Ciò che fu il Marketing ? Non c’è più!

Quanto hai lavorato per diventare un responsabile marketing? Tanto vero? Hai anche studiato per farlo! Datti una pacca sulla spalla perché te la meriti davvero! Sei stato bravo…

Ora però ti faccio le mie condoglianze: il tuo lavoro è obsoleto e se non cambi al più presto il tuo capo ti sostituirà con uno o una più capace ma soprattutto più preparata ad affrontare il nuovo mercato.

Vuoi una prova di quanto sto scrivendo? Bene!

esempio n.1 :

Prendiamo Apple, ad esempio. Ormai tutti conosciamo i prodotti Apple e siamo consapevoli dei loro fantastici prodotti sempre innovativi: oggi andiamo da Apple Watch ad Apple Pay. Ma i rapporti chiariscono immediatamente che la parte del leone la fa iPhone con l’87% di fedeltà verso quel prodotto. È proprio questo che spinge i fan di Apple: la fedeltà! Più acquirenti fedeli ci sono, più gli altri potenziali acquirenti si faranno convincere dai primi generando così una catena in crescita di vendite e di guadagni. 74,5 milioni di pezzi nell’ultimo trimestre basta e avanza per dimostrare quanto scrivo.

Sapete la cosa più geniale qual’è?

Apple non ha praticamente speso un dollaro in marketing e pubblicità!! (o molto molto molto pochi)

Ovvio che tutti non sono Apple, e questo esempio potrebbe non funzionare per tutti, ed in più non tutti i prodotti possono auto promuoversi da soli. Ma in Apple abita il concetto più importante: lasciate da parte il marketing e la pubblicità e lavorate tantissimo sulla “loyalty” o sulla capacità di legare il cliente al vostro prodotto.

Con l’avvento dei Social Media, non si può più parlare di marketing dando il significato percepito fino ad oggi: i consumatori hanno a loro disposizione un megafono con il quale possono comunicare per tuo conto e molto più efficacemente che con i mezzi di marketing tradizionali.

Ciò che conta oggi è la fidelizzazione! I consumatori hanno molte opzioni di scelta di prodotto e oggi più che mai scelgono chi li fa sentire attori e protagonisti e con chi li aiuta a identificarsi con quel determinato brand o prodotto. Il modo migliore per stabilire una connessione brand-cliente, quindi, è la creazione di contenuti in grado di legare la personalità del cliente al proprio brand.

Oggi non è il Brand che conquista il cliente, ma è il cliente che conquista il Brand.

esempio n.2 :

conoscete Chipotle (Food with integrity)?  Si tratta di un fast food negli States. La loro produzione è locale, non utilizzano carni trattate da allevamenti intensivi e sono prive di ormoni e antibiotici. Il loro formaggio proviene da mucche che pascolano. Hanno incentrato il concetto di pranzo su un valore altamente sociale che va al di là del consumare cibo.

L’anno scorso la società ha messo in atto un’iniziativa in cui riportavano sulle tazze alcune frasi di scrittori come Toni Morrison e Malcom Gladwell utilizzando anche un micro sito dedicato.

L’idea non è venuta ad una società di marketing o ad un’agenzia di comunicazione, ma al titolare Jonathan che una mattina si ritrovò senza niente da leggere mentre sorseggiava una tazza di caffè nel suo fast food.

Questa è la differenza: Chipotle dedica notevoli risorse in qualcosa che non farà guadagnare soldi direttamente ma sta costruendo un atto di fede mirando alla soddisfazione dei propri clienti.

Ne ho parlato anche qui riferendomi al Brand Awareness di Starbucks

esempio n.3 :

J. Crew è una società che ha fatto del proprio blog una sorta di luogo accogliente ed elegante, a tal punto che, se fosse una persona, si potrebbe asserire che la sua attività preferita è rimanersene seduto accanto ad un fuoco al calar della sera mentre assapora del cibo fatto in casa.

L’inverno scorso ha realizzato una storia sul maglione stile pescatore, con immagini perfettamente curate, su come utilizzare e curare il tessuto cachemire e concentrandosi sui particolari delle finiture del capo di abbigliamento. Un contenuto bello, creativo e, soprattutto, con una spiccata personalità che nulla ha a che vedere con il costo nudo e crudo.

I clienti continuano a tornare da Apple, Chipotle e J.Crew perché essere fedeli al brand li rassicura e li fa sentire un certo tipo di persona.

Sicuramente la gente si aspetta un’accurata User Experience durante una transazione ma quello di cui ha estremamente bisogno è una identità ed una propria personalità.

Oggi la voce tonante del marketing viene presa per quello che è: un miscuglio di parole vuote.

Costruire fedeltà è un lavoro molto più difficile e richiede non solo valore per i clienti ma una conversazione costante e quotidiana con essi.

Portate quindi passione ed entusiasmo che devono essere genuini e devono trasparire nei contenuti che il Brand o l’azienda divulgano ogni giorno.

La domanda da fare non è: “Cosa dovrebbe dire l’azienda?”

La domanda giusta è: “ Cosa deve essere questa azienda per i propri clienti?”

7 pensieri su “Ciò che fu il Marketing ? Non c’è più!

  1. Alessandra P. ha detto:

    ottimo articolo da cui trarre spunto per fare molte riflessioni anche se a mio avviso si tratta comunque di marketing… Forse sarebbe più corretto dire che, come tutte le cose, il marketing si é evoluto 🙂

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    • Grazie Alessandra, ma ciò che si è evoluto non è il marketing ma il concetto stesso di marketing.
      Fino ad oggi il marketing di concentrava, metaforicamente, su che cosa le oche mangiavano e poi traduceva in pubblicità quel messaggio valorizzando il mangime.
      Oggi, invece, si deve concentrare su “quale valore aggiunto posso dare (non al mangime) per far sì che le oche parlino di me, si indentifichino con me, tornino e convincano altre oche a provare “me”. il “mangime” è scontato che deve essere un top di gamma.

      Che ne pensi? 🙂

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  2. andrea ha detto:

    Dire che “Apple non ha praticamente speso un dollaro in marketing e pubblicità!! (o molto molto molto pochi)” mi sembra quantomeno un azzardo, se non una totale assurdità. Basti pensare anche solo a tutte le pubblicità sulle tv generaliste…

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    • Grazie del tuo contributo Andrea,
      ti assicuro che rispetto al fatturato, al numero di iPhone venduti al distacco in termini di fidelizzazione rispetto alla concorrenza, il suo budget è praticamente nullo o parliamo di 1 a 100 rispetto alla concorrenza.

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      • andrea ha detto:

        Mi prendono ulteriori dubbi allora.
        Perché nell’articolo viene fatta una valutazione di tipo assoluto “Apple non ha praticamente speso un dollaro in marketing e pubblicità!! (o molto molto molto pochi)” e invece nella sua risposta questa valutazione diventa di tipo relativo “rispetto al fatturato, al numero di iPhone venduti al distacco in termini di fidelizzazione rispetto alla concorrenza”?
        Affermare inoltre che “in Apple abita il concetto più importante: lasciate da parte il marketing e la pubblicità e lavorate tantissimo sulla “loyalty” o sulla capacità di legare il cliente al vostro prodotto.” mi sembra una contraddizione in termini, in quanto:
        1) non si può assolutamente affermare che abbiano lasciato da parte il marketing, visto che, per esempio, lavorano sulla loyalty, che è parte del marketing;
        2) non si può neanche dire che abbiano lasciato da parte la pubblicità: anzi mi sembra che almeno in tv le pubblicità dei loro prodotti siano trasmesse un numero di volte in linea con quello dei concorrenti, certo magari rispetto al fatturato sarà una percentuale minima…ma non penso sia di loro interesse tempestarci di pubblicità adesso che ormai l’idea di apple è chiara in quasi tutto il loro target di riferimento. E questo è stato reso possibile da imponenti campagne di lancio per ogni prodotto negli anni passati…

        Ma tranquillo, lavorando nell’ambito SEO so che probabilmente commentando ti sto facendo un favore, e che probabilmente articoli con certi proclami buttati lì si avvicinano molto più al concetto di click baiting che di “informazione di settore”.

        Un saluto

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  3. Andrea, nella prima affermazione credo di non essermi contraddetto: nel rapporto spesa guadagno è sicuramente infinitesima rispetto ai competitors.

    Apple basa tutta la sua immagine non sul marketing ma bensì sulla differenziazione: fino ad oggi sono gli altri che copiano Apple e non il contrario. Inoltre, Apple ha fatto della sua immagine un qualcosa di infinitamente riconoscibile e non si può dire che l’abbia realizzato con la pubblicità ma bensì con la cura estrema del dettaglio, del design, dell’affidabilità e della riconoscibilità, ed il pubblico l’ha premiata sin dall’inizio.

    Apple può considerare “molto molto molto pochi” qualche milionata di dollari? Io credo di sì rispetto alle centinaia di milioni di ricavi. Metaforicamente scrivendo la sua liquidità potrebbe coprire due volte il debito della Grecia, figuriamoci…
    Personalmente per un cliente ho speso 30€ in pubblicità su Facebook ed ho generato vendite per 1.200€ – Per il mio cliente 30€ sono pochissimi rispetto al risultato generato.

    Ho anche citato altri tre casi altrettanto emblematici di come si siano trasformati i messaggi di marketing in messaggi di fidelizzazione legati soprattutto alla trasformazione del Brand da prodotto a realtà composta soprattutto dalla cura del cliente e per il cliente fin dal momento in cui incontra per la prima volta il brand stesso.

    Per ultimo ma non meno importante:
    sinceramente non mi interessa il SEO in questo caso, (nel mio blog), tantomeno ripetere le cose a chi vuole insistere nel vedere ciò che non c’è. Se lo desideri posso tranquillamente cancellare questa parte di conversazione, per la tua tranquillità. 🙂

    Grazie ad ogni modo per gli spunti.

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    • andrea ha detto:

      Figurati, tranquillissimo! 😀
      Quello che spieghi nei commenti è giusto, perché è in termini relativi.
      Nell’articolo è una frase in senso assoluto, è questo che non torna.
      P.S. differenziazione, cura dell’immagine, cura estrema del dettaglio, del design, dell’affidabilità e della riconoscibilità…è tutta roba di marketing questa 🙂

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