Shutterstock_Riconoscimento_Visivo

Shutterstock inserisce la ricerca per immagini

Ovvero: inizia l’era del riconoscimento visivo?

Sembra una piccolezza ma questo potrebbe cambiare, e di molto, le nostre valutazioni anche in campo seo.

Mi spiego:
Oltre che gestire i contenuti ed i tag relativi alle immagini cercando di cogliere sia le frasi che le parole chiavi più attinenti al contesto che andiamo a realizzare, per poter essere meglio indicizzati molto probabilmente sarà necessario anche dare un occhio di riguardo al soggetto visivo dell’immagine che andremo a proporre nei nostri contenuti.

Se infatti da un po’ di tempo include nella ricerca di immagini anche con la possibilità di associare per affinità le stesse, viene logico pensare che questo algoritmo sia in grado anche di correlare gli “alt – tag” relativi, calcolandone poi la pertinenza con i contenuti nei quali sono state inserite, leggendo successivamente il grado di coinvolgimento che sono state in grado di creare per associare infine alla nostra immagine un valore di importanza.

Sarà un altro fattore di calcolo per scalare le SERP? molto probabile!

Lo sostengo anche per il fatto che la comunicazione si sta spostando velocemente verso i contenuti video, orientandosi in questo modo sempre più verso una valutazione visiva e che non può di conseguenza contenere testi, o non più di tanto.
A detta di molti i contenuti con più di 5/600 parole sono meglio indicizzati e posizionati dai motori rispetto a quelli con minor testo; se però viene presa in considerazione anche la parte visiva, ecco che viene a cadere un altro “dogma”, dando così un po’ di respiro a tutti quei contenuti che non sono e non possono elargire testi per più di 200 o 300 parole (pensate agli articoli e-commerce, alle notizie news, agli istant moments, etc..).

Il mondo dei motori è in continua evoluzione ed a parte qualche falla gli stessi diventano ogni giorno sempre più sofisticati nonostante rimangano ancora dei processi matematici. In conclusione, a meno che non siate dei programmatori pionieri del calibro di +Ivano Di Biasi vi consiglio vivamente di “pensare” a realizzare i vostri contenuti in funzione e per vantaggio di chi ne usufruirà, di questi contenuti, e non semplicemente per essere primi sui motori di ricerca.

Generazione-Z_nuova-comunicazione

Grossi guai per la TV!

Millennium e generazione Z abbandoneranno la TV

Secondo un rapporto Nielsen svolto negli Stati Uniti per conto di Ad Age, la visione dei quattro grandi canali americani – ABC, CBS, Fox, NBC – ha avuto un notevole calo di audience nella fascia di utenti che va dai 19 ai 49 anni di età. Questo significa che gli spettatori più giovani sono sempre meno utenti televisivi e spendono il loro tempo libero su altri fronti.

Se poi indirizziamo la nostra attenzione sugli utenti molto più giovani, diciamo tra i 12 e i 17 anni, dal 2011 le ore spese davanti alla tv sono passate da una media di 25 ad un arco di 15 ore.

declino-della-tv

 

La domanda viene spontanea: dove viene deviato tutto quel tempo?

Sembra che i pochi programmi preferiti vengano visti in un secondo momento attraverso la registrazione su hard disk o su servizi come Netflix ed AppleTv arrivando addirittura ad evitare completamente la tv per preferire video su applicazioni e telefoni, soprattutto YouTube, Facebook, SnapChat.

Cosa succederà qui in Italia?

La popolazione è molto più anziana di quella americana ma il potere di acquisto sta lentamente e inesorabilmente passando dalle mani dei “vecchi” a quelle delle nuove generazioni che non hanno la benché minima intenzione di sorbirsi un media obsoleto che vomita solo un sacco di cazzate e notizie troppo vecchie rispetto al “real time” dei nuovi media.

Pecore_e_marketing_laterale

Esempio di marketing laterale

Premessa:
Ciò che vorrei dirvi oggi non mi è particolarmente piacevole, anzi, direi che lo detesto con tutte le mie forze, ma la situazione necessita di un approfondimento.
Collego per cui la mia professione per mostrarvi come il marketing e la comunicazione serpeggi in ogni cosa che percepiamo e, soprattutto, come riescano a volte ad essere anestetizzati facendo passare così un messaggio che molti non colgono per natura e forma originali.
Chiudendo la premessa, parlando di marketing laterale vi associo un fatto accaduto qualche giorno fa e apparso sulla bacheca di tutti o quasi.

Vorrei quindi iniziare da qui:

Da sempre i professionisti del marketing studiano ed escogitano innumerevoli strategie e idee per fare in modo che il prodotto da lanciare sia il più possibile impattante ed adeguato sul target individuato.
Per fare questo inventano assieme a scienziati e filosofi branchie di marketing sempre più specializzate ed ogni volta ci ritroviamo a dover fare i conti con un nuovo termine markettaro fino a quel momento sconosciuto – ma la sostanza non cambia: l’obiettivo è il target e la vendita.

Tra quelli che personalmente adoro di più identifico il “marketing laterale

Cos’è il marketing laterale?
Il marketing laterale è un processo di lavoro che, applicato a prodotti o servizi esistenti ma diversi tra loro, genera prodotti o servizi nuovi e innovatori che propongono necessità, usi, situazioni, pubblico e obiettivi diversi. Per questo motivo è un processo che offre un’elevata probabilità di creare nuove categorie di mercato. (fonte: https://goo.gl/62kvp7)

Esempio di marketing laterale
Per fare un esempio concreto, una delle case history più citate nei libri di marketing laterale è il prodotto “Ovetto Kinder”: una delle invenzioni più indovinate nella storia del marketing laterale.

Come funziona il marketing laterale dell’ovetto Kinder?
In un periodo di forte concorrenza nel mercato del cioccolato si è trovato il modo di superare i competitor con un prodotto innovativo associando due prodotti del tutto differenti tra loro (cioccolato e gioco) per farli diventare un successo ed un prodotto innovativo sbaragliando la concorrenza.
Oggi, nonostante la stessa concorrenza sia arrivata come mosche sul miele nel nuovo oceano blu, il brand Kinder detiene il 70% del mercato mondiale nella vendita degli ovetti al cioccolato simili al suo.

In un interessante articolo sull’e-commerce Alessandro Sportelli cita le parole di Al Ries in un contesto di marketing in questo modo:

  • È meglio essere i primi nella mente, che primi sul mercato.
  • Il marketing non è una battaglia di prodotti, è una battaglia di percezioni.
  • Il concetto più potente nel marketing è possedere una parola nella mente del cliente potenziale.

Ed eccoci arrivati al punto

Il vero messaggio dei Casamonica

Nella trasmissione che è andata in onda qualche giorno fa, che non ho visto non possedendo più il televisore per scelta, si è scatenata in Rete, e non solo, una discussione sul perché si sia potuta approvare la presenza di questi personaggi sulla televisione pubblica.
Leggevo pareri ed opinioni differenti, gli stessi autori del programma hanno trovato motivo di spiegazione.

Il mio parere è opposto: hanno applicato il marketing laterale

I due prodotti diversi sono stati
– il pubblico televisivo
– la “famiglia”

Ed il nuovo prodotto è nato
– il messaggio allo Stato

Nonostante le proteste di parte dell’opinione pubblica e di alcuni dei politici l’obiettivo è stato raggiunto:
1) picco di ascolti
2) messaggio subliminale: “noi siamo i padroni e ve lo dimostriamo ancora una volta”

La gente ha seguito come pecore ciò che veniva mostrato loro senza tenere conto di che cosa avrebbe davvero voluto dire “seguire la trasmissione”.
L’unica cosa da fare, secondo me, era spegnere la tv o cambiare canale ed inviare una protesta alle sedi più appropriate. Invece no: tutti lì a guardare proprio come nel momento in cui succedono gli incidenti in autostrada e si formano lo code per i tanti coglioni curiosi che rallentano a vedere che cosa è successo provocando a volte tamponamenti anche in senso opposto all’incidente.

Se non capiremo che noi siamo la causa e la conseguenza di tutto ciò che accade, non usciremo mai dalle difficoltà quotidiane… figuriamoci per le altre!

 

…si parlava di marketing e pensiero laterale

Come-comunicare-senza-facebook

Come comunicare senza Facebook

A volte leggo delle cose su questo social (Facebook) di cui rimango allibito!

Premetto che qualche volta ci casco anch’io eh, mica sono esente da coglionaggine, ma imparo ogni giorno di più a VERIFICARE LE NOTIZIE prima di diffonderle.

Probabilmente facebook, essendo ormai un media con una moltitudine di iscritti, rispecchia il mondo sociale reale per quello che è… e facebook, costruendo il suo successo sull’ego personale, ha amplificato questo fenomeno: qui si può dire e fare tutto (non è vero) e ci si sente gratificati perché si ottengono condivisioni e like.

Purtroppo però, non tutto quello che si condivide è vero o reale: spesso gli avversari (o nemici) di qualche istituzione, associazione, ente, personaggio, si inventano di tutto e di più per cercare di affossare il proprio avversario/nemico; e se tu sei sulla stessa lunghezza d’onda di chi vuole ostentare il proprio disappunto verso qualcuno o qualcosa, ecco che ci caschi come un pero cotto e condividi un’emerita stronzata senza verificarne prima la veridicità. Per non parlare dell’artificiosa presentazione dei contenuti che vengono selezionati in funzione dei vostri “mi piace”, ed in base al mezzo con cui visualizzate gli stessi essi saranno presentati in maniera differente, il concetto è spiegato molto bene in questo articolo

Cosa comporta questo nel webmarketing?

Ne consegue che se ripeti a caso e condividi qualsiasi tipologia di spazzatura presente, le persone ti giudicheranno per quello che appari (e non per come sei realmente) con la seria possibilità di influire negativamente sulla tua reputazione e di conseguenza sull’importanza dei contenuti che proponi professionalmente.

Per questo motivo vedo facebook come una grande discarica, dalla quale è necessario uscire in qualche modo per far sì che le aziende e le persone che devono far conoscere il proprio prodotto/servizio ed i propri contenuti possano trovare un vantaggio nel piccolo o grande capitale che investono. È un impegno sempre più difficile ed è necessario trovare altre vie di fuga da questo ammasso ingarbugliato di contenuti facenti parte di una matassa impossibile da districare.

Una delle soluzioni te la fornisce proprio facebook, togliendo determinate notizie o fan e ripulendo pian piano la tua bacheca da contenuti inutili. Ciò che Riccardo Scandellari​ chiama nei suoi libri “persone tossiche” sono proprio il tipo di collegamenti che devi cercare di eliminare o per lo meno di limitare se fanno parte di una stretta di amici “veri” che hanno la propensione a riportare sempre notizie negative. La tua Reputazione digitale ed il tuo Net Branding ne gioveranno.

Vi faccio ora due domande:

Conoscete altri modi ed altre piattaforme con la stessa cassa di risonanza?

Vi prego di elencarmele.

Siete sicuri che Facebook sia la più grande cassa di risonanza verso il pubblico?

Ditemi perché.

Mi nasce di conseguenza un ulteriore pensiero:

quindi, la strada giusta per far conoscere un contenuto qual è?

Ve ne propongo una:  costruire una rete di piattaforme sociali sulle quali condividere i contenuti.

Fate prima un’analisi di quali social possono essere più utili al vostro caso, o a quello del vostro cliente, e poi costruite su quella tutta la comunicazione digitale precedentemente stilata in un piano editoriale. Il blog non è escluso da questa “rete”, ovviamente. –  Non esiste solo Facebook ma ci sono social che possono darvi risultati migliori se utilizzati nel modo corretto.

Io ne sono sempre più convinto e, pur non abbandonando il social più popolare in assoluto, sto diversificando molto la tipologia di condivisione con risultati in crescendo.

Sto facendo esperienza e non sono qui a calarvi la verità dal cielo, ma quello che vorrei offrirvi è in ogni caso una possibilità per non rimanere intrappolati in un oceano blu che sta diventando sempre più rosso.

Mi piacerebbe conoscere al vostra opinione…

Live streaming: nuove opportunità

Nuovi Social = nuovi vantaggi! #sapevatelo

Nuovi Vantaggi da nuovi Social! …sembra lo slogan dello strillone che vendeva giornali.

Con l’arrivo di Meerkat e Periscope sono nati anche nuovi modi e opportunità per ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza.

Ormai non sono più una scoperta, i due social sono strumenti che permettono agli utenti lo streaming video direttamente dal proprio Smartphone, consentendo inoltre interazione con gli utenti attraverso commenti sempre in tempo reale direttamente da Twitter.

Le reazioni?

Possiamo dividerle in due fasce distinte.

La prima

di solito l’utilizzatore è un relatore, un personaggio pubblico o aspiranti tali e la loro eccitazione è quasi incontenibile: ora possono trasmettere il loro messaggio al mondo e interagire con i loro fans in tempo reale. Hanno capito la potenzialità del mezzo e la definiscono il nuovo YouTube. Per loro è il momento di essere attori dominando la piattaforma e vogliono cogliere questa opportunità.

La seconda

si tratta di poco più di un gemito, sono piccoli imprenditori impegnati che ritengono questi mezzi solo un nuovo social media. Non sono in grado di avvicinare i Social più blasonati quali Facebook e Twitter (per non parlare di Google plus e LinkedIn ancora sconosciuti ai più) figuriamoci ritenersi attori in prima linea. Un’utopia!

Non intendo considerare i bimbiminkia che si vedono qua e là farsi i “videoselfie” parlando di niente.

Ad ogni modo, sia che siate entusiasti sia che siate impauriti da questi nuovi strumenti, non è possibile ignorarli. Allora? Ecco qualche consiglio qualsiasi sia il vostro modo di fare affari.

1 – Conquistate le persone

ad esempio:

– se avete un negozio di fiori, potete far vedere in diretta streaming come i vostri fiori sono fatti e come siete capaci di scegliere le varietà per fare delle bellissime composizioni

– se siete dei pasticceri fate vedere ai vostri clienti che gli ingredienti sono genuini, come decorate i vostri capolavori e come è possibile fare alcune creazioni dolciarie.

– se siete dei consulenti dimostrate come viene organizzata una chiamata o un incontro di lavoro

I campi di utilizzo sono innumerevoli qualsiasi sia la vostra attività. È possibile mostrare il vostro lato umano e quello della vostra azienda premiando i vostri social-spettatori con contenuti mai visti prima d’ora.

2 – Coinvolgete le persone

la Domanda/Risposta ha sempre avuto notevole successo, perfino la televisione tenta di coinvolgere in questo modo attraverso votazioni e preferenze via sms o hashtag. Questi mezzi vi permettono di fare di più: non limitatevi a rispondere semplicemente a delle domande ma camminate attraverso la vostra azienda, mostrate lavorazioni e prodotti chiedendo feedback in diretta. Creando questo tipo di coinvolgimento non solo lo renderete più interessante ma sarà molto più intimo e darete al vostro pubblico la possibilità di essere attori principali (il motivo del successo di tutti i Social!)

3 – Dimostrare, presentare, spiegare

Alcuni YouTubers di successo sanno bene come utilizzare questi tre verbi: loro sono in grado di far vedere al pubblico i nuovi prodotti generando così immediatamente entusiasmo e vendite.

La gente vuole vedere ciò che acquista e se può farlo prima è molto meglio.

Provateci con Meerkat e Periscope!

Potete fare una demo, smettere di spiegare ed attendere le richieste del vostro pubblico soddisfano così eventuali dubbi e domande.

Un agente immobiliare può far vedere in diretta occasioni irripetibili.

Se hai un mercato on line puoi andare in diretta in alternativa ad un webinar registrato.

Se hai un negozio di abbigliamento fai provare ad alcuni dipendenti i nuovi arrivi.

E potrei andare avanti all’infinito, non credete?

4 – Prendere in considerazione una persona fotogenica

C’è sempre qualcosa di speciale nel vivere in diretta un evento o un collegamento con possibilità di domande e risposte. Per questo motivo, proprio come utilizzate un copywriter per gestire i contenuti del vostro blog o del vostro sito, provate a considerare se è possibile che qualcuno dei vostri collaboratori sia particolarmente portato ad essere il volto della vostra società che abbia ovviamente la padronanza del know-how dell’azienda.

Una volta che avrete iniziato a pensare in questo modo alla divulgazione dei contenuti potrete pensare a sviluppare tutta la potenza del live streaming. Esattamente come fareste con gli altri mezzi per sviluppare i contenuti che utilizzerete per il marketing anche qui assicuratevi di avere una parte di investimento dedicata al social streaming. Iniziate a capire come e cosa trasmettere e, come in tutte le cose, provate! provate! provate!

Vedrete la vostra audience crescere giorno per giorno dando ai clienti proprio ciò che vogliono ottenendo da loro un feedback tra i più validi e preziosi nonché veritieri. In tempo reale!

Periscope e la strategia di webmarketing

Come utilizzare Periscope: 6 consigli

Ai tempi in cui Guerre Stellari era il film del futuro con tecnologie che a quel tempo sembravano solo fantasia, e ci lasciava a bocca aperta nel vedere una spada Jedi o un ologramma che si interconnetteva a distanze siderali per comunicare, non avrei mai e poi mai pensato di intraprendere la strada del web marketer socialmediacoso.

Ragazzi stiamo parlando del 1980: a quel tempo facevo la scuola grafica per poi intraprendere la strada della fotolito (oggi scomparsa)!

Chi non ha vissuto questa evoluzione non può rendersi conto di cosa e come si sia trasformata la vita: non vi è momento antropologico simile a questo in tutta l’esistenza umana. Non esiste una tale velocità di trasformazione da quando esiste la forma Homo Sapiens sul Pianeta Terra fino alle circa 40.000 generazioni successive. I nostri nonni sarebbero impazziti se li avessimo portati qui da allora con un salto spazio temporale immediato. Tutto ciò è paragonabile ad un salto quantico!

Questo per farvi capire quale periodo storico stiamo vivendo.

Tra i mezzi di comunicazione è arrivato il “live streaming” o  la ”diretta video” (per chi come me vuole mantenere il proprio lessico nazionale). “Diretta” che non viene trasmessa in tv o in video-chiamata ma viene condivisa attraverso una app dedicata e messa in  condivisione con Twitter.  Si chiama Periscope! il Live streaming per eccellenza

Lasciando da parte Meerkat, in quanto non performante,  mi rivolgo esclusivamente a Periscope.

Periscope è l’ultima grande piattaforma utile al vostro piano strategico in Rete. Nonostante in Italia sia ancora poco conosciuto ed utilizzato solo da alcuni ragazzini o da pionieri che stanno tentando di capirne le effettive funzionalità, trattasi di una potente arma di condivisione sociale. Purtroppo nel nostro Paese la maggior parte di noi è ancora alle prese con la assimilazione dei Social Network, non avendo ancora piena padronanza delle varie piattaforme e non sapendo cosa farne in modo serio e soprattutto remunerativo. Nel frattempo il mondo va avanti e mette in campo altre possibilità quali Periscope, appunto.

Cosa fa Periscope

Periscope connette, in modalità video, ciò che state facendo direttamente con il mondo della Rete che sta utilizzando la app suddividendola in due grandi gruppi:

– quello che vi segue su Twitter

– quello che è connesso nel mondo

Gli utenti attivi possono in questo modo mettere un “segui” al vostro profilo nel momento in cui anche voi siete attivi su Periscope e se mostrate di essere in grado di suscitare il loro interesse con le vostre interazioni.

Come si utilizza Periscope

Periscope permette di vedere chi è on line dei vostri contatti (e sta trasmettendo) lasciando per 24 ore il contenuto a vostra disposizione nel momento in cui decide di terminare il proprio collegamento. È possibile anche registrarlo sul vostro telefono o tablet.  Inoltre, è possibile consultare la Top list in funzione dei seguaci e dei cuoricini guadagnati (i “mi piace”) che potete lanciare anche voi a tonnellate semplicemente toccando lo schermo durante la trasmissione di chi state guardando.

Periscope_network

lista globale periscope

È possibile infine selezionare la modalità “trasmissione” abilitando le funzioni di microfono, fotocamera e posizione per iniziare la vostra sessione video condividendola nel mondo.

come attivare Periscope

Quando si utilizza Periscope

Dipende dalla vostra strategia e da quali contenuti volete condividere. Potete semplicemente essere spaparanzati sul divano o testimoni di un evento importante; potete condividere paesaggi, storie, situazioni e qualsiasi cosa vi passi per la mente.

Il successo o meno del vostro video dipenderà esclusivamente da come vi sarete presentati al pubblico. A tutti gli effetti non è altro che l’ennesimo Social Network e come tale utilizza le strategie necessarie e richieste per il coinvolgimento del pubblico.

Il vostro grado di successo dipenderà dalla costanza e dall’interesse che susciterete tra il pubblico in Rete e voi.

Ci sono ovviamente alcuni accorgimenti che vi faranno risaltare sulla moltitudine di connessioni provenienti da tutto il mondo, ed è di queste che vi voglio parlare.

Ecco i 6 suggerimenti per essere vincenti su Periscope

1) Costruisci un Frame

Mentre sarai connesso e starai trasmettendo, gli utenti che esaminano i vari collegamenti sono attratti in primo luogo dall’immagine che il tuo account sta trasmettendo: questa immagine viene recuperata nell’istante in cui hai dato l’ok alla trasmissione. Assicurati quindi di inquadrare un elemento dominante nell’interesse generale del pubblico.

2) Utilizza un titolo coinvolgente

Funziona esattamente come per le DEM: il primo filtro che segnerà il futuro della lettura della tua DEM è proprio l’oggetto della mail; anche qui!

Se hai un ottimo oggetto, le persone saranno incuriosite da quanto scrivi loro ed anche solo per curiosità accetteranno di guardare la tua diretta video (live streaming) – Ti accorgerai che avrai attivato un effetto dominio: quando le persone vedono un numero crescente di utenti collegati, per magnetismo si collegheranno anche loro. Non importa se poi se ne andranno, nel frattempo potresti aver trovato un nuovo seguace (follower).

3) Guarda la telecamera

Inizia guardando la telecamera. Inizia come se stessi parlando con delle persone davanti a te (attiva il collegamento per il frame e poi vira subito la videocamera verso di te). Guarda la telecamera come se stessi guardando negli occhi chi ti sta ascoltando, fallo anche se necessiti di mostrare ciò che ti accade intorno e devi mostrare al mondo ciò che vedi: ogni “tot” tempo torna a guardare chi ti sta ascoltando.

4) Non elemosinare i cuoricini

Quando seguite una diretta, all’interno della diretta stessa, se siete fortunati e non vi sono tantissimi seguaci potete, oltre che mettere i cuoricini utilizzando il tocco della superficie del vostro telefono o tablet, scrivere direttamente all’autore attivando così una vera e propria conversazione a cui cercheranno sempre di rispondervi. Potete anche interagire con gli altri seguaci che stanno guardando la diretta semplicemente toccando il post che vi scorrerà davanti.

Tante persone, che mi capita di osservare durante le mie escursioni sul Social del Live Streaming per eccellenza, sembrano stiano anelando l’arrivo di quei “cuoricini” che corrispondono ai “Like” di Facebook ai “+1” di Google plus al “preferito/ retweet” di Twitter. Niente di più sbagliato! Lo fareste mai su qualsiasi altro Social? Io no! Anzi, la prima cosa che faccio quando arrivo su una pagina o un post in cui mi viene chiesto il “premio” la abbandono quasi sempre. Il Premio te lo do se ritengo che te lo meriti, chiaro?  Non perché me lo chiedi tu…

Cerca di meritarti la fiducia dei tuoi spettatori, guadagnali quei cuoricini  non cercare di costruirteli.

5) Fai una pausa mentre cambi inquadratura

non c’è niente di più fastidioso in Periscope di guardare un video e vedersi interrompere ciò che stavi seguendo (voce e video) solo perché l’autore ha deciso di cambiare l’inquadratura dal suo volto verso ciò che lo circonda. In quel preciso istante in cui fate lo “switch”, Periscope interrompe l’audio e il video causando allo spettatore un’interruzione nella fruizione del servizio.

Quando fate un cambio immagine, interrompete ciò che state dicendo, avvisate della vostra intenzione e subito dopo riprendete ciò che stavate presentando. Sembra una cosa inutile ma pensate a quanto provate voi quando ne siete vittime inconsapevoli. Periscope non è altro che un momento di vita condivisa, in cui chi ti osserva è un invitato speciale e sta cercando di capire se il tuo invito vale la pena di essere accolto oppure no. Nel momento in cui lo distrai o gli dai fastidio in un certo modo, stai attivando con successo l’abbandono del tuo profilo.

6) Fai domande interessanti

questo punto rimane sempre un focus su cui fare molta attenzione: come in tutti gli altri social e come in tutti gli altri spazi in cui state costruendo una comunicazione uno degli obiettivi da raggiungere rimane sempre il “coinvolgimento”. Mi hanno sempre insegnato che esistono alcune regole che permettono che questo avvenga più facilmente: una di queste regole corrisponde proprio nel fare delle domande.

Gli psicologi sanno bene che nel momento in cui viene percepita la domanda, il nostro cervello mette in atto una serie di azioni che cercano di soddisfare la richiesta con una risposta adeguata. Fate in modo che queste risposte finiscano nella vostra schermata!

Chi sono i più bravi?

Come in tutte le cose c’è sempre qualcuno che eccelle in ciò che sta facendo e merita di essere seguito per imparare e migliorare continuamente. Da quello che ho potuto vedere e analizzare nei vari live che seguo posso aggiungere, oltre ai consigli di cui sopra, che i profili che hanno molto seguito sul Social Live Streaming utilizzano molto bene la capacità di coinvolgere le persone con un colloquio sempre molto attivo, non sono mai mezze addormentate e sanno molto bene quello che devono comunicare. Vi segnalo un paio di persone che ritengo interessanti per capire come utilizzare al meglio questa piattaforma:

– Mark Kaye

– Liz Kotalik

Mark è un Radio Dj e lo trovate al mattino (ma durante la giornata spesso attiva dei live). Forse uno dei più attivi all’interno di Periscope, a tal punto che ha attivato anche dei corsi veri e propri (a pagamento) in cui potete iscrivervi per capire al meglio l’utilizzo del mezzo e convogliarvi al meglio all’interno della Rete “Periscope”.

Mark Kaye su Periscope

Liz Kotalik, invece, si connette verso le 14/14,30 ora locale; è una giornalista di Tucson News e trasmette mentre è in onda con le notizie del mattino (le 6 circa per lei) – ogni tanto mi capita di acquisire interessanti notizie che qui nemmeno arrivano. Lei è davvero brava perché sa gestire sia la sua trasmissione che tutti i seguaci di Periscope che sono tantissimi.

Liz Kotalik Tucson News on Periscope

Periscope è ancora agli albori, soprattutto qui in Italia, ma qualcuno ne ha già capito le potenzialità.

Immaginatevi cosa possono fare le aziende nel momento in cui riusciranno ad utilizzare questa piattaforma nel modo adeguato, ed immaginatevi quando questa piattaforma potrà essere collegata ad una videocam di un elmetto, un casco o un braccio o un manubrio (penso alla RedBull ad esempio).

Il mio consiglio è di seguire attentamente l’evoluzione di questo Social, non tanto per fare gli streaming dei bimbominkia (e ce ne sono tanti), ma per capire come utilizzare sempre al meglio quanto la tecnologia sta mettendoci a disposizione ogni giorno di più.

Non sono le idee che mancano ma la capacità di saperle cogliere.

Siete convinti di questo?

Uso del telefono durante la guida

Digitali significa rincoglioniti?

Tutti pensiamo che telefonare mentre si guida possa distrarre l’attenzione dalla strada ma nonostante questo vedo moltissime persone intente a parlare al telefono seppur consci di rischiare 5 punti di meno sulla patente e, cosa ben più grave, un incidente.

Per questo motivo ho cercato di capire se esisteva una classifica, un test, un grafico che mi facesse comprendere se, quanto sopra scritto, fosse una pratica comune oppure no.

Da un campione di persone prese tra i 18 ed i 65 anni, che guidano almeno una volta al giorno, ho scoperto qualcosa di terrificante.

AT & T è l’agenzia che ha commissionato questa ricerca negli Stati Uniti (paese ligio alle regole) ed ha scoperto che il 70% di loro utilizza regolarmente il proprio telefono mentre guida.

Quindi ne deduco che la Rete Sociale a cui apparteniamo ci rapisce ogni giorno di più: possibile che non siamo in grado di porre un limite o un freno a questa grave situazione?

Ed i nostri giovani? Pensate a loro! Mentre noi siamo nati analogici ed abbiamo incontrato per strada questa tecnologia, loro la vivono nel proprio DNA, per loro è consuetudine starsene ore e ore agganciati ad uno schermo sterile, che vomita lettere e immagini senza nessuna emozione. E’ una perdita enorme nei valori insiti nella comunicazione, siete d’accordo? Se da una parte la comunicazione viene arricchita con video suoni ed immagini dall’altra ne soffre terribilmente per la mancanza di emozione, di “feeling“.  I nostri giovani non lo sanno, ne sono inconsapevoli perché non conoscono altro modo per comunicare!

La perdita di sensazioni porta ad una continua ricerca di comunicare: immaginate di scrivere i vostri sentimenti e non riuscire a percepire dall’altra parte la risposta con la stessa capacità emotiva, annullata da un testo elettronico senza calore, in un circolo senza fine.

I nostri giovani accentueranno ancor di più il fatto che utilizzare il telefono alla guida (quando saranno patentati) diventi una pratica “normale”, ma se non inventeranno le auto robotizzate, avremo per strada una moltitudine di distratti.

Ora, tutti sappiamo che scrivere sms sia molto pericoloso soprattutto con questo ammennicolo “touch” che toglie completamente lo sguardo dalla strada, ma i risultati che ne sono usciti vanno di gran lunga oltre a questo!

Grafico statistiche uso del telefono durante la guida

L’attività di scrittura è sopra ad ogni altra azione eseguita durante la guida dell’auto, ma l’invio di e-mail, la navigazione web, la pubblicazione sui social sono pratiche comuni in molte persone. Capite bene che fare queste cose sul proprio telefono significa non avere sotto controllo la situazione attorno a noi: significa che siamo circondati da potenziali omicidi costantemente. Ecco, mettiamola in questo modo: ogni volta che mi muovo in auto, potrei incontrare un potenziale omicida pronto a colpire.

La cosa più allarmante?

il 30% delle persone che pubblicano su Twitter durante la guida, ad esempio, ammette che “lo fa tutto il tempo”…

Io dico: possiamo mettere tutte le regole del mondo e fare migliaia di leggi, ma se non “cambiano” noi stessi prima di tutto, non lamentiamoci se poi le cose non vanno nel verso giusto.

Questo vale per tutto.