La fine del Social Media Publishing

Come ormai sappiamo, Facebook sta diminuendo la portata e la visualizzazione organica delle pagine: niente di più logico, se ci pensiamo, visto che Zucky possiede un’azienda con scopi di lucro. All’inizio di questo mese, Facebook stesso lo ha scritto a chiare lettere.

Questo fattore, ad ogni modo, non è la sola causa di questa importante variazione; altri fattori contribuiscono a rendere pressochè minima la visualizzazione delle nostre pagine e dei nostri contenuti.

Cosa significa concretamente questa cosa?
Significa che tutti i Social Media (Youtube, Google, Facebook, Twitter, etc.. ) stanno optando per prediligere sempre di più i contenuti più interessanti, filtrando secondo alcuni criteri (molti) la visualizzazione delle nostre pagine e dei nostri post.
In parole povere dobbiamo essere consapevoli che, nonostante il tempo speso sui Social network sia aumentato per ognuno di noi, ed in particolare su Facebook, quest’ultimo riceve molti più contenuti rispetto a qualsiasi capacità cognitiva della persona e di conseguenza deve forzatamente selezionare “cosa” far vedere. Per ogni volta che accediamo a Facebook, quest’ultimo filtra qualcosa come 1.500 contenuti: Facebook quindi deve trovare il metodo per far sì che i contenuti visti siano quelli più importanti.

Social_Media_Publishing

Su cosa è basato questo tipo di filtro?  Vediamolo insieme:

come Google, con il suo Pinguin e Hummingbird, seleziona e visualizza le storie ed i contenuti migliori attraverso tantissimi criteri di calcolo (forse migliaia), così Facebook mira a fare altrettanto. L’impatto dei nostri post sarà così basato sulla combinazione di questi fattori:

– il volume

– la qualità

– il coinvolgimento

Qualità/Volume
Possiamo vedere facilmente attraverso l’Insight la portata dei nostri post, giusto? Da oggi anche Twitter ed altri Social che utilizzeremo saranno utilizzati per realizzare il parametro qualità/volume richiesto da Facebook.

Non vi deve venire in mente nel modo più assoluto di trovare come soluzione la formula “più post/meno qualità” perché ciò che Facebook calcolerà porterà il vostro post dritto dritto dopo la 1500ma storia…
Praticamente, più pubblichi “notizie spazzatura” più diminuirai il risultato.
Il risultato invece è possibile con il mix di queste azioni:
1) produrre più volume e più qualità
2) aumentare il coinvolgimento (engagement per gli esterofili) ai vostri contenuti

La ricerca fatta da Guillaume Decugis ha dimostrato che la cura dei contenuti è il miglior sistema per raggiungere il traguardo.

Come fare?

La combinazione di più piattaforme per trovare contenuti preziosi senza perdere troppo tempo sul web è una delle vie più semplici – Scoop.it, ad esempio vi può dare una grossa mano.
Una ricerca ha dimostrato che l’88% dei professionisti intervistati hanno trovato notevoli benefici dalla cura dei contenuti attraverso le piattaforme simili a Scoop.it ( o Stumbleupon), e che il 65% di essi ha notevolmente migliorato anche il proprio SEO.

Coinvolgimento
Quando Facebook o Twitter definiscono il coinvolgimento si riferiscono sempre al numero di condivisioni, di retweet, di like, di clic ricevuti. Questo va senz’altro bene ma non è del tutto sufficiente.
Anche la ricondivisione che è stata reperita su Twitter o Facebook significa coinvolgimento (cioè il copia e incolla del vostro post). Anche il commento di un post è coinvolgimento. Oppure l’iscrizione ad un blog vale come coinvolgimento. Qualsiasi generazione di lead significa coinvolgimento.
Su questo punto è necessario che definiate molto bene che tipo di coinvolgimento desiderate al vostro contenuto. Chiedetevi sempre: “che cosa preferisco?” Che qualcuno ami una nostra foto su Facebook o che ci si iscriva alla newsletter del nostro blog? In funzione di questo realizzate il vostro contenuto targhetizzato

Quanto ho scritto sino a qui è concentrato sull’impegno di ottimizzare i contenuti per i Social Network, siano essi Facebook, Twitter, Linkedin o Google Plus. Tutto questo però non è sufficiente per creare la rilevanza necessaria affinché la vostra pagina o i vostri post vengano considerati nel calcolo algoritmico, è necessario avere un contenitore in cui inserire tutti i nostri sforzi. Ad esempio un Blog o un archivio sul sito.
Non ha senso infatti, avere solo dei buoni post o dei buoni link: significherebbe perdere un tesoro per strada.

– Il contenuto pubblicato è di breve durata (da un minuto sino ad un paio d’ore al massimo)
– Non potete offrire un approfondimento
– Il link che pubblicate guida il pubblico lontano da voi
– Non esiste la possibilità di convertire la lead generata

 

Social_Media

Con un Blog o un archivio su un sito, invece, il contenuto può essere ricondiviso o riscoperto a distanza di tempo. Sulle pagine è possibile inserire la CTA (Call to Action) dove incentivare a scrivere, contattare, iscriversi, comprare…
Se si tratta di una pagina Business, avere degli utenti che seguono la pagina o ricondividono i contenuti aggiunge molto valore all’algoritmo di Facebook.

Facebook segna quindi la fine del Social Media Publishing così come lo abbiamo conosciuto. Solo costruendo una valida rete di contenuti ed uno spazio su cui archiviarli (sia esso un blog un social media o un sito) sarà possibile mantenere alto il coinvolgimento ed allo stesso tempo le attenzioni di Facebook verso di noi e la nostra pagina.
Per tutti gli altri saranno tempi davvero molto duri.

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