registrate metodicamente da Mr Google.

Non finisce qui: sono anche convinto che oltre alle azioni effettuate via web, questa “Intelligenza Artificiale” saprà catalogare anche molto di più, come ad esempio gli spostamenti, gli acquisti, e tutto quello che è possibile memorizzare di una persona… sì… anche il carrello della spesa del supermercato, probabilmente. Waze, ad esempio, vi dice niente…?

Questo è il vero salto quantico nella ricerca: conoscere ogni singolo essere umano e fornirgli ciò di cui lui e solo lui ha davvero bisogno.

Sarà per cui impossibile dimostrare con metodi obsoleti il risultato al cliente (quante volte vi sarà capitato di ascoltare domande del tipo: “perché se digito la parola chiave non compaio nei primi posti?”) – Da oggi non sarà più così quasi certamente.

Finalmente (e lo ripeto: finalmente!) verranno a galla esclusivamente quei professionisti che saranno in grado di dimostrare risultati concreti: risultati trasformati in “lead” e “vendite” . Questo è da far capire con i numeri al cliente finale!

Non si tratterà più, infatti, di “arrivare primi su Google” ma si tratterà di come arrivare primi su Google per le persone che contano in riferimento al settore di appartenenza.

Il professionista SEO inizierà a trasformarsi in qualcosa di più: diventerà anche uno scrittore di contenuti e analista di emozioni; in pratica si umanizzerà e si specializzerà in qualcosa che ancora non esiste professionalmente, rimanendo sempre e soprattutto un tecnico.

Per chi lavora nel web diventerà sempre più importante avere una conoscenza di base molto ampia ed avere come plus il proprio bagaglio culturale nel quale si sarà specializzato (musica, grafica, sport, cucina, etc…) e che darà l’impronta al lavoro svolto.

Come accadde tempo fa nel settore grafico, in cui ogni singola professione del processo di stampa era ben distinta (composizione, fotolito, formatura, stampa, confezione) il mondo sta aggregandosi, ed anche nel web tutto si amalgamerà in qualcosa di molto più evoluto (come i Pokemon) in grado di far fronte alla nuova prospettiva che ci riserveranno sia il nostro caro Google sia l’Intelligenza Artificiale che è sempre più parte della nostra vita, perché non dimenticate mai che Google è “colui che È”… e Google vi vuole bene! 🙂

Codici e motori di ricerca - non è così somplesso

SEO: difficile o facile?

Ti ricordi la vecchia ottimizzazione dei siti per la prima, primitiva, SEO?

Ne è passato di tempo, ma non poi così tanto. Se sei della mia generazione, ricorderai che le “tattiche” erano basate sulla concentrazione delle parole chiave, sulle door page, sui back link e tutti quegli escamotage che servivano per il rudimentale algoritmo dei vari motori ( Altavista, Lycos, Yahoo, Virgilio, Arianna, etc…)

Oggi quelle strategie si sono affinate, talmente affinate che quasi è obsoleta la stessa definizione SEO per il reale significato dello stesso acronimo. Molte aziende, hanno capito quanto sia importante questa pratica e questa tecnologia, gli stessi imprenditori sono attratti da parole quali “social marketing”, “web marketing”, “SEO”, “SEM” e varianti. Non va però di pari passo la reale conoscenza in materia, non che si voglia che ogni imprenditore capisca di codice e di strategia, ma per lo meno sia a conoscenza di come questo mondo si stia evolvendo.

In pratica, più che di SEO, è necessario parlare di user experience, e di coinvolgimento. “Certo” direbbe il manager di turno, “e come faccio, se non mi trovano su Google?”

Vedi, caro imprenditore, il problema non è Google: Google è lo specchio di ciò che sei.

La SEO, oggi, si basa su un lavoro paziente, costante, certosino, in cui una giusta mentalità e l’impegno quotidiano, portano a dei risultati basati sulla reputazione, la condivisione, il coinvolgimento dei tuoi seguaci/clienti/fan.

Non si fa altro che parlare di questo famigerato algoritmo di Google (prendo Google ma vale anche per tutti gli altri), così complesso che spesso ti fa quasi soggezione; giusto?

Così, questi imprenditori, deducono che per scalare un algoritmo così complesso, sia necessaria un’opera ingegneristica altrettanto complessa. NO! Si tratta di un equivoco. #sapevatelo

Nonostante la complessità dell’algoritmo, i principi che stanno dietro allo stesso sono molto semplici: l’obiettivo del motore di ricerca non è altro che quello di offrire ai propri utenti, il risultato migliore per la ricerca correlata; significa risultati adeguati, pertinenti, preziosi per l’utente finale.

Quindi…. Ti voglio svelare le basi SEO che tutti possono conoscere

Google utilizza un algoritmo sempre più complesso per affinare sempre di più la propria capacità di essere performante per la ricerca effettuata: verosimilmente si può parlare di semantica (vi consiglio il libro di Rudy Bandiera Web 3.0 che parla di futuro del web, di semantica e di Big Data). Questo complesso calcolo deve dare come risultato un valore recepito con due aggettivi:

1) Autorità del risultato

2) Valore del risultato

E per soddisfare questi due importanti riconoscimenti non sono necessari master o lauree: serve intuito, intelligenza, strategia, costanza. Con queste caratteristiche il risultato è certo.

Ora passiamo a contenuti e struttura:

1) assicurati che la struttura (o mappa)  del tuo sito sia ottimizzata per garantire che il robot di Google riconosca per quale motivo hai costruito il tuo sito e a chi è rivolto.

2) Caratterizza le pagine più importanti, con titoli “H1” che contengano le frasi con cui puoi essere riconosciuto dalla tua nicchia di mercato. Scrivi contenuti unici e di valore (non fare pubblicità) scrivi in modo naturale.

3) Ottimizza i <tag> ed i <meta tag> in modo semplice ed aiutati con i consigli dettati da schema.org

4) Utilizza una strategia di Blogging scrivendo almeno 1000 parole sul tuo post, ogni settimana. Cerca di coinvolgere il tuo pubblico con domande e rispondi sempre nel modo più dettagliato possibile (ti aiuterà ad essere una risorsa per i tuoi visitatori che aumenteranno il tuo valore agli occhi del robot) – Tante più domande rispondi, tante più query stai generando…

5) Il punto numero 4) ti porta dritto qui: se saprai essere esauriente ti guadagnerai link in entrata che puntano al tuo sito o al tuo blog. Costruire questi collegamenti può essere facile se saprai scrivere contenuti coinvolgenti.

Costruisci (con moderazione e non come spam) link che puntano all’argomento scritto sul tuo sito o sul tuo blog da siti esterni che parlano del tema di cui sei specialista. Utilizza anche fonti esterne su pagine di altri siti per dare valore alla tua conversazione ed al tuo contenuto.

6) Posso secondo te dimenticarmi dei “Social” ? La presenza sui Social Network è molto importante, e non è detto che la tua presenza debba passare per forza da Facebook – Cerca di valorizzare le piattaforme che più sono consone al tuo business (Linkedin, Twitter, StumbleUpon, Scoop.it, Paper.li, tanto per citarne alcuni) – Se hai un locale o un’attività pubblica non dimenticare le directory quali Yelp e preoccupati di compilare dettagliatamente ogni parte che fa riferimento ai tuoi contatti. Le recensioni positive in questo caso sono fondamentali per salire di grado agli occhi dei motori di ricerca.

Come costruire la comunicazione digitale

Ed eccoci alla vera sfida SEO

Quanto ho scritto sopra è relativamente facile da realizzare, basta avere coerenza. Però… c’è un però!… tutto ciò che è scritto qui sopra risulta inutile se non si identificano le vere strategie ed i veri obiettivi, oltre che il giusto target.

Fattore Tempo:

il fattore tempo è forse l’ostacolo più difficile da superare, soprattutto per i piccoli e nuovi imprenditori oberati da mille impegni e su innumerevoli fronti. E’ sempre possibile però, affidarsi a professionisti esterni che possono aiutarti in questo difficile compito. Fondamentale per capire se il professionista non è un “socialmediacoso” è la verifica costante dei risultati ottenuti. Il ROI, una volta definite le KPI, ti darà la sicurezza di non perdere il tuo tempo ed il tuo denaro.

Strategia:

Sapersi muovere all’interno del web non è cosa semplice; la strategia necessita di controllo e misurazione dei dati ricevuti sulla campagna. La ricerca ed i test sono essenziali per capire se la strada intrapresa è quella corretta per poter eventualmente correggere e regolare la strategia in atto.

Aggiornamento:

– Leggi notizie relative alla SEO, iscriviti a blog o feed basati su notizie SEO (Giorgio Taverniti è uno specialista in questo campo e sa parlare in modo semplice e di valore)

– Leggi notizie relative ai comportamenti sui Social Network ricordandoti che non esiste il TotalGuru ma ognuno saprà darti consigli utili nel proprio settore ( ti indico Veronica Gentili, Riccardo Scandellari, Cinzia Di Martino, Riccardo Esposito, Dario Vignali, Salvatore Russo )

Concorrenti:

controlla cosa fanno i tuoi concorrenti perché di ciò che fanno forse non tutto è sbagliato, e se lo fosse, puoi evitare di fare gli stessi errori. Utilizza Tool come SEMRush per vedere che tipo di legami si costruiscono valutando così la possibilità di realizzare la tua campagna migliorando rispetto le loro azioni.

Analisi dei risultati:

utilizza i tool come Google Analytics per capire se sei performance e quali sono le caratteristiche che i motori di ricerca e gli utenti riconoscono in te, attraverso quali parole chiave sei trovato o in quali query di ricerca sei riconosciuto.

Infine non dimenticare che per tutto ci vuole tempo, passione, costanza: te lo  ripeterò sino allo sfinimento! Una buona costruzione non si fa in pochi minuti al giorno o per un periodo limitato di tempo.

Perché spenderesti decine di migliaia di euro per preparare un ufficio o un negozio mentre non dai la stessa importanza ad una corretta strategia on line?

…o sbaglio?

Un’altra magia di Google?

Questa sì che è una fantasticheria !!!

Quando ho letto il post di +cinziadimartino ho pensato proprio questo!

Avete presente tutte le seghe mentali per fare un sito performante?
Ecco, visto che la maggior parte dei socialmediacosi e delle webequalcosa non ne vengono fuori, ci pensa Google come sempre.

Qui trovi un supermegatool che ti permetterà di verificare il come e perché il tuo sito zoppica e non è performante secondo le caratteristiche antropoioniche di Google Teacher.

Google Multi-Screen Resources ti risolve un sacco di grattacapi e darà a qualche sprovveduto la possibilità di fare un sitino “un po’ più” tecnologicamente avanzato. La cosa va vista non tanto come una livellazione verso il basso, dando la possibilità anche a chi è un po’ così di fare qualcosa di buono, ma di permettere a tanti di avanzare verso un qualcosa che deve essere sempre più funzionale per il mondo intero.

Anche Google si è avvicinato alla filosofia “Beauty will save the World” ?

http://www.google.com/think/multiscreen/

Content Marketing, SEO, Gestione contenuti.

SEO o Content Marketing?

Il Tempo è un dilemma perenne per chi si occupa di webmarketing. Ci sono così tante cose da fare ma sono poche le cose che realmente si riescono a fare.

Le due macro categorie dell’attività del webmarkettaro sono le tecniche SEO (o SEO tradizionale) e la creazione di contenuti (o Content Marketing).

In cosa si deve investire il maggior tempo con un periodo così limitato a disposizione? Chi ha un ROI maggiore?

Io non ho dubbi: SEO e contenuti sono entrambi estremamente preziosi e se il tuo business dipende dal traffico web, entrambi sono elementi critici.

Il valore del SEO

l’ottimizzazione del sito è necessaria per essere visibili agli occhi virtuali dei motori di ricerca: ogni contenuto posizionato non deve essere penalizzato dai motori di ricerca.

Alcuni anni fa, con un sito tecnicamente ottimizzato si poteva sostenere di aver raggiunto l’obiettivo del successo.

Oggi questo non funziona più. Oggi è abbastanza facile avere un sito ottimizzato dal lato SEO, ci sono aziende in grado di metterti nelle condizioni di avere un sito posizionato attraverso gli strumenti di ottimizzazione.

In sostanza però, non è di fatto possibile avere un sito posizionato nei primi posti delle SERP solo perché è stato tecnicamente ottimizzato. Qual’è allora il vantaggio del SEO? Nessuno: lo standard di base è stato definito dai motori stessi e tu non hai fatto altro che adeguarti al minimo indispensabile.

Praticamente la tecnica SEO ti permette di costruire la strada sulla quale viaggerà il tuo traffico. Il SEO non ti porterà traffico, ma farà in modo che il traffico utilizzi la tua strada SEO. Chiaro il concetto e la sottile ma fondamentale differenza?

In definitiva la tecnica SEO non ti porta maggior traffico.

La realizzazione di una sitemap xml. la scrittura dei titoli con meno di 65 caratteri, il tuo robot.txt non ti porteranno fiumi di link di valore, nè la condivisione virale e nemmeno percentuali di clic a doppia cifra.

Se tu stai facendo tutto questo va molto bene! il tuo sito ne ha bisogno per sostenere il traffico, e per farlo deve rispettare le regole SEO e gli standard del web moderno.

Ho visto siti con errori di codifica, link interrotti, titoli non ottimizzati e metadati scadenti eppure hanno molto traffico, ascesa nelle SERP e conversioni  maggiori rispetto alla concorrenza.

ti chiederai:

COOOSA??!!!    PERCHE? ????!!

Due parole

CONTENT MARKETING

Content Marketing, Web 3.0,

Il valore del Content Marketing

Eccoci arrivati al punto: questa è la vera, unica, valida fonte di traffico!

Dal momento che quasi tutti stano seguendo le regole della tecnica SEO, si deve fare qualcosa di diverso per differenziarsi dalla concorrenza ed ottenere traffico, giusto?

Ecco: questo si chiama Content Marketing, ovvero generazione di contenuti di valore.

La possibilità che il tuo sito generi traffico senza la qualità dei contenuti è paragonabile al rapporto di uno su tre miliardi.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco. Anche qui c’è l’altra faccia della medaglia.

Quasi tutte le aziende stanno generando contenuti, anche le piccole B2B.   Molti di loro lo fanno a lo stanno facendo anche bene.

Sempre più budget si stanno spostando nella voce “content marketing” ed io personalmente ne ho la prova dato che il mio lavoro sta aumentando costantemente.

Allora anche questa potrebbe essere una notizia scoraggiante, come per le tecniche SEO.

No! Ecco la differenza:

1) Non è possibile attirare più traffico dalla tecnica SEO; c’è un livello standard a cui si può arrivare. Non è possibile avere un redirect 301 migliore; Si può avere una strategia di redirect migliore ma un 301 rimane un 301. Lo stesso dicasi per una strategia di parole chiave, una volta individuate le migliori. Si può sempre migliorare ma non si può arrivare ad avere un incremento sostanziale.

2) Si può fare del content marketing migliore; anche se ognuno lo sta facendo, non esiste uno standard di contenuti e non esiste lo stesso livello di eccellenza. Visto che il Content Marketing è il percorso con il maggior successo, se si migliora questo aspetto rispetto alla concorrenza, si vince.

Quindi: Il Content Marketing è al momento la miglior arma per raggiungere il successo. Sino al momento in cui qualche nuovo algoritmo nascerà e cambi radicalmente le regole del gioco, il content marketing si dimostra la miglior strategia.

La frase “CONTENT IS THE KING” compie 17 anni lo sapevate?

Questa frase l’ha pronunciata Bill Gates nel lontano 1996 (pensa: erano solo due anni che mi affacciavo al web), ed è sorprendente come le sue parole siano ad oggi ancora valide e non solo: sono le più rilevanti nel contesto della Rete

Avete idea di quanto tempo sia 17 anni nel web? Stiamo parlando di ere geologiche, capite?

Ecco alcuni passaggi del suo discorso:

– I contenuti sono il luogo in cui mi aspetto che molto denaro venga generato, proprio come era nelle trasmissioni televisive

– Le grandi opportunità saranno guidate dalla fornitura di informazioni o di intrattenimento

– Nessuna azienda è troppo piccola per partecipare

– Una delle cose più interessanti consiste nel fatto che, chiunque con un PC ed un modem può generare contenuti per Internet

– Se le persone sono intenzionate ad accendere un PC per leggere uno schermo, esse devono essere ricompensate con contenuti di valore per essere coinvolte a livello personale.

– Nel corso del tempo la disponibilità delle informazioni in Rete sarà enorme e la renderà sempre più avvincente.

– Coloro che avranno successo saranno quelle persone che sapranno spingere in avanti lo sviluppo della Rete con idee innovative, esperienze e con una disponibilità di contenuti condivisibili.

Ciò che era vero agli albori del web Marketing risulta essere di rande valore oggi, nel vertice della crescita del marketing digitale.

Il Content Marketing è prezioso.

Come puoi trascorrere il tuo tempo?

Mi sono dilungato per gettare i concetti su cui dimostro che SEO e Content Marketing viaggiano a braccetto e non sono concorrenti.

Pertanto non è questione di dove passi il tui tempo ma piuttosto COME passare il tuo tempo.

1) Imposta la Tecnica SEO per ottimizzare il tuo sito

Se desideri che i tuoi contenuti viaggino su una strada sicura e veloce, abbi cura della tecnica SEO seguendo i parametri che i motori stessi ti consigliano.

2) Costruisci i contenuti

Arriva il momento in cui hai dato tutto in termini di tecnica SEO: tutte le norme sono rispettate. Questo è il momento di generare i contenuti più importanti e interessanti del mondo!

Avrai sempre bisogno di generare contenuti ed avrai sempre bisogno di una moderata quantità di SEO (tipo verifica, miglioramento titoli, cambio parole chiavi, etc..)

Dove si deve investire più tempo?

All’inizio dell’articolo ho fatto una domanda: quale ha un ROI maggiore?

La risposta è entrambi! Ma ora puoi capire il valore reale di ognuno ed hai un modo più strategico per valutare la domanda ed applicare le tue conoscenze.

PS

Scusa per l’articolo troppo lungo  🙂

SEO, SUCCESS, Web marketing,

Vi svelo il più grande segreto SEO

Ad oggi, A.D. 2014, il sistema cosmico degli algoritmi di ricerca sembra essere empre più complesso, giorno dopo giorno.
Quasi tutti sono pronti a consigliarvi di utilizzare contenuti SEO, acquistare strumenti SEO, consultare guru SEO, leggere forum SEO, confessarvi in ambiente SEO, pregare il SEO, mangiare pane e SEO, analizzare dati, acquisire informazioni sui concorrenti e raggiungere così il successo che meritate.
A me, sinceramente, vengono spesso dei dubbi…

Ma sarà tutto vero?  Ogni giorno esce un contenuto  con il titolo “tutto per il SEO“…  (Oh! Lo sto facendo anch’io proprio in questo momento eh?)
Sono davvero questi sopra i passi da seguire per raggiungere enormi quantità di traffico organico? Com’è possibile che solo una minoranza di professionisti SEO vengono considerati dei “guru SEO”, riscuotendone il successo meritato, mentre tutti gli altri stanno brancolando nel buio più totale? Possibile che sia così difficile?

Sono un consulente di webmarketing e cerco ogni giorno di portare le aziende all’interno della visibilità del loro target. Proprio per questo motivo, nelle decine e decine di siti che ho seguito e che seguo tutt’ora, ho generato una discreta quantità di € che i clienti possono utilizzare come guadagno del loro lavoro e della fiducia che mi hanno espresso affidandomi la gestione della loro azienda virtuale. Posso con orgoglio affermare che nessuno  di loro ci ha mai rimesso; credo di non essere tra i molti a poterlo dire. Attenzione: non sono infallibile, ho avuto anch’io le mie delusioni, una più di tutte, e sebbene a mio favore giochi il fatto che non potessi mettere le mani sui codici e sulla struttura del sito appena fatto (male), resta comunque una macchia nel mio curriculum e non vi nascondo che me ne dispiace parecchio. Comunque, andiamo avanti:

Oggi voglio svelarti il segreto più grande della tecnica SEO.

Confermando che la regola 20/80 è oggi una verità, (20% tecnica 80% contenuti) sostengo anche che, se raccogliessi tutti i professionisti SEO (e presunti tali)  potrei scrivere che:
– circa l’80% legge solo “SEO informazioni” scritte e assiste a conferenze su tematiche legate alla SEO e si nutre di qualsiasi informazione che parli di SEO.
– circa il 16% scrive di SEO, ne condivide contenuti e più in generale ne tratta l’argomento quando si tratta di scrivere dentro qualche post o forum di discussione.
– circa il 4% ne è un “parlatore”, una specie di profeta, un’entità che fa un gran rumore, sembrano (sembrano) esperti e guru. In realtà solo 1-2% di essi è davvero un guru, il resto sono un po’ come le cheerleaders che hanno un obiettivo nella loro mente: tenerti lontano da ciò che conta veramente tendendo a nutrirti il cervello sulle ultime tecniche, sui mezzi ed i tools più disparati per misurare questo o quello e sulle pozioni magiche di aperitivi html che ti permetteranno finalmente di incontrare il tuo robot di fiducia, conoscerlo e chissà, iniziare una relazione duratura.

Il segreto della SEO
Il segreto della SEO è sempre stato sotto i nostri occhi, almeno per un bel po’ di tempo. Gli Esperti SEO, quelli veri, lo hanno compreso molto bene, e parte di essi lo sta padroneggiando ancora meglio.
Quindi, vorrei darvi questo messaggio, poi sparirò fino a quando non finiranno di darmi la caccia per aver rovinato un sacco di corsi inutili  😉

FOCUS
I professionisti hanno sempre presente nella loro mente il modo per raggiungere il successo. Hanno mille risorse ma un unico obiettivo, e lo tengono sempre ben presente. La macchina che produce “content marketing” ti distoglierà dal tuo obiettivo: se continui a leggere post su post su come fare cosa, non ti concentrerai mai sul tuo vero e unico scopo.
Torna alle basi: identifica quali sono le tue parole chiave che identificano perfettamente il tuo cliente ed il target a cui si riferisce. Ottimizza i meta tag, usa i microtag di schema.org, ottimizza l’url delle pagine, e guadagnati dei link attraverso contenuti di valore e post utili al successo del tuo cliente.

PROGETTO
La maggior parte delle persone crede che queste cose qui sopra le fanno tutti, ed in parte è vero. Ma senza un obiettivo chiaro ed un piano di azione, non potrai raggiungere questo risultato. Ecco la differenza tra chi lo fa e chi lo fa molto bene.
I professionisti, si svegliano ogni mattina (è una metafora perché lavorano anche di notte) ed hanno bene in mente ciò che devono fare, lo scopo per cui si trovano lì davanti alla tastiera, sopra una montagna di codici parole stringhe immagini contenuti dati link e idee. L’esperienza dimostra che un semplice piano di azione può battere qualsiasi strategia nel medio lungo periodo.

ESECUZIONE
Ogni azione SEO è meglio di nessuna azione SEO: chiaro no?
Piccoli passi positivi e incrementali portano nella giusta direzione e creerà una spirale ascendente che ti porterà dritto dritto al successo SEO.
Ti ricordi la favola della tartaruga e della lepre?  Bene: funziona proprio così!
La gara SEO è una maratona, non uno sprint!
Le azioni che metterai in campo giorno per giorno ti porteranno risultati che potrai controllare facilmente con gli strumenti necessari per misurare il grado di riscontro, il posizionamento, e il coinvolgimento nei Social.
Quanto più ti darai da fare, tanto più diventerai un professionista. I risultati che avrai raggiunto in precedenza ti aiuteranno a crescere in esperienza. Fai la tua parte e lascia che i motori facciano la loro (e la sanno fare sempre meglio).

Se inizierai a muoverti in questo modo, noterai che dopo un po’ le cose si metteranno nel verso giusto, e comincerai ad essere in grado di muovere le SERP, inizieranno a chiederti qualche consiglio, quali sono le tue tecniche segrete, e quali blog leggi per essere così bravo.

Focus – Progetto – Esecuzione

Non ti resta che provare…

Gestione Contenuti, Duplicazione contenuti, SEO

3 miti sfatati sui “contenuti duplicati”

Le parole “contenuti duplicati” fanno immediatamente scorrere una fredda goccia di sudore sulla schiena dei seo-markettari. Probabilmente la maggior parte di loro non ha mai letto le linee guida Google sui contenuti duplicati. E sempre probabilmente, credono che non appena un contenuto appare due volte in rete, i quattro cavalieri dell’apocalisse inizieranno galoppare verso di loro.

Ora facciamo chiarezza sui cosa sono i contenuti duplicati.
Ti voglio ricordare che ciò che scrivo riguarda il contenuto e la pubblicazione e non ciò che riguarda la tecnica SEO riferita, ad esempio, alla struttura degli URL, chiaro vero?

MITO N.1
I contenuti non originali sul tuo sito si trasformeranno in penalità nel posizionamento.

Non ho mai realmente visto con i miei occhi che i contenuti non originali hanno fatto danni in termini di posizionamento, ad eccezione di un caso estremo che adesso ti racconto:

Un giorno un nuovo sito prese vita ed una società di PR non molto scaltra e nemmeno preparata cosa fece? Prese i contenuti della home page e li mise in un comunicato stampa. Pari pari!  A questo punto le agenzie di stampa iniziarono a fare il loro lavoro decuplicando il contenuto stesso nella rete di comunicazione adeguata. Gli alert scaturiti dai risultati dell’algoritmo andarono subito nelle orecchie dei Google ed il dominio finì immediatamente nella black list grazie ad un lavoro manuale effettuato da un operatore di Google molto arrabbiato per quanto successo.

Fu un disastro, ovviamente!
Sai perché?

1) Sono apparse centinaia di pagine con lo stesso testo nello stesso momento
2) Tutto quel contenuto è apparso quasi contemporaneamente
3) il contenuto era il copia/incolla di una home page

se fate 1 + 2 + 3… quanto fa?

6?

NO!  —> FA SPAM!!
Semplice dai, ma non è di un caso come questo che normalmente la gente pensa quando dice “contenuti duplicati”. Di solito si parla di circa 1000 parole su una pagina di qualche sito magari già pubblicato e indicizzato (bene o male fa “istess“); ci vuole ben di peggio per accendere gli alert di Google, non credi? Altrimenti salterebbe in aria le Rete stessa…
Ci sono tanti siti, soprattutto blog, che ripubblicano articoli interessanti presi da qualche parte e sanno che non comprometterà la credibilità del loro sito.

 

MITO N. 2
I contenuti copiati dal tuo sito penalizzano l’indicizzazione del tuo sito

Se conosci un blogger che costantemente cancella i link verso il suo sito tramite Google Webmaster Tools, probabilmente non ha letto le normative di Google Disavow Backlinks

Hai mai visto i report di un Blog che si rispetti? Che ne so, uno “Skande” , un Riccardo Esposito o un “Giorgio Tave” ad esempio? Lasciamo perdere Godin, dai…  I loro contenuti potrebbero essere stati copiati almeno una decina di volte nel giro di qualche ora.. Pensi che abbiano un squadra pronta ad analizzare GWT e cancellare i link ai loro contenuti per tutto il santo giorno? Noo, tranquillo! Non hanno paura di queste cose…

Questo tipo di copiatura non fa nè bene nè male. Qualche piccolo sito o blog non farà loro del male semplicemente perché non sono rilevanti per Google. No problem!

Personalmente non mi dispiace che qualcuno si porti via un po’ di me; questi siti prendono il contenuto parola per parola portandosi via anche tutti i collegamenti. In questo caso capisci quanto sia importante la costruzione dei tuoi collegamenti interni, vero? Questi siti nonostante abbiano poca o nessuna notorietà qualche visita te la possono portare, non si sa mai.

il problema sussiste, invece, quando il sito copione supera la tua, di notorietà

Ci sono casi (rarissimi) in cui Google si confonde e prende per originale il contenuto copiato al posto del tuo. Se questo accadesse devi dire loro di utilizzare  il Google Scraper Tools  …molto importante!

Guarda come si fa

Segnalazione autore contenuto a Google

Oppure: ricordati sempre di firmare in tuoi contenuti con Google Autorship!
Se dichiari di essere l’autore (hai letto il libro di Salvatore Russo , vero? …. VERO!!???)

Google riconoscerà uno ed un solo autore legato a quel contenuto e successivamente non importa quante volte quel contenuto verrà copiato.

Libro di Salvatore Russo

E se trovi davvero un rapinatore?
Esiste una grande differenza tra un contenuto copiato ed una violazione del copyright amico mio!

il contenuto copiato comporta la duplicazione del contenuto originale

il contenuto rapinato comporta l’associazione del contenuto ad un altro autore.  Questa è una pratica illegale!
Se ti succede, più che preoccuparti del motore di ricerca vedi di procurarti un buon avvocato…

Oltre a questo puoi segnalarlo a Google in due modi:
– metti una stellina  e un richiamo sulla loro recensione pagina in Google
manda un report a Google dichiarando anche l’accaduto

 

MITO N.3
La ripubblicazione del posto scritto per un tuo cliente penalizzerà il tuo sito

Quando scrivi per un blogger è difficile che il tuo pubblico veda tutto quanto scrivi sulla sua pagina per cui diventa forte la tentazione di ripubblicare l’articolo sul tuo blog.
Non hai mai scritto per un grande blogger? Qualcuno di loro ti incoraggia per ripubblicare il tuo articolo sul tuo sito dopo qualche settimana; sanno molto bene che Google non si confonderà. Ti suggerisco in questo caso di aggiungere qualche tag HTML qua e là nel tuo post prima di ripubblicare… così, giusto per ricordarlo…

QUALI SONO I DUE MODI PER RIPUBBLICARE?

Se ripubblichi usa il “canonical” Tag
In realtà significa “versione ufficiale” per cui se ti capita di ripubblicare un articolo puoi utilizzare il canonical tag per dire al motore dove è apparsa la notizia la prima volta.

ecco un esempio:

Esempio di canonical tag

Se ripubblichi usa la fantasia, ad esempio,
se il titolo del contenuto originale era “come indicizzare i contenuti
nella copia puoi dire ” 5 modi per indicizzare i contenuti

in questo caso ottieni un risultato in più: titoli diversi ma entrambi i link contengono “indicizzare i contenuti” … così, giusto per ricordarlo… 😉

CONCLUSIONI
Sui “contenuti duplicati” non facciamoci prendere dal panico!!

Googlebot visita la maggior parte dei siti tutti i giorni e se trova una versione copiata da un giorno all’altro sa dove si trova il contenuto originale. Googlebot non è umano e non gli stai simpatico o antipatico, sai? Semplicemente lavora, e cataloga, e archivia…

Google ha circa duemila dottori in matematica all’interno del suo personale, è gente che costruisce macchine che guidano da sole e occhiali semantici: sono bravi vero?  Allora perché credi che abbiano il tempo o la voglia di guardare un dominio solo perché hanno trovato una pagina di testo non originale?

Una enorme percentuale di contenuti sono duplicati, e Google lo sa molto bene. Essi hanno iniziato a separare gli originali dalle copie già nel 1997; solo dopo, più o meno nel 2005, la parola “contenuti duplicati” a iniziato a disturbare il sonno dei seo-markettari.

Quindi non preoccuparti più del dovuto: comportati bene e segui le due regole che Google ti suggerisce.

 

PS
A tutti i SEO Specialist qualificati:
se ho detto qualche cavolata, non ditelo a Googlebot …
ma scrivetemi qui, accetto qualsiasi insulto purché costruttivo 🙂

 

[questo articolo è stato scritto con l’aiuto di Andy Crestodina]

Seo, Strategy, Tech, Goals

10 errori delle SEO Company

Conosco virtualmente o personalmente SEO Specialist dai quali posso tranquillamente prendere spunti e consigli, tra questi Andrea Cappello, Giorgio Taverniti, il Tagliaerbe Davide Pozzi, Luca Bove, Jacopo Matteuzzi, Maurizio Ceravolo, Emanuele Tolomei, Erminia Guastella, Ivano di Biasi
poi ci sono una miriade di galassie che si definiscono degli indicizzatori ma che in realtà, scavando a fondo, si trova ben poco di realmente efficace.

La figura SEO non ce la dobbiamo immaginare come un nerd brufoloso tutto cicche scadenti e brufoli, ma una persona che conosce la Rete, che conosce chi la popola, che attinge dalla propria esperienza, dai propri errori e dall’insegnamento di altri come lui. E’ un po’ markettaro e un po’ informatico, un po’ giornalista un po’ scienziato, è senz’altro curioso ma soprattutto è uno che non smette mai di studiare e imparare.

Attraverso quelli che conosco personalmente e con i quali ho avuto modo di collaborare, attraverso la lettura di quelli che invece conosco solo attraverso un browser ed un Social o un Blog, ho redatto un piccolo elenco di come i loro concorrenti discount spacciandosi per degli specialisti SEO finiscono presto per fare un danno sia all’azienda che ha commissionato loro il lavoro sia a chi di SEO ne sà davvero un bel po’

 

SEO, strategies,

 

 

 

I motivi che ho riscontrato del loro fallimento sono, in generale, questi:

1) Essi si concentrano sul sito e non sulle pagine
Ricordarsi che Google indicizza pagine e non siti è fondamentale.
I motori di ricerca vogliono mostrare contenuti interessanti per i propri clienti e sempre di più cercano il modo di capire se i contenuti di una pagina possono fare al caso loro, per il tuo bene, quando cerchi un’informazione.
Fino a quando non diventeranno semantici tutti i robot cercheranno di far interagire una miriade di informazioni per “dare valore” ad un contenuto: questo contenuto deve essere riconosciuto come importante dai motori.
I Social media sono una parte fondamentale di questo valore, ma questo è un altro capitolo da approfondire (e da studiare).

2) Essi costruiscono link al posto di guadagnarsi link
la “link building” viene vista dai motori sempre più come spam e per il motivo di cui sopra, è necessario che l’azione venga rivolta alla valorizzazione dei contenuti: valorizzazione che deve portare a guadagnarsi l’apprezzamento dei lettori che condivideranno il tuo contenuto e ti premieranno con un link.
Quindi: i link guadàgnateli e non costruirteli!

3) Essi targhettizzano troppe frasi e troppe keyword
mettendo troppa carne al fuoco si rischia di bruciare tutto e rimanere con un pugno di cenere (e detta da un vegetariano calza a pennello).
Concentrati su 2 o 3 frasi e non di più.
Aiuta i robot a capire che sei importanti per quel preciso argomento su quella pagina.

4) Essi sono troppo concentrati sulla tecnica e non sui contenuti
il SEO è composto da un 20% di tecnica e da 80% di strategia di contenuti: questo non dimenticarlo mai!
La tecnica aiuta a comprendere la lettura del codice della pagina e del suo contenuto, ma è il contenuto ad essere il RE dell’indicizzazione. Ed un guerriero SEO questo lo sa molto bene.

5) Essi non fanno “Brain storming”
Una delle caratteristiche principali per un buon SEO è fare brain-storming: prendere tutte le persone interessate, a volte anche il cliente, e praticare questa tecnica di incontro. Non si può sapere da quale parte possa arrivare una buona idea, una “money keywords” per la miglior strategia SEO.

6) Essi non offrono un esempio reale di SEO
Non offrire questo esempio è come andare dal meccanico con un problema e non farsi dare la diagnosi del problema ed un preventivo prima di iniziare il lavoro. Tu, ti fideresti? Offri sempre al tuo cliente sia il diagramma di flusso sia un esempio concreto di ciò che hai raggiunto. Può rivelarsi anche un ottimo sistema per ricordare che il cliente ha acquistato qualcosa di tangibile, che può verificare e soprattutto che ciò che potrebbe chiedere in più diventerà motivo per offrire un’ulteriore quotazione:  non può esistere il “tutto compreso”, giusto?.

7) Essi si concentrano sulla posizione e non sulle entrate
Uno dei più grandi specialisti SEO, Neil Patel, conferma che la maggior parte delle agenzie SEO hanno un approccio sbagliato alla realizzazione dei loro progetti: esse infatti si concentrano esclusivamente sul posizionamento e non su come far guadagnare soldi ai propri clienti. Quest’ultima frase deve risultare la tua più importante risorsa perché sarà quella che ti farà diventare migliore e aumenterà la tua reputazione digitale.
Cerca di ottenere risultati, non posizioni.

8) Essi si concentrano sulla quantità e non sulla qualità
Non dire quanti articoli, quante DEM, quanti contenuti scrivi: dimostra ai clienti quanto, quello che scrivi, è emozionante e coinvolgente, di conseguenza quanto viene condiviso! Dimostra quanta emozione coinvolgente costruirai per il tuo nuovo cliente.

9) Essi non sono organizzati
Ci sono tantissime cose che devono essere fatte quotidianamente per realizzare e mantenere un buon livello di lavoro e spesso non è possibile ricordarsi di eseguirle tutte per benino. Hai necessariamente bisogno di avere un tool (o più tools) che ti permettano di eseguire un controllo quotidiano delle cose fatte e quelle da fare:
https://basecamp.com/ è un ottimo tool per il check-list
https://www.checkli.com/ è un ottimo tool per costruire una check-list

10) Essi non leggono BLOG SEO
Sembrerà strano ma leggere i blog è una cosa estremamente dura e richiede tantissimo tempo, per non parlare delle newsletter… ma questo è ciò che DEVE essere fatto! Ogni giorno cerco di leggere la maggior parte dei blog che seguo (soprattutto di web marketing): ci passo anche due o tre ore così devo trovare qualcos’altro da associare, tipo portare a spasso il cane. E’ come prendere due piccioni con una fava. Trovatevi dei buoni posti in cui ci sono contenuti preziosi, condivideteli e implementateli con le vostre opinioni, andate a spiare quei ragazzacci che ho citato qui sopra e non scordate di confronatrvi anche con il mondo oltre confine.
Volete qualche consiglio su cosa leggere “via da qui”?
http://blog.seogroup.com/top-40-seo-blogs-to-read-in-2014/
oltre a quelli che vi ho segnalato qui sopra, ovviamente.